visite di controllo

Fase 2, Scontro in VI Commissione: studi medici e analisti chiedono il ritiro della circolare

31 Maggio 2020

Presentato un documento con tutte le criticità rilevate per la fase di ripristino delle attività assistenziali

 

di

Scontro in Commissione sanità all’ARS fra l’Assessorato alla Salute ed i rappresentanti degli Specialisti Accreditati Esterni che chiedono il ritiro della circolare n. 23608 del 21 maggio scorso. Nel corso della seduta tenutasi in settimana è stato presentato dal coordinamento regionale CIMEST un documento che elenca tutte quelle che, secondo i sottoscrittori, sono le criticità rilevate nella circolare che detta i tempi del progressivo ripristino delle attività assistenziali . “Abbiamo messo in discussione l’operato dell’assessorato sanità, dall’inizio di questa emergenza ad oggi, per quanto riguarda la medicina specialistica di territorio” afferma Domenico Marasà, che in rappresentanza della CITDS (Confederazione Italiana per la Tutela dei Diritti in Sanità) ed in qualità di componente del CIMeST ha preso parte alla seduta svoltasi on line.

Secondo il vostro documento la circolare sulla riattivazione dei servizi sanitari territoriali dell’assessorato avrebbe generato confusione tra gli operatori sanitari. La risposta da parte della Commissione?

“La stanno rivedendo e probabilmente a giorni ve ne sarà una nuova versione, tenendo anche conto del fatto che la situazione sembra essere migliore rispetto a quello che si pensava”,

Tra le criticità evidenziate nel documento la questione degli studi medici

“La circolare rende quasi impossibile l’erogazione de servizio sanitario. Il problema principale è l’accesso del paziente allo studio. Prima occorre verificare la temperatura, e fino a qui ci siamo. Poi bisogna fare un pre-triage, praticamente delle domande per verificare se il paziende possa considerarsi un soggetto a rischio Covid. In caso affermativo la visita viene sospesa comunicando al paziente che deve andare a fare il tampone, rispettando di conseguenza i 14 giorni in isolamento. Tutto ciò senza alcuna distinzione sui casi, profondamente diversi fra loro, che si possono presentare in un ambulatorio medico. Pensiamo ad esempio ad un paziente che si presenti in un ambulatorio di cardiologia in condizioni preoccupanti.

A risentirne dello stop determinato dalla fase di emergenza anche i pazienti con patologie croniche

“Si. Per due mesi e mezzo sembrava che l’unica malattia esistente fosse il Covid-19, ma intanto c’erano pazienti diabetici, cardiopatici, oncologici che avevano necessità di fare le proprie terapie. I pazienti cronici alla fine da questa situazione ne avranno un abbassamento medio della qualità della vita che costerà di più al servizio nazionale. Ma 1800 strutture specialistiche sul territorio, del sistema sanitario regionale, avrebbero potuto dare un importante contributo nella gestione di questi pazienti”.

Altro punto criticato nel vostro documento è quello relativo ai tamponi ed ai test sierologici

A nostro avviso per maggiore garanzia per tutti si potrebbe invertire il processo degli accertamenti partendo dai sierologici arrivando ai tamponi di conferma. Partendo dal sierologico, infatti, si vede qual è la situazione degli anticorpi e allora in base all’esito che viene restituito per quanto riguarda IgM e IgG, si fa il tampone per confermare la positività o la negatività”.

 Cosa avete chiesto alla sesta commissione ARS?

Partendo dal presupposto che il nostro obiettivo è garantire le cure per tutti i pazienti, in commissione hanno preso atto della nostra richiesta di convocare urgentemente il tavolo per la medicina specialistica di territorio. Chiediamo la revoca dell’ultima circolare n. 23608 del 21 maggio almeno nella parte che riguarda i test sierologici e le attività ambulatoriali.

Dello stesso avviso anche Francesco Romano del SIOD – Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica che chiede “Una metodologia più partecipativa, quindi, un coinvolgimento dei sindacati nelle decisioni, a favore di tutti”.

Anche voi in difficoltà per i Dpi. Come avete lavorato visto che la vostra è una categoria considerata tra quelle più a rischio contagio?

Non abbiamo avuto i Dpi ma neanche indicazioni su come procedere per garantire la sicurezza dei nostri pazienti. La Pubblica amministrazione non si è preoccupata di dirci come provvedere, altrettanto dicasi dei test sierologici che sono stati predisposti per tutti ma non per noi, senza tenere conto, dunque, della tutela del cittadino anche attraverso la verifica sugli operatori affinchè si avesse la conferma che non fossero positivi al Covid”.

A firmare il documento presentato in commissione sanità: Nicola Locorotondo – AIPA Associazione Italiana Poliambulatori Accreditati; Salvatore Calvaruso – ARDISS-FKT Associazione Regionale Delle Imprese Sanitarie Siciliane/FKT; Elisa Interlandi – C.I.D.E.C.  Federazione Sanità; Domenico Marasà -CITDS Confederazione Italiana per la Tutela dei Diritti in Sanità; Diego Genua – CONFCOMM-CONFSANITA’; Francesco Salerno -CROAT Coordinamento Regionale Odontoiatria Ambulatoriale di Territorio; Pietro Miraglia – Federbiologi/SNABILP; Filippo Cinardo – LAISAN;Salvatore Gibiino -SBV Sindacato Branche a Visita; Francesco Romano – SIOD Sindacato Italiano Odontoiatria Democratica.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV