Dal palazzo

L'approfondimento di Insanitas

Endoscopia digestiva, Di Mitri: «Ottimi risultati da intelligenza artificiale e nuove tecnologie»

L'intervista al direttore del reparto di Gastroenterologia del Civico, il quale traccia un bilancio del Congresso "Endomed" che ha promosso a Palermo.

Tempo di lettura: 4 minuti

Il binomio innovazione tecnologica e salute sta diventando sempre più forte. Poi, anche l’intelligenza artificiale ha un ruolo cruciale. A supporto dei professionisti del settore medico, l’endoscopia utilizzata nelle patologie digestive e bilio-pancreatiche permette diagnosi più veloci e approcci mininvasivi nel trattamento delle malattie. Questo ottimizza la gestione dei pazienti.

Sul tema Insanitas ha intervistato Roberto Di Mitri (nella foto), direttore del reparto di Gastroenterologia del Civico di Palermo.

Le procedure endoscopiche hanno un ruolo centrale nella gestione delle malattie digestive…
«Consentono di fare la diagnosi delle patologie digestive che riguardano il tratto digestivo inferiore, superiore e del distretto bilio-pancreatico. Poi, ci permettono anche di fare terapie alternative a quella chirurgica. L’endoscopia avrà ancora più spazio in futuro. Nel tempo riuscirà a essere utilizzata come alternativa concreta alla chirurgia in elezione in specifiche situazioni».

Qualche esempio di trattamento endoscopico?
«Per l’acalasia, malattia dell’esofago che crea difficoltà a deglutire ed ad alimentarsi, utilizziamo una tecnica mini-invasiva, la POEM (peroral endoscopic miotomy). La patologia veniva trattata fino a qualche anno fa chirurgicamente. Ultimamente, in accordo con le più recenti linee guida, viene utilizzato un trattamento endoscopico che può essere assimilato al trattamento chirurgico. Interveniamo dal versante endoluminale evitando i tagli e chirurgia laparoscopica».

L’endoscopica è un’alternativa alla chirurgia…
«Il trattamento endoscopico riesce a evitare il tavolo operatorio, migliorando la prognosi, riducendo i tempi di degenza ma anche i costi. Con risultati sovrapponibili a quelli chirurgici. Interveniamo nella gestione delle complicanze post operatorie per evitare un nuovo intervento. Evitiamo la chirurgia in diversi casi».

Qualche esempio?
«Oggi riusciamo a fare l’endoscopia bariatrica. Nel paziente obeso, per la riduzione del volume dello stomaco, integriamo al trattamento medico la procedura endoscopica. Una tecnica alternativa alla chirurgia. Per la rimozione dei tumori in sito tubo digerente, tumori che hanno infiltrato la parte superficiale, la parete dell’intestino, dello stomaco e dell’esofago. In questi casi utilizziamo tecniche di dissezione sottomucosa. Un altro esempio è il trattamento di patologie del distretto bilio-pancreatico in cui riusciamo a fare procedure di drenaggio biliare in caso di patologia oncologica o di esportazione grossi calcoli biliari. Oppure facciamo dei drenaggi di raccolte peripancreatiche quando si tratta di pancreatite acuta complicata. Riusciamo a fare bypass tra lo stomaco e l’intestino dove c’è un’ostruzione a causa di un tumore. Ma ci occupiamo anche di drenaggi di colicisti per via endoscopica in quei pazienti che non possono andare al tavolo operatorio perché sono pluripatologici o anziani».

Oggi l’endoscopia è supportata dall’intelligenza artificiale…
«Le nuove tecnologie arricchite dall’intelligenza artificiale contribuiscono ad espandere ulteriormente l’endoscopia digestiva sia nella diagnosi che nel trattamento di diverse patologie. La tecnologia ad alta definizione, con il supporto dell’intelligenza artificiale, permette di individuare i piccoli polipi nello screening del cancro del colon. Riusciamo a magnificare le lesioni di piccole dimensioni a caratterizzarle a capire se sono tumori e quindi valutare il migliore trattamento endoscopico».

Che tipo di tecnologie utilizzate?
«Tecnologie di ultima generazione con supporto dell’intelligenza artificiale, per cui nella pratica clinica utilizziamo la tecnologia 4k. Il mio reparto ha cinque sale endoscopiche, di cui una dedica all’attività endoscopica ad alta complessità. Un’altra sala in cui si svolgono le procedure resettive del tubo digerente. Ci sono le sale diagnostiche attrezzate con l’AI. Utilizziamo anche la video capsula endoscopica e l’endoscopia con doppio pallone, quest’ultima consente l’esplorazione dell’intestino e siamo tra i pochi in Italia ad averla».

La tecnica chirurgica innovativa NOTES cos’è?
«La Natural Orifice Translumenal Endoscopic Surgery potrebbe essere la tecnica del futuro ma ci vorrà del tempo. La nuova procedura ancora non è utilizzata in Italia. Permette di operare senza lasciare tracce, ovvero senza ferite cutanee. Utilizza gli orifizi naturali dell’organismo: transgastrico e transvaginale per fare degli interventi intraddominali».

Si è svolto a Palermo il congresso “Endomed”, diretto da lei e co-diretto da Alessandro Repici (direttore della Gastroenterologia all’Humanitas di Rozzano)…
«Un’iniziativa che ha riscosso grande successo. Il Civico era l’Hub e ha messo in collegamento otto sale endoscopiche di diversi paesi che si affacciano sul Mediterraneo, a cui hanno partecipato 800 medici in modalità ibrida da ogni paese. Alle sessioni teoriche sulla gastroenterologia abbiamo alternato quelle pratiche. Si è parlato di tumore al pancreas, malattie infiammatorie croniche intestinali, intelligenza artificiale, econdoscopia, screening innovativi. Nelle quattro sessioni live abbiamo trasmesso circa 25 interventi fatti dal vivo per via endoscopica».

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