Ennesima stroncatura per Crocetta: l’Ars boccia i revisori dei conti nominati in Asp ed ospedali

17 Maggio 2016

La decisione è stata assunta all'unanimità dalla Commissione Affari istituzionali a causa di incompatibilità e conflitti d'interesse. La replica del governatore: «In caso di incompatibilità, i designati possono dimettersi dalle loro precedenti cariche ed accettare il nuovo incarico».

 

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PALERMO. L’ennesima stroncatura dell’operato di Rosario Crocetta (nella foto) è cronaca di oggi: l’Ars ha bocciato le nomine dei revisori dei conti di Asp ed Ospedali fatte alcuni giorni fa dalla giunta regionale.

Il motivo? La presenza di incompatibilità e conflitti di interesse, che ha indotto la Commissione Affari istituzionali con voto unanime (e quindi pure della maggioranza che sostiene Crocetta) a dire “no” a quelle nomine.

Nell’elenco esaminato dalla Commissione, la prima solenne bocciatura è stata quella della nomina relativa al revisore dei conti dell’Asp di Agrigento Ignazio La Porta, presente anche nel consiglio di amministrazione di una casa di cura finanziata dalla stessa Azienda sanitaria provinciale.

La replica di Crocetta: «Trovare delle incompatibilità su ciascuno dei presidenti  dell’Ordine dei commercialisti indicati dal governo a presiedere i Collegi di  revisori delle Asp, non vuol dire assolutamente nulla, poiché l’eventuale  incompatibilità si risolve non in fase di designazione, ma nella fase di  insediamento prevista dopo il parere della commissione parlamentare per gli  incarichi esterni».

Poi il governatore aggiunge: «Non conosco il contenuto del parere, però è chiaro che l’incompatibilità non determina per legge alcuna esclusione dalla  designazione. L’incompatibilità va infatti risolta prima della nomina e,  laddove se ne registrino, i soggetti sceglieranno se dimettersi dagli incarichi  precedenti e accettare la nomina».

«La nomina- conclude Crocetta- rimane pertanto valida, dove non ci sia il  giudizio di inconferibilità. Nessuno  gridi allo scoop, si tratta di una  normale procedura di legge».

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