Gaspare Di Lorenzo TSRM

Dal palazzo

Ordine TSRM e PSTRP

Emodinamica e circolazione extracorporea, il ruolo fondamentale dei tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria

Intervista al presidente della Commissione d'Albo di Palermo Gaspare Di Lorenzo

Tempo di lettura: 3 minuti

Ottavo appuntamento con le professioni sanitarie. Dopo gli approfondimenti dedicati ai dietisti, ai fisioterapisti, ai tecnici sanitari di laboratorio biomedico, ai logopedisti , ai tecnici della riabilitazione psichiatrica, ai  Tecnici Sanitari di Radiologia Medica  ed agli ortottisti, insanitas intervista il presidente della Commissione d’Albo dei tecnici di fisiopatologia cadiocircolatoria, Gaspare Di Lorenzo.  “Va avanti anche nel 2021 la nostra campagna d’informazione volta a garantire un’adeguata conoscenza del complesso ed articolato mondo delle professioni sanitarie – afferma il presidente dell’Ordine dei TSRM e PSTRP di Palermo Gandolfo Marco Macaluso – ringrazio tutti i presidente ed i componenti delle 19 Commissioni d’Albo che compongono il nostro ordine per l’importante contributo che stanno offrendo”

Presidente Di Lorenzo, qual è il compito di tecnici di fisiopatologia cadiocircolatoria all’interno del sistema sanitario nazionale?

Il Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare ha il compito di provvedere all’uso e alla manutenzione delle apparecchiature relative alle tecniche di circolazione extracorporea e alle tecniche di emodinamica. Le mansioni di questa figura sono esclusivamente di natura tecnica, in quanto assiste il personale medico utilizzando strumenti e macchinari finalizzati alla diagnostica emodinamica e cardiocircolatoria.

 In genere dove lavora un tecnico di fisiopatologia cadiocircolatoria?

Il Tecnico è responsabile del funzionamento delle apparecchiature utilizzate con i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici al cuore (come quelli di by-pass coronarico) e in tutti quei casi in cui la circolazione sanguigna deve essere supportata da idonee strumentazioni. Gli ambiti in cui può operare sono molteplici e vanno da quello cardiochirurgico (per la conduzione della circolazione extracorporea) a quello oncologico (per il trattamento antiblastico distrettuale) e neurochirurgico (durante interventi in ipotermia profonda). Inoltre questa figura può lavorare nei centri di trapianto di organi, laddove si renda necessario un supporto cardiocircolatorio o quando vengono utilizzate le tecniche di conservazione degli organi; nei laboratori di ricerca universitaria ed extrauniversitaria del settore biomedico; presso le industrie operanti in questo ambito.

Quando è il caso di rivolgersi ad una figura professionale come la vostra?

Quando si richiedono mansioni di natura tecnica nell’ambito cardiochirurgico che cardiologico

 Qual è il percorso di studi per poter fare questo lavoro?

Per esercitare la professione di Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare è necessaria la laurea triennale in Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, attiva presso le Facoltà di Medicina e Chirurgia.  L’ammissione al corso avviene dopo aver accertato l’idoneità psico-fisica del candidato allo svolgimento delle attività specifiche di questo profilo.

E’ cambiato qualcosa nell’ambito del vostro lavoro durante il periodo della pandemia?

Nella pandemia da Covid 19 il nostro ruolo è fondamentale soprattutto nei reparti di terapia intensiva dove siamo protagonisti in prima persona negli impianti di assistenza respiratorie ECMO vicariando così la funzionalità polmonare compromessa.

 Quali sono gli obiettivi principali che state perseguendo come commissione d’albo? 

 Promuovere e  favorire il progresso culturale degli iscritti mediante congressi e corsi di aggiornamento e mantenere costanti rapporti con tutte le Istituzioni pubbliche. Miglior reciproca conoscenza, valutazioni e progettualità, verifica partecipata della qualità dei percorsi formativi di base, definizione di una carta etica comune, cooperazione dell’interazione di linee guida, miglioramento dell’integrazioni inter-professionale nella pratica clinica e iniziative sociali e mediatiche di maggior impatto. Congressi e corsi di aggiornamento.

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