Fesmed, Ettore (Arnas Garibaldi di Catania) riconfermato presidente nazionale

19 Novembre 2019

La nomina a Roma durante il congresso della Federazione Sindacale Medici Dirigenti.

 

di

ROMA. Giuseppe Ettore (nella foto) è stato riconfermato presidente della Fesmed – Federazione Sindacale Medici Dirigenti. La decisione è stata presa nell’ambito del Congresso che si è svolto a Roma il 15 e 16 novembre dov’è stato eletto il Consiglio direttivo che guiderà la Federazione nel triennio 2020 – 2022.

Giovanni Sgroi è il presidente vicario, con Sergio Brunati segretario e Francesco Pulli tesoriere. Completano la squadra i consiglieri: Teresa Saccotelli, Giuseppe Pirillo, Gianfranco Quintarelli e Alberto Zaccaroni. Presidente emerito, Carmine Gigli.

Classe 1955, originario di Comiso (Ragusa), Ettore è direttore del Dipartimento Materno Infantile e dell’UOC di Ginecologia e Ostetricia dell’ARNAS Garibaldi di Catania.

“Il bilancio del precedente mandato– sottolinea Ettore- si chiude positivamente per la svolta nella rappresentanza sindacale con la nascita della Federazione Cimo- Fesmed e la posizione “politica” assunta nella non firma del preaccordo per il rinnovo del CCNL. La Federazione CIMO-FESMED è una forza sindacale organizzata e rappresentativa, un cambio di rotta, un patto di comunione aperto a coloro che desiderano sostenere un progetto sindacale mirato a rendere sinergici i valori professionali e la tutela del medico, per vigilare sui tagli a danno della sanità e a difesa del diritto all’equità delle cure su tutto il territorio nazionale. In discussione ci sono anche la formazione e l’accesso al mondo del lavoro per i giovani, le aggressioni, il disagio lavorativo legato in prevalenza alla grave carenza di personale, l’imbuto formativo delle scuole di specializzazione”.

Nel suo intervento, il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri ha confermato che ci saranno due miliardi in più in manovra di bilancio per la sanità ed ha spaziato su vari temi: difesa della professione medica, carenza specialisti, ammodernamento tecnologico e digitalizzazione, regionalismo differenziato e applicazione del decreto Calabria.

Per quanto riguarda le scuole di specializzazione, ha concluso Sileri, è stato fatto un aumento delle borse di studio già da quest’anno. Per i prossimi anni sarà necessario averne qualche migliaio in più e magari differenziarle dove le carenze sono più evidenti ed è necessario invogliare i futuri medici a scegliere le branche chirurgiche che oggi purtroppo registrano un calo preoccupante delle vocazioni.

Importanti contributi sono emersi dagli interventi di Antonio Chiantera (Presidente SIGO), Americo Cicchetti (Professore Ordinario Facoltà di Economia Univ. Cattolica), Fabrizio D’Alba (Dir. Gen. A.O. San Camillo), Enrico Desideri (Presidente Fondazione per la sicurezza in sanità), Giuseppe Petrella (Professore ordinario chirurgia Facoltà di Medicina Univ. Tor Vergata), Guido Quici (Presidente Federazione CIMO-FESMED), Francesco Vitale (V.Presidente ANPO Nuova ASCOTI) e Pierluigi Marini (Presidente ACOI) che si è soffermato sulle conseguenze del disagio lavorativo correlate alla professione medica, in particolare in chirurgia (burnout e suicidi), registrate in molti paesi e oggetto di numerose survey da parte di società scientifiche e istituti di cura.

“Data la molteplicità e la complessità dei vari punti- aggiunge Ettore- l’etica della responsabilità impone oggi al Sindacato una analisi rigorosa e la pianificazione di azioni il più possibile condivise e sinergiche da parte di tutti (cittadini, professionisti, istituzioni, politica, società scientifiche, associazioni di pazienti, industrie) e proiettate a far convergere ogni sforzo per la sostenibilità e la tutela della salute come valore assoluto”.

Inoltre, Ettore sottolinea: “Il SSN pubblico deve restituire ai medici il giusto ruolo, investendo nella formazione e valorizzando le competenze professionali per governare le innovazioni e i cambiamenti organizzativi in sanità e la tutela della salute dei cittadini. E deve ripristinare le dotazioni organiche e i carichi di lavoro per la prevenzione del rischio clinico, la sicurezza e la qualità delle cure. Inoltre occorre restituire dignità a chi, con abnegazione personale, fa fronte alle carenze quotidiane e alla burocrazia a danno del tempo da dedicare al rapporto con i pazienti. Si deve anche garantire la tutela legale e assicurativa, ridare certezze al futuro dei giovani medici per rendere attrattivo il SSN e frenare la fuga verso altri paesi europei, riportare i medici interlocutori credibili per i pazienti e le istituzioni e ridurre lo stato di marginalizzazione nei livelli decisionali e riappropriarsi del ruolo di attori e non di comparse”.

E conclude: “Per tutto ciò è richiesto un lavoro costante e coerente del sindacato, un salto culturale, un impegno economico e soprattutto una scelta politica che ci aspettiamo dal Ministro Speranza e dal Governo già a partire dalla legge di bilancio”.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV