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Farmacisti vaccinatori anti-Covid? I medici: «Preoccupati per la sicurezza dei vaccinati»

Fa discutere la norma nazionale che dà il via libera anche senza la supervisione dei medici. Insanitas ha chiesto un parere a Toti Amato (presidente OMCeO Palermo e componente del direttivo FNOMCeO) e Gioacchino Nicolosi (presidente di Federfarma Sicilia).

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. Si è sollevato un coro di polemiche in seguito alla decisione presa dal Consiglio dei Ministri di vaccinare contro il Coronavirus la popolazione anche in farmacia senza la supervisione del medico, previa abilitazione. All’interno del Decreto legge “Sostegni”, infatti, è contenuta una norma che prevede la somministrazione dei vaccini da parte dei farmacisti stessi, che saranno formati con un corso abilitante ad hoc. Le perplessità espresse anche dalla Federazione Nazionale dei Medici riguardano principalmente l’aspetto che riguarda l’anamnesi e il consenso informato, ma dubbi vengono sollevati anche in merito alla responsabilità che il farmacista dovrà assumersi in caso di eventi avversi.

«La direttiva nazionale, così come è stata presentata finora, crea preoccupazioni sulla sicurezza delle persone, perché è vero che i farmacisti sanno già fare le punture, ma il vero problema è che dovranno prendersi la responsabilità della persona che viene vaccinata, al di là di quella che potrebbe essere una reazione avversa immediata, perché ci possono essere reazioni anche ritardate- precisa ad Insanitas Toti Amato, presidente dell’OMCeO Palermo e componente del direttivo FNOMCeO- Inoltre, il farmacista dovrà farsi carico del consenso informato, che è un atto puramente medico, e della raccolta dell’anamnesi. Sono questi gli aspetti su cui noi abbiamo manifestato la nostra contrarietà. Ovviamente capiamo che c’è la necessità di vaccinare più persone possibili, quindi più “mani ci sono meglio è”, però non bisogna dimenticare la sicurezza. Ciò che dico non è rivolto ai farmacisti e non vogliamo attaccare nessuno, non si tratta infatti di una sterile difesa della categoria, abbiamo serie perplessità sulla sicurezza del cittadino».

In questi giorni, si stanno decidendo le modalità in cui sarà erogato il corso e i requisiti di ingaggio delle farmacie, si attende ad esempio di sapere se potranno effettuare le vaccinazioni anticovid solo le farmacie che hanno lo spazio interno per farlo, oppure se potranno vacinare tutti adoperandosi con gazebo come al drive-in.

«La vaccinazione antinfluenzale in farmacia è una pratica che già viene eseguita da tempo in Europa: Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Portogallo, Danimarca, Germania, Grecia e Lituania- ricorda Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia e Catania- La vaccinazione anticovid nelle farmacie è effettuata attualmente in Gran Bretagna, Irlanda e Francia. Penso che quando cambiano le impostazioni c’è sempre qualcuno che si sente “toccato”, ma noi non vogliamo fare polemica con nessuno, quindi stiamo a aspettando di conoscere quali saranno le decisioni a livello nazionale e faremo quello che sarà stabilito. Riteniamo sia più giusto un parametro nazionale a cui tutte le regioni dovranno adeguarsi, per evitare disparità di trattamento tra i farmacisti delle varie regioni come è successo per i tamponi».

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