Resta sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram.

Clicca qui

Dal palazzo

L'intervista

Emergenza Covid a Catania, Liberti: «Prime dosi al 77%, attenzione alle nuove varianti»

Il commissario provinciale fa il punto della situazione nell'area del Catanese e sottolinea: «Se fosse dipeso da me avrei esteso l'obbligo vaccinale per tutti».

Tempo di lettura: 4 minuti

Pino Liberti, commissario Covid per la provincia di Catania, fa il punto con Insanitas sulla situazione dell’emergenza Covid-19 nell’area del Catanese. Dopo il violento nubifragio che ha colpito la città, tutti i servizi per combattere l’emergenza sono sono stati ripristinati.

In che situazione si trova l’area di Catania per quanto concerne le vaccinazioni contro il Covid-19?
«L’ultimo report ci dice che siamo intorno al 77% di prime inoculazioni sul totale della popolazione. Attendiamo il prossimo resoconto per capire meglio la situazione, l’ultimo ci diceva che l’incremento di vaccinati era dell’8%, la settimana precedente del 6%. Credo che l’ingresso del Green Pass per tutti i lavoratori abbia influito in modo sostanziale nell’aumento delle domande di vaccino, nelle settimane precedenti l’ingresso del lasciapassare verde ci aggiravamo intorno al 2-3% in più di vaccinati ogni sette giorni. È evidente che il Green Pass ha provocato un’impennata delle richieste».

Secondo lei la formula adottata con il Green Pass per i lavoratori era consigliabile o avrebbe preferito che si estendesse l’obbligo a tutta la popolazione?
«Non sono al Governo ma se non hanno introdotto l’obbligo vaccinale avranno avuto i loro motivi. Se fosse dipeso da me avrei preso il coraggio a due mani e avrei esteso l’obbligo vaccinale per tutti».

Catania è indietro rispetto alle altre province della Sicilia. Un gap che è possibile colmare?
«Credo che quest’area paghi alcune colpe, i primi due morti sospette riconducibili ad AstraZeneca sono avvenute a Catania. Ci fu quindi già allora un rallentamento che si è protratto nel tempo a causa della paura. Poi c’è un dato che che faccio sulla base di una mia valutazione personale, ovvero che il catanese è più “spensierato”, più intento alla socialità di quanto non siano altri, dall’altro come si dice “un catanese quando non sa una cosa la spiega”, se vogliamo fare una battuta possiamo intenderla in questo modo. In realtà non siamo così lontani dalle altre province, intorno all’1-2%. So bene che tra Palermo e Catania ci sono ben 7 punti percentuali di distanza, ma quello è il punto massimo di vaccinazione della Regione. Un dato che probabilmente sarà recuperato nel tempo, man mano che andiamo avanti, Catania sta recuperando la distanza con le altre aree della Sicilia».

Con l’arrivo dell’inverno teme che possa esserci una nuova ondata e il dilagare delle varianti del Covid?
«Non ricondurrei le ondate alle temperature, il virus non si cura del freddo infatti abbiamo avuto ondate anche in periodi più caldi. La verità è che in inverno ci si riunisce più facilmente in luoghi chiusi e si vive meno in spazi aperti, in questo caso il distanziamento è più difficile. Sono convinto le temperature non influiscano sul virus, tanto è vero che abbiamo avuto ondate anche in aprile e con la riapertura dei lidi estivi. È una questione di comportamenti sociali. Temo di più le varianti, questo virus ha dimostrato di avere grandi capacità di mutazione, tentando di sfuggire sia agli esami diagnostici sia alla copertura vaccinale, ecco perché era necessario vaccinare il più possibile evitando che questo circoli. Il vaccinarsi presto, subito e tutti dovrebbe essere un obbligo morale, etico e sanitario».

Può dirci qualcosa su come procedono le terze dosi nell’area metropolitana?
«Visto che non c’è obbligo, riceviamo tante richieste ma non siamo ancora ai livelli che vorrei. È dimostrato ampiamente dagli studi, anche pubblicate su riviste mediche prestigiose, che le terze dosi sono molto efficaci. La task force vaccinale che opera in Israele, il Paese che ha somministrato più terze dosi al mondo, dice che senza questo passaggio sarebbe tornata in lockdown. Vorrei fare un appello, tutti i cittadini in target ricorrano alla terza dose, anche il Governo sta dando indicazioni precise che saranno operative probabilmente da gennaio».

Per la terza dose sono previste prenotazioni?
«Le vaccinazioni ora sono senza prenotazione, c’è la possibilità di richiederla ma è invitiamo a recarsi ai centri vaccinali anche senza. Non possiamo ostacoli in questa fase».

È ripartita la campagna per i vaccini antinfluenzali. Ci sono controindicazioni per quella sul Covid?
«C’è un’indicazione del SSN di farli insieme, non c’è alcun limite».

Dopo il nubifragio di questi giorni nel catanese, in che condizioni sono le strutture preposte all’emergenza Covid?
«Nei giorni scorsi mi trovavo all’aeroporto di Catania per un sopralluogo, nell’area dove si effettuano i tamponi agli arrivi ci sono state infiltrazioni d’acqua e abbiamo dovuto interrompere il servizio. Con la Protezione Civile e il Cas abbiamo lavorato per capire quale tipo di intervento svolgere per ripristinare la situazione».

In che condizioni si trova l’hub vaccinale?
«Abbiamo ripreso normalmente le attività, facciamo sia tamponi che vaccini con la stessa regolarità di prima. Siamo nuovamente a pieno regime, sperando che il tempo nei prossimi giorni sia clemente».

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione




    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali

    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati