Farmaci antimalarici contro il Coronavirus? L’esperto: «Solo in determinati casi»

27 Marzo 2020

Clorochina/idrossiclorochina: l’Intervista a Gianluca Trifirò, farmacologo clinico dell’AOU G. Martino di Messina e membro del direttivo della sezione clinica della Società Italiana di Farmacologia (SIF).

 

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Tra le molecole indicate come potenzialmente efficaci nel trattamento di Covid-19 vi sono clorochina/ idrossiclorochina: due farmaci indicati sia nel trattamento della malaria che di alcune patologie autoimmuni, tra cui lupus eritematoso sistemico ed artrite reumatoide.

Entrambi sono somministrati per via orale e rapidamente assorbiti a livello intestinale. Tali molecole si sono mostrate efficaci nell’infezione da SARS-CoV-2 in modelli sperimentali in vitro; inoltre, i risultati su più di 100 pazienti in diversi ospedali in Cina sembrerebbero dimostrare che la clorochina sia superiore al controllo nel migliorare il decorso della malattia in pazienti con polmonite associata ad infezione da SARS-CoV-2 [Gao et al., 2020].

Nonostante tale studio rappresenterebbe la prima evidenza di efficacia della clorochina nella terapia di un’infezione virale acuta nell’uomo, tuttavia questi risultati non sono ancora stati resi accessibili alla comunità scientifica internazionale [Touret e de Lamballerie, 2020; Cortegiani et al., 2020].

Anche la Food and Drug Administration Americana non ha ancora dato il via libera all’uso. Lo si chiarisce perché l’Arizona registra già il primo decesso di avvelenamento da clorochina, a causa della corsa alla prevenzione fai da te contro Covid-19, dopo che il presidente americano Donald Trump aveva indicato gli antimalarici che contengono clorochina/idrossiclorochina come possibili farmaci contro il coronavirus.

Un uomo è morto, infatti, dopo avere utilizzato come autosomministrazione un prodotto a base di clorochina utilizzato per manutenzione degli acquari secondo quanto conferma il Banner Poison and Drug Information Center.

Su tale tematica ed altre relative a farmaci e Covid-19, la Società Italiana di Farmacologia ha provveduto a pubblicare sulla propria home page (https://www.sifweb.org/) diversi documenti informativi che sono destinati a cittadini (SIF Magazine) e ad operatori sanitari (Documenti Covid-19).

A tal proposito abbiamo intervistato il Prof. Gianluca Trifirò, uno degli estensori dei documenti su clorochina/idrossiclorochina, farmacologo clinico dell’AOU G. Martino di Messina e membro del direttivo della sezione clinica della Società Italiana di Farmacologia (SIF).

Prof. Trifirò qual è il possibile ruolo dei farmaci antimalarici clorochina/idrossiclorochina nella malattia da nuovo coronavirus (Covid-19)?

«Ad oggi, non esiste alcuna molecola approvata per il trattamento della malattia associata ad infezioni da SARS-COV-2, il nuovo coronavirus responsabile della pandemia. Vi sono tuttavia in atto delle sperimentazioni cliniche sull’utilizzo di alcuni farmaci antivirali ed immunosoppressori che hanno mostrato efficacia contro il SARS-COV-2 in studi di laboratorio e in alcuni studi osservazionali di piccole dimensioni sull’uomo».

In clorochina/idrossiclorochina l’azione antivirale dove sta?

«L’azione antivirale di tali farmaci è attribuita all’alterazione (aumento) del pH endosomiale che è fondamentale per la fusione virus-cellula, come anche all’interferenza sulla glicosilazione dei recettori cellulari di SARS-COV-2 che limitano l’ingresso del virus a livello cellulare. È riportato inoltre che la clorochina possa bloccare la replicazione virale di SARS-COV-2 a dosi utilizzabili anche nell’uomo [Wang et al., 2020; swab.nl, 2020]. Secondo uno studio recente, l’idrossiclorochina potrebbe essere attiva contro SARS-COV-2 a concentrazioni minori rispetto alla clorochina [Yao et al., 2020]. Oltre all’azione antivirale, tali farmaci hanno un’attività immunomodulante che potrebbe sinergisticamente potenziare l’effetto antivirale in vivo».

Per quali patologie si possono usare clorochina e idrossiclorochina?

«Clorochina e idrossiclorochina sono due farmaci indicati sia nel trattamento della malaria che di alcune patologie autoimmuni, tra cui lupus eritematoso sistemico ed artrite reumatoide, dove sono oggi utilizzati molto più frequentemente. Sebbene si tratti di due farmaci utilizzati da diverso tempo e ritenuti relativamente sicuri, il loro utilizzo deve essere strettamente monitorato».

Qual è la posizione di Agenzia Italiana del Farmaco e società scientifiche su uso di tali farmaci nella terapia di Covid-19?

«La Commissione Tecnico Scientifica dell’ Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pochi giorni fa espresso parere favorevole in merito alla rimborsabilità di clorochina ed idrossiclorochina nel trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2 (anche per uso domiciliare), sebbene l’uso di tali farmaci in questa condizione sia off-label e cioè non approvato nella scheda tecnica del farmaco (vedi Gazzetta Ufficiale n.69 del 17-3-2020). L’uso di tali farmaci nella malattia da coronavirus 2019 è stato inoltre elencato tra quelli possibili anche da agenzie/enti regolatori di altri Paesi come quello Cinese ed Olandese. In Italia, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) raccomanda l’utilizzo di questi due farmaci esclusivamente in pazienti con Covid-19 in funzione della presenza di polmonite documentata oppure anche solo in presenza di sintomi lievi in pazienti anziani (>70 anni) o con fattori di rischio (BPCO, diabete e cardiopatia)».

Si possono usare questi farmaci per prevenire l’infezione da nuovo coronavirus?

«Al momento non esiste alcuna evidenza dell’efficacia di questi farmaci nella profilassi di Covid-19, questa opzione farmacologica non è stata raccomandata da alcuna agenzia regolatoria . La stessa SIMIT si è espressa contro l’utilizzo in pazienti che non abbiano infezione documentata o asintomatici. Dunque, l’auto-medicazione con tali farmaci è assolutamente da evitare. Una richiesta eccessiva di clorochina/idrossiclorochina, al di fuori delle condizioni sopra elencate, oltre ad essere ad oggi inappropriata, potrebbe determinare delle criticità nell’approvvigionamento di tali farmaci per quei pazienti che sono già in trattamento cronico con tali farmaci per le patologie autoimmuni».

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