Dal palazzo

Dalle 9 a Palazzo Platamone

Fials Sicilia, il 10 maggio convegno a Catania: «Ecco i temi che affronteremo»

Il segretario regionale illustra i contenuti dell'iniziativa "Sanità del prossimo futuro, luci ombre prospettive del nostro sistema sanitario nazionale".

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«Vogliamo affrontare con serietà i problemi della sanità siciliana nella sua interezza, attraverso proposte concrete che mirano al cuore delle criticità per trovare soluzioni definitive ed efficaci»: lo afferma Sandro Idonea, segretario regionale della Fials Sicilia, che affronterà questi temi venerdì 10 maggio dalle 9 in un convegno a Catania dal titolo “Sanità del prossimo futuro, luci ombre prospettive del nostro sistema sanitario nazionale”, presso l’auditorium di Palazzo Platamone in via Vittorio Emanuele II, 121.

«Una riforma organica della sanità è diventata più che mai urgente, è fondamentale che ci sia una struttura come era il comitato di gestione che possa supportare i direttori, questo si ripercuoterebbe sull’organizzazione- aggiunge Idonea- La politica deve avere la sua visione ed è fondamentale anche una struttura organizzativa a supporto. Poi è anche necessario un atto di indirizzo sul fabbisogno del personale, non si sa più chi fa cosa, si creano contrasti sulle attività, va chiarita meglio l’organizzazione della sanità e serve attenzione particolare del personale che non può essere lasciato solo».

«Come Fials abbiamo collaborato e avanzato proposte in sede ministeriale per entrare nel cuore dei problemi- sottolinea Idonea- Alcune di queste iniziative sono già in pista ma è fondamentale affrontare le varie questioni in maniera organica. Penso alla sicurezza negli ospedali, bisogna per forza partire dalla necessità di riconoscere agli operatori sanitari la qualifica del pubblico ufficiale per consentire la procedibilità d’ufficio e per raddoppiare le pene, così prima di un’aggressione magari ci penseranno due volte».

Il segretario regionale della Fials Sicilia aggiunge: «Sul tema della carenza di personale bisogna sapere di cosa si parla. Non c’è una reale carenza di medici ad esempio, abbiamo un rapporto di 4,1 camici bianchi per mille abitanti, in Europa la media è di 3,7 quindi abbiamo un numero idoneo che rischia anzi di crescere sempre di più per via delle misure e delle agevolazioni adottate in questi anni. Il problema è un altro, i medici tendono sempre di più ad andare dove si lavora quasi normalmente e senza rischi, dunque la carenza di personale si registra nelle aree più delicate come il pronto soccorso. Ma c’è anche un tema di remunerazione, in Italia abbiamo 500 medici al mese che vanno all’estero perché i contratti ormai non sono competitivi, l’inflazione è superiore al valore dei rinnovi quindi diminuisce il potere di acquisto».

«In Sicilia la situazione è anche peggiore e il problema non si risolve abolendo il numero chiuso ma garantendo contratti dignitosi, altrimenti i medici andranno all’estero dove guadagnano il triplo», precisa Idonea, aggiungendo: «Quelli che mancano sono invece gli infermieri, 70-80 mila a livello nazionale, circa 6 mila in Sicilia, così come gli operatori sanitari. Ma per risolvere il problema bisogna guardare alla sanità nella sua interezza, le aziende sono gestite con atti aziendali vecchi di 50 anni, riproposti dai direttori ma ormai vetusti».

Infine, Idonea afferma: «Sempre in tema di riforma, ci sono in questa fase alcuni provvedimenti come l’abolizione della responsabilità penale di medici e infermieri che ormai si trova in pochi Paesi al mondo. Purtroppo la medicina difensiva ci costa dieci miliardi l’anno, a nostro avviso è già sufficiente quella civile».

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