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Enna, impiantato su una donna di 75 anni un defibrillatore ”intelligente”

Più efficace nell’interruzione delle aritmie e fornito di tecnologia bluetooth per dialogare con lo smartphone e i terminali del reparto, senza connessione internet.

Tempo di lettura: 2 minuti

Impiantato nel reparto di Cardiologia dell’Ospedale Umberto I di Enna un defibrillatore biventricolare ”intelligente”: più efficace nell’interruzione delle aritmie e fornito di tecnologia bluetooth per dialogare con lo smartphone e i terminali del reparto, senza il vincolo di internet. Tra i pregi quello di non impedire al paziente di sottoporsi a risonanze magnetiche senza rischi.

Prevenzione della morte improvvisa e terapia elettrica dello scompenso cardiaco ancora al centro dell’impegno dell’equipe di Cardiologia diretta da Lello Vasco. Il nuovo dispositivo sottocutaneo targato Medtronic è stato impiantato,con metodo classico, su una donna di settant’anni con cardiomiopatia dilatativa, “Si tratta del primo strumento del genere impiantato in Sicilia” precisa Vasco.

Qual è la particolarità? Il defibrillatore è più efficace nell’interruzione delle aritmie maligne rispetto ai consueti dispositivi in commercio perché è capace di modificare autonomamente la programmazione delle frequenze, stabilire il numero di terapie elettriche da somministrare, con diversa intensità energetica consentendo di intervenire su ogni tipo di aritmie maligne. Inoltre re-sincronizza la contrattilità cardiaca riducendo i sintomi dello scompenso.
Il dispositivo impiegato per la prima volta a Enna, cinque nel resto d’Italia impiantati, utilizza la tecnologia bluetooth, dialoga con il cellulare del paziente che a sua volta si collegherà al server del reparto così da poterlo monitorare h24 e constatare l’efficacia della terapia.

“Oltre al dispositivo, grande quanto un orologio da taschino, vengono impiantati anche degli elettrocateteri con due funzioni principali: trasmettere informazioni dal cuore al dispositivo e, se necessario, condurre gli impulsi elettrici al muscolo cardiaco modificandone la frequenza ad esempio in caso di tachicardie”, spiega il primario ai pazienti che si interrogano sul suo funzionamento.

Nei defibrillatori biventricolari un terzo elettrocatetere “ventricolare “ viene alloggiato nella vena coronarica che circonda la metà sinistra del cuore. Questo terzo catetere ha l’importante funzione di stimolare il cuore in maniera sincrona rispetto a quello collocato nel ventricolo destro, così da rendere la contrazione cardiaca il più naturale possibile.  Altra novità di questo dispositivo impiantabile è nella la durata della batteria che può arrivare fino a dodici anni. “L’intervento si è concluso senza complicazioni, la paziente sta bene e sarà dimessa nei prossimi giorni “.

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