Dal palazzo

Il caso

«False vaccinazioni a 47 cittadini ignari»: nuove accuse per un’infermiera della Fiera del Mediterraneo

Gli agenti della Digos della questura di Palermo hanno eseguito una nuova misura cautelare di arresti domiciliari emessa dal Gip.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Nuove accuse per l’infermiera arrestata per aver finto di vaccinare contro il Covid alcuni no vax in cambio di soldi. La donna, contraria ai vaccini, avrebbe simulato somministrazioni a decine di persone ignare di essere ora senza copertura. G. C., che era in servizio all’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo di Palermo, a gennaio era finita ai domiciliari perché avrebbe fatto finta di iniettare le dosi di vaccino (dopo aver svuotato la siringa dentro una garza) ad alcuni pazienti no vax con i quali aveva concordato la finta iniezione in cambio di denaro.

Gli agenti della Digos della questura di Palermo stamattina hanno eseguito una nuova misura cautelare di arresti domiciliari emessa dal Gip. La donna si sarebbe resa responsabile di 47 episodi di falso ideologico e peculato. Questa volta, però, i pazienti sarebbero stati ignari. L’infermiera avrebbe agito non tanto per i soldi, quanto perché fermamente contraria ai vaccini.

Nel corso delle indagini, grazie alle telecamere piazzate nell’hub vaccinale dalla polizia, è emerso che in altre due giornate la donna avrebbe praticato false vaccinazioni contro il Covid-19 nei confronti di altri 47 utenti. Nel video, agli atti dell’indagine, si vede l’infermiera versare sulla garza il contenuto della fiala che avrebbe dovuto iniettare.

Dalle indagini, grazie a intercettazioni telefoniche e interrogatori, è emerso che gli utenti pensavano di avere ricevuto il vaccino ed erano convinti di essere protetti dal rischio dell’infezione. Le loro false certificazioni verdi saranno sequestrate. L’attività investigativa si è avvalsa del contributo della struttura del commissario per l’emergenza Covid per la città metropolitana di Palermo. (ANSA).

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