Esami prima gratis e ora a pagamento? I medici ribadiscono il «no»: «Quel decreto sia ritirato»

12 Aprile 2016

Intervista video di Insanitas a Toti Amato (presidente dell'Ordine di Palermo), che parla anche di altri temi: l'intramoenia, le aggressioni ai medici e il tetto al loro orario di lavoro.

di Giorgio Vaiana

PALERMO. Quel decreto va subito ritirato, senza se e senza ma. In sintesi, è il pensiero di Toti Amato, presidente dell’Ordine provinciale dei medici di Palermo, che in un’intervista ad Insanitas (il video in alto a destra) ribadisce l’opposizione dei camici bianchi al decreto sull’appropriatezza delle prescrizioni varato dal governo nazionale, che prevede di aumentare il numero degli esami medici a pagamento.

Nei giorni scorsi dal Ministero della Salute con una circolare hanno annunciato la sospensione delle sanzioni economiche previste per i medici “rei” di prescrivere gratis esami che con le nuove regole sarebbero a pagamento, tuttavia questo non basta all’Ordine dei Medici che sollecita, appunto, il ritiro totale del decreto.

«Questo decreto mette al primo posto il risparmio economico, cioè i tagli. Il medico si assume le proprie responsabilità nelle prescrizioni, ma non deve curare il bilancio bensì le persone», sottolinea Amato, che nell’intervista parla pure di altri temi: l’intramoenia, le aggressioni ai medici e il tetto al loro orario di lavoro.

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