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Sanità privata

L'intervista

«Enormi benefici e rischi bassissimi: il vaccino arma fondamentale contro il Covid-19»

Luigi Galvano, segretario regionale della FIMMG Sicilia, commenta anche la recente approvazione negli Usa del Pfizer e spiega come comportarsi con la variante Delta.

Tempo di lettura: 5 minuti

PALERMO. «Nel caso dei vaccini anti-Covid la regola della Farmacovigilanza è ancora più stringente non fosse altro perché i vaccini vengono praticati su persone sane, per cui il rischio deve essere bassissimo e il beneficio altissimo. Il vaccino si conferma sempre più come un’arma fondamentale contro il Covid-19». Lo afferma Luigi Galvano (nella foto), segretario regionale della FIMMG Sicilia, che nell’intervista di Insanitas commenta anche la recente approvazione negli Usa del Pfizer, spiega come comportarsi con la variante Delta e sottolinea: «La possibilità che un vaccinato possa a sua volta infettare è estremamente rara».

La statunitense “Food and Drug Administration”, agenzia regolatrice del farmaco, ha approvato il vaccino Pfizer, cosa significa questo materialmente? Cosa cambia per la popolazione?
«Fino a questo momento il vaccino anti Covid Comirnaty della Pfizer Biontech era stato utilizzato grazie a un’autorizzazione d’emergenza. Adesso è ora autorizzato dai 16 anni in avanti. L’autorizzazione in emergenza è invece confermata per la fascia d’età 12-15 e per la somministrazione della terza dose nelle persone immunocompromesse. La FDA sta valutando anche la piena approvazione di un altro vaccino anti Covid prodotto negli Stati Uniti, quello dell’azienda farmaceutica Moderna. Su quest’ultimo la decisione finale potrebbe arrivare fra qualche settimana. Di fatto la sperimentazione è continuata in questo periodo e i dati riguardano centinaia e centinaia di milioni di persone. Mai nella storia un farmaco è stato assunto da tanti soggetti in tutto il mondo (5 miliardi). A questo punto, quindi, dovrebbe cadere la barriera che ha ostacolato la vaccinazione, ovvero l’esitazione delle persone».

Spesso le persone affermano di non volersi vaccinare perché temono per la propria salute. Come possiamo rassicurarli?
«È necessario spiegare chiaramente cosa è un vaccino, come agisce e quali sono i possibili effetti collaterali. Partiamo dal presupposto che se un farmaco è necessario ed indispensabile per la cura di una malattia, specialmente se non esistono alternative terapeutiche, viene autorizzato quando il suo beneficio supera il rischio. Questo è il nostro caso. Ma i farmaci autorizzati continuano ad essere monitorati sia con studi specifici post- marketing, sia attraverso la Fase IV della sperimentazione che è la Farmacovigilanza. Infatti, i medici hanno il dovere di segnalare al Sistema di raccolta dati, tutti gli effetti collaterali che hanno avuto i cittadini dopo la somministrazione del farmaco: nel caso dei vaccini antiCovid la regola della Farmacovigilanza è ancora più stringente non fosse altro perché i vaccini vengono praticati su persone sane, per cui il rischio deve essere bassissimo e il beneficio altissimo. Altro argomento di critica è che i vaccini a mRNA come sono il Pfizer e il Moderna si teme che modifichino il genoma. Questo è assolutamente non vero, infatti si tratta di una tecnica già in sperimentazione da anni e che viene usata anche in altri ambiti e i cui risultati sono solidi».

Come dobbiamo comportarci con la diffusione della variante Delta nel nostro Paese?
«Con la variante Delta l’incubazione è più breve e la carica virale più elevata. Ciò è stato pubblicato su uno studio sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”. Le persone positive a questa mutazione del virus (che oggi interessa la quasi totalità dei casi in Italia) hanno un esordio dei sintomi più rapido (qualche giorno) e maggiori probabilità di diffondere il virus già prima dell’insorgenza del quadro clinico, quando sono ancora privi di sintomi. A questo proposito vi è da dire che la carica virale è tanto più alta quando più virus si trovano nel naso, nella bocca e nelle prime vie aeree; ecco perché la variante Delta è particolarmente contagiosa. Il virus viene diffuso attraverso i colpi di tosse, ma anche parlando, cantando, gridando e respirando affannosamente come avviene anche durante il ballo. Se ci sono molti soggetti ad emettere il virus- come avviene negli assembramenti nei Comuni ad alta presenza del virus a bassa prevalenza di vaccinazione- è facile trasmetterlo ed infettarsi: ecco perché con la variante Delta è necessario indossare la mascherina (meglio FFP2) anche all’aperto».

Un altro motivo di critica è il fatto che anche i vaccinati con due dosi possono infettarsi.
«Sì, questo è vero, ma la possibilità che un vaccinato possa a sua volta infettare è estremamente rara, in quanto la sua carica virale nel naso e nella bocca è molto bassa. Il vaccino si conferma sempre più come un’arma fondamentale nella lotta contro il Covid-19. Secondo uno studio scientifico condotto dalle Università di Harvad e dal San Raffale di Milano, i soggetti vaccinati mostrano “una forte produzione anticorpale e alti livelli di interferoni, attivati dagli anticorpi, che in questo modo tendono a fermare il virus nel naso e ad abbassare la carica virale. Le complicanze del Coronavirus che osserviamo negli anziani sono legate al fatto che c’è una carica virale più alta e un sistema immunitario a livello del naso e della bocca che funziona meno bene rispetto ai giovani”. A dimostrazione di tutto ciò abbiamo i dati dei ricoverati in rianimazione che per il 95% non sono vaccinati. Quindi, il vaccino protegge dall’infettarsi perché ferma il contagio nella prima linea di difesa naso e bocca attraverso gli anticorpi specifici che l’organismo ha già prodotto per mezzo del vaccino e, secondariamente, protegge dalle forme gravi della malattia».

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