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Emergenza Coronavirus, in Sicilia potenziato il numero verde

3 Marzo 2020

Sono state oltre quattromila, in meno di una settimana dalla sua istituzione, infatti, le telefonate ricevute dal servizio istituito per dare informazioni.

 

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L’assessore alla Salute, Ruggero Razza ha convocato l’Unità di crisi, formata da epidemiologi, virologi, rappresentati degli anestesisti-rianimatori, oltre che dai vertici del dipartimento Asoe dell’assessorato per fronteggiare l’emergenza sanitaria del Coronavirus.

La Regione ha individuato due eventuali hub, uno per la Sicilia orientale e l’altro per la zona occidentale, che in caso di necessità potranno essere attivati dalla Protezione civile come aree di quarantena.  L’obiettivo è quello di attuare una visione unitaria degli interventi che dovranno essere adottati.

La Sicilia, che si attiene a quanto previsto dalla disposizioni nazionali, sta integrando il Piano già operativo mediante l’individuazione di tre reparti di terapia intensiva, dislocati nelle Città metropolitane, per gli eventuali casi critici.

Inoltre, si sta lavorando all’aumento dei posti letto dedicati nei reparti di malattie infettive degli ospedali dell’Isola.

Intanto il numero verde 800.458.787 – appositamente attivato dal governo Musumeci per l’emergenza Coronavirus – viene potenziato con ulteriori 28 linee telefoniche a cui risponderanno medici e volontari della protezione civile. Verranno configurati anche alcuni messaggi automatici che permetteranno di fornire pronta risposta alle domande più frequenti, rendendo disponibili così gli operatori per le richieste che necessitano approfondimenti particolari.

«Rendiamo ancora più efficiente – sottolinea il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – un servizio che, in questi giorni, ha molto supportato la richiesta di aiuto e chiarimenti formulata dalla popolazione, non solo siciliana. Sono state oltre quattromila, in meno di una settimana dalla sua istituzione, infatti, le telefonate ricevute. Per questo motivo voglio rivolgere un apprezzamento e un plauso particolare agli operatori e ai volontari che si stanno prodigando per orientare, rassicurare e fornire indicazioni utili agli utenti».

Le domande che giungono alla Sala operativa, che opera all’interno del dipartimento di Protezione civile regionale, sono tra le più svariate: dalle richieste degli amministratori locali e dei dirigenti scolastici sulle attività amministrative da porre in essere, alle modalità attraverso cui operare la sanificazione di scuole e uffici, alla certificazione sanitaria per i casi di quarantena.

Molti anche i quesiti sullo stato di saluto o l’obbligo di autodenuncia per quanti sono giunti in Sicilia. Tra le domande più attuali quelle relative all’obbligo di comunicazione che discende dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del primo marzo

«Le telefonate ricevute- sottolinea il capo della Protezione civile della presidenza della Regione, Calogero Foti– hanno raggiunto anche picchi di 150 all’ora per ciascun operatore, con una richiesta di qualificazione e competenze che vanno anche oltre le funzioni ordinariamente svolte dal servizio. Per non intasare le linee è utile sottolineare che l’obbligo di comunicazione al sistema sanitario riguarda, esclusivamente, coloro che provengono dalle zone a rischio attualmente individuate in Cina, Giappone, Corea del Sud e Iran. O da uno dei Comuni italiani indicati nel decreto ministeriale: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini (per la Lombardia) e Vò (in Veneto)».

Foti sottolinea: «Tutti i viaggiatori devono tenere un comportamento responsabile e, se possibile, mantenere una quarantena volontaria per ridurre ogni possibile rischio di propagazione del virus. Al fine di contribuire al monitoraggio della situazione complessiva risulta utile che quanti entrino in territorio siciliano compilino la scheda predisposta dall’assessorato alla Salute disponibile sul sito www.costruiresalute.it».

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