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Enna, neomamma in fin di vita: salvata dai medici dell’Ismett giunti da Palermo

2 Dicembre 2020

All'ospedale "Umberto I" la professionalità del personale medico e il rapporto fiduciario con l’Irccs hanno scongiurato la morte di una donna colta da “cardiomiopatia del peripartum”. Si ripropone il caso dei reparti convertiti per il Covid-19

 

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Sfiorata la tragedia all’”Umberto I” di Enna, dove la professionalità del personale medico dell’ospedale e il rapporto fiduciario con l’Ismett di Palermo creato nel tempo hanno evitato che la vita di una giovane mamma si spezzasse.

Una 27enne di Catenanuova è stata colta da “cardiomiopatia del peripartum”, una condizione rarissima dovuta al parto. Aveva partorito la mattina con taglio cesareo, ma la sera intorno alle 21 ha avuto un edema polmonare per una disfunzione acuta del ventricolo sinistro, indotta appunto dal parto.

Il suo cuore si stava fermando. E all’”Umberto I”- secondo le recenti disposizioni dell’Asp di Enna per applicare il piano anti-Covid- il reparto di Rianimazione ordinaria era off limits ai pazienti no Covid.

«Inquadrato il problema, la diagnosi non è complessa ma questa condizione è rarissima- spiega la cardiologa Raffaella Iudicello che ha preso incarico la paziente- Abbiamo allertato i colleghi dell’Ismett che non hanno esitato a salire in auto e mettersi in viaggio, l’elicottero non riusciva ad atterrare per le condizioni meteo».

Sopraggiunta l’equipe di cardiochirurgia dell’Istituto di Ricerca palermitano, ha applicato l’Ecmo nella sala operatoria del nosocomio di Enna. L’Ecmo, l’ossigenazione extracorporea a membrana (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), è una tecnica che supporta le funzioni vitali mediante circolazione esterna.

«Sulla cardiomiopatia del peripartum avevo fatto la tesi di laurea ma in tutta la mia carriera non ne avevo mai vista una. È stata una notte intensa e piena di emozioni, non ne ricordo una simile in tutta la mia esperienza e adesso spero fortemente nella ripresa della paziente», commenta la cardiologa che insieme alla collega anestesista Scarpello è rimasta vicina alla paziente tutta la notte.

La donna teoricamente- se non ci fosse stata questa indicazione medica- sarebbe stata trasferita in ambulanza a Nicosia, dove c’è l’unica Rianimazione dell’Ennese aperta a tutte le patologie. Un’ora e sette minuti di viaggio. La fitta nebbia di quel giorno avrebbe impedito infatti l’impiego dell’elisoccorso.

Adesso le sue condizioni sono stabili, si trova in terapia intensiva all’Ismett di Palermo e combatte la sua battaglia: le funzioni cardiache sono migliorate, hanno rimosso l’Ecmo e oggi proveranno a svegliarla.

Il direttore sanitario dell’Asp di Enna, Emanuele Cassarà chiarisce: «Quello che mi preme fare sapere a tutti è che se ad esempio qualcuno viene portato d’urgenza in ospedale o vi sono complicazioni durante un ricovero tali da necessitare la rianimazione, noi di certo non trasferiamo nessuno prima che si sia stabilizzato, scegliendo il mezzo idoneo allo spostamento. Per tale motivo abbiamo due postazioni in sala operatoria con gli anestesisti in loco pronti ad intervenire. L’insufficienza nel numero degli anestesisti non ci consentiva di mantenere due Rianimazioni ma a Enna, sia chiaro, garantiamo l’assistenza nell’immediato. Al momento non possiamo garantiamo la permanenza nel reparto».

Si torna al dibattito che riguarda l’intera Sicilia: si può fronteggiare la pandemia a discapito delle altre patologie? Delle altre urgenze?

Qui la questione non è la strumentazione all’avanguardia che rende un unicum la struttura- di cui ha di recente riferito, tra l’altro, la presidente della Commissione Sanità, Margherita La Rocca Ruvolo durante il dibattito in Aula commentando il sopraluogo negli ospedali del capoluogo- indispensabile in questa tragica fatalità per salvare la giovane mamma.

Ma la tenuta del sistema sanitario e il diritto alla salute di tutti i cittadini sono messi entrambi alla prova, per fronteggiare adeguatamente la pandemia anche tramite la riconversione dei reparti ospedalieri in tutta la Sicilia.

Se il Punto Nascita di Enna è hub di riferimento abbracciando le province di Enna, Caltanissetta e Agrigento, non è certo una casualità, cosi come non lo è il fatto che sia stato riconosciuto dal Governo Musumeci punto nascita per le pazienti Covid. L’eccellenza si fa con le interrelazioni tra professionalità e reparti, anche la Rianimazione.

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