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Fase 2, scompaiono i Covid Hospital ed il Comitato tecnico scientifico si dimette in blocco

22 Maggio 2020

Scontro fra l'assessorato alla Salute e i componenti del Comitato Tecnico Scientifico sul ripristino delle attività assistenziali. I medici rimettono il mandato al presidente della Regione

 

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Aggiornamento delle 19.15: Si infittisce il giallo intorno al Comitato Tecnico Scientifico nominato nei mesi scorsi per l’emergenza coronavirus. Mentre rimangono cucite le bocche, in un clima che appare decisamente lontano del quel dovere di trasparenza che dovrebbe guidare chi è chiamato a svolgere un compito così importante, giunge al cellulare di una nostra collaboratrice un messaggio di un componente del comitato che chiede di rimanere anonimo, che sembra smentire le dimissioni in blocco. Contemporaneamente ad un’altra giornalista della redazione di insanitas viene recapitato, da un altro componente del CTS, bozza di un documento indirizzato al presidente della Regione e per conoscenza all’assessore Razza, che ha tutte le sembianze di una lettera di dimissioni. Questo il contenuto: “Preso atto delle determinazioni assunte in tema di politica sanitaria relativa al Progressivo ripristino delle attività assistenziali con la nota odierna 23608 DPS/A1, i sottoscritti componenti del CTS, nel ringraziare Assessore e Presidente per l’onore dato di potere servire la propria Regione e i Cittadini Siciliani, rimettono il loro mandato.” Che le acque siano agitate intorno al CTS è fuor di dubbio, speriamo che i medici che ne fanno parte comprendano al più presto la necessità di fare chiarezza.

Come annunciato ieri nel corso della conferenza stampa (leggi qui) è stata pubblicata la circolare 23608 del 21 maggio 2020 avente per oggetto “Emergenza Covid-19. Progressivo ripristino delle attività assistenziali fase 2” (scarica pdf) ma questo avrebbe scatenato la reazione dei componenti del Comitato tecnico scientifico che sembra abbia rimesso il mandato nelle mani del presidente della Regione.

La decisione, secondo quanto riportato da La Repubblica,  sarebbe scaturita proprio a seguito della circolare emessa ieri dall’Assessorato alla salute, guidato da Ruggero Razza, nella quale vengono riportate le linee guida per il progressivo ripristino delle attività assistenziali nella “Fase 2”. Di fatto tale circolare non sarebbe passata al vaglio del comitato tecnico il cui scopo della costituzione era proprio quello di fornire un’analisi accurata e scientifica su eventuali nuovi provvedimenti. Ma sembra che questa volta l’assessorato abbia fatto a meno del parere dei medici che, invero, nelle settimane scorso, proprio in tema di ripristino delle attività assistenziali aveva fornito alcuni indirizzi, fra cui in particolare il mantenimento di alcuni Covid hospital. Nelle linee guida adottate dall’assessorato regionale alla salute invece scompaiono Covid Hospital mentre si prevedono in tutte le strutture ospedaliere reparti Covid dedicati “con relativi e adeguati percorsi separati”. Ciò significa che gli eventuali nuovi casi potranno essere trattati in tutti gli ospedali, anche quelli che nella fase 1 sono stati esclusi. Di fatto diventano ora tutti ospedali misti.

L’altro passaggio non condiviso dal Comitato sembra sia il seguente: “Il paziente che deve essere sottoposto a ricovero programmato, che richieda l’esecuzione di manovre anestesiologiche che prevedano la manipolazione delle vie aeree, deve essere sottoposto al tampone rinofaringeo nei giorni precedenti il ricovero. Il paziente che deve effettuare un ricovero che non richiesta l’esecuzione delle manovre anestesiologiche che prevedano la manipolazione delle vie aeree deve effettuare, nei giorni precedenti il ricovero, un test sierologico quantitativo per Sars Cov 2. In caso di risultato negativo potrà essere ricoverato regolarmente”. Per i componenti del CTS invece il tampone andrebbe fatto comunque in entrambi i casi.

Bocce cucite fra i rappresentanti del Comitato Tecnico Scientifico, telefoni che squillano a vuoto, c’è chi ha il cellulare spento da ore e chi si fa negare, segno di un clima decisamente teso, riusciamo a contattare per un attimo solo il professore Antonio Giarratano per chiedergli conferma di un incontro urgente che potrebbe tenersi già stasera fra i medici dimissionari e il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ma Giarratano non conferma e non smentisce.

 

 

 

 

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