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ASP e Ospedali

Ora è in Rianimazione

Emorragia cerebrale e Coronavirus: sessantenne operata al Cannizzaro

L'intervento chirurgico è andato a buon fine. Le condizioni della paziente rimangono tuttavia critiche a causa della complessità delle patologie ed è ricoverata in Rianimazione.

Tempo di lettura: 2 minuti

CATANIA. Era stata accompagnata dal 118 al Pronto Soccorso dell’Ospedale Cannizzaro in codice rosso per avere perso improvvisamente coscienza. Presa in carico per essere avviata agli approfondimenti diagnostici propedeutici ad eventuali trattamenti, come di routine è stata sottoposta a test antigenico al Sars-CoV-2, che ha dato esito positivo.

A quel punto, per una 60enne di Catania si è attivato un percorso protetto che l’ha portata a un delicatissimo intervento neurochirurgico e al ricovero in terapia intensiva.

L’AngioTac encefalo ha infatti evidenziato che la donna era stata colpita da emorragia cerebrale causata da rottura di un aneurisma cerebrale e pertanto versava in pericolo di vita.

In considerazione della gravità della patologia e delle particolari condizioni dell’aneurisma, gli specialisti hanno deciso di sottoporla ad intervento neurochirurgico urgente di asportazione dell’emorragia e chiusura dell’aneurisma mediante “clipping”, tecnica che consiste nell’applicazione di clip in titanio per evitare il rischio che la parete del vaso possa nuovamente rompersi.

Si tratta di uno dei più complessi interventi di neurochirurgia vascolare, regolarmente eseguito presso l’UOC di Neurochirurgia dell’Azienda Cannizzaro, che ha richiesto un particolare sforzo organizzativo.

La collaborazione fra il personale di Anestesia e Rianimazione, di Sala Operatoria e di Neurochirurgia ha reso possibile l’intervento della paziente Covid positiva, nella totale sicurezza sua, degli operatori e degli altri pazienti che negli stessi momenti afferivano al plesso operatorio F2.

«Ancora una volta, il concorso virtuoso di diverse specialità del Cannizzaro- afferma il direttore generale, Salvatore Giuffrida– ha consentito di gestire al meglio un caso di per sé complesso, reso ancora più impegnativo dalla necessità di attivare le previste procedure di biocontenimento. E la circostanza conferma come, anche durante una pandemia che assorbe notevoli risorse, l’Azienda Cannizzaro ha continuato a garantire le prestazioni in emergenza-urgenza. Rivolgo un plauso a tutti i sanitari che vi sono stati impegnati, coordinati dalla dott.ssa Maria Concetta Monea e dal dott. Salvatore Cicero, direttori rispettivamente dell’UOC di Anestesia, Rianimazione e Trauma Center e dell’UOC di Neurochirurgia».

L’intervento chirurgico è andato a buon fine. Le condizioni della paziente rimangono tuttavia critiche a causa della complessità delle patologie, comprese quelle determinate dall’infezione da coronavirus.

La donna resta ricoverata nella sezione Covid della Rianimazione dell’Azienda Cannizzaro, ventilata artificialmente.

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