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ASP e Ospedali

Il botta e risposta

Fials all’attacco sul bonus Covid, l’Asp di Palermo: «Pronti alle vie legali»

Il sindacato: «Dei 2,4 milioni assegnati l'azienda ne ha depauperati circa 900 mila per il pagamento di lavoro straordinario senza alcun confronto con i sindacati». La direzione generale replica: «L’affermazione è assolutamente falsa, abbiamo applicata pedissequamente la volontà espressa dalle OO.SS.».

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Botta e risposta all’Asp di Palermo sul bonus Covid. La Fials Confsal va all’attacco ma la direzione generale, contattata da Insanitas, replica riservandosi di adire le vie legali. Tutto parte da una nota stampa del sindacato: «Solo 290 euro di bonus covid per gli operatori sanitari impegnati in prima linea contro il covid, meno di 35 euro al mese. Peggio è andata al personale di fascia B, meno esposti al rischio contagio, che percepiranno 9 euro al mese, e addirittura nulla momentaneamente toccherà a una restante parte di personale collocato in fascia C».

Il sindacato critica «l’accordo accettato da alcuni sindacati confederali per la ripartizione delle somme mortificando i dipendenti» e il segretario provinciale, Enzo Munafò, ricorda che «dei 2,4 milioni assegnati all’Asp di Palermo, l’azienda ne ha depauperati circa 900 mila per il pagamento di lavoro straordinario senza alcun confronto con i sindacati e senza avere dato certezza che detto pagamento servisse nella eccezionalità e per coloro che in prima linea hanno lavorato nell’emergenza Covid-19, evidenziando ancora una volta il comportamento antisindacale già riconosciuto e condannato dal Giudice del Lavoro nel Dicembre 2020 e di cui non c’è ancora cenno di ravvedimento».

Tolti anche oneri sociali e Irap, il sindacato sottolinea che per l’intero comparto sono rimasti 373 mila euro che sono andati per il 70 % alla fascia A (261 mila euro), per il 20% alla fascia B (74 mila euro) e per il 10% alla fascia C (37.303 mila euro).

La Fials attacca: «Vergogna, il presidente della Regione e la sua Assemblea regionale, dopo avere votato in assemblea plenaria la legge che riconosceva agli operatori sanitari mille euro al mese a partire dal mese di aprile e fino alla fine della pandemia, quale riconoscimento per il maggior lavoro svolto e dei maggior rischi ai quali sono stati sottoposti, successivamente ne disponeva l’annullamento in giunta. E l’assessore regionale alla Salute, dopo avere sottoscritto un accordo per la distribuzione dei fondi del bonus covid, non ha vigilato sull’Asp di Palermo affinchè le somme venissero distribuite per le finalità per cui sono nate».

Infine il sindacato dichiara «lo stato di agitazione del personale del comparto, riservandosi ogni ulteriore iniziativa, a partire dal coinvolgimento della Prefettura di Palermo per il raffreddamento del conflitto, così come avvenuto per gli operatori del 118, affinchè venga resa giustizia ai lavoratori che sono stati gabbati da una Amministrazione che si è resa incapace».

LA REPLICA DELL’ASP DI PALERMO

«Perviene la nota della Organizzazione Sindacale Fials-Confsal con la quale la segreteria provinciale di Palermo, nell’esprimere giudizi fortemente lesivi nei confronti dell’Azienda e della direzione generale, ha affermato che il bonus covid (destinato al personale dipendente) è stato depauperato da scelte aziendali senza alcun confronto con le OOSS, destinandone parte anche al pagamento dello straordinario svolto dai dipendenti del comparto a fronte dell’emergenza. L’affermazione è assolutamente falsa, in quanto nessuna decisione è stata adottata arbitrariamente dalla direzione aziendale che ha applicato pedissequamente la volontà espressa dalle OO.SS regolarmente riunite».

«Volontà formalizzata in apposito verbale d’accordo sottoscritto dalle Organizzazioni Sindacali e da Presidente e rappresentanti della RSU- aggiungono dall’Asp- In quella occasione la Fials rappresentata dal sig. Forte si è astenuta dall’esprimere una valutazione ritenendo che l’attività straordinaria espletata per l’emergenza covid, era stata svolta senza il rispetto dell’articolo 8, comma 5, lettera a) del CCNL del comparto vigente. La direzione generale si riserva di adire le vie legali a tutela dell’immagine dell’Azienda e della propria, al fine di dimostrare con prove documentali di cui è in possesso la verità dei fatti e le responsabilità sussistenti».

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