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Coronavirus, Cimo: assumere subito medici e infermieri, anche con procedure speciali

5 Marzo 2020

Secondo i vertici regionali del sindacato dei medici nell’attuale situazione, non è possibile procedere con le solite pastoie burocratiche

 

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Incrementare il numero di posti letto e consentire il reperimento di personale sanitario, è quanto chiesto dal Governatore della Sicilia, Nello Musumeci al Primo Ministro, Giuseppe Conte, nell’ambito di una serie di misure per affrontare l’emergenza da coronavirus anche nella nostra Regione, al pari di quanto previsto in altre realtà nazionali.

Il sindacato Cimo sottolinea: «Tra gli effetti dell’epidemia che è in atto nel nostro Paese c’è anche quello di aver aperto improvvisamente gli occhi della Politica nazionale e regionale, che sta finalmente prendendo coscienza del vero fabbisogno di personale medico e infermieristico degli ospedali italiani».

«Non è questo il momento delle polemiche e della retorica sindacale, perché sarebbe fin troppo facile rinfacciare alle Istituzioni le ripetute grida di allarme lanciate dalla Cimo e da altri sindacati del settore negli ultimi anni a fronte di un definanziamento e di una politica di tagli dei posti letto e del personale sanitario che ha condotto la sanità pubblica sull’orlo del precipizio. È il momento di intervenire con decisione e concretezza per far fronte comune rispetto a un nemico invisibile e insidiosissimo, in grado di fare danni alla salute degli italiani e alla nostra economia, la cui portata non è ancora del tutto prevedibile».

Da Cimo aggiungono: «Un plauso quindi all’iniziativa del Governatore Musumeci al quale ci sentiamo di dire che sta procedendo nella giusta direzione, suggerendogli di sfruttare prontamente quanto già fatto nei mesi scorsi dal Governo nazionale che, pur timidamente, ha messo in moto un’inversione del trend con provvedimento forse tardivi, insufficiente e frettolosi (Decreto Calabria, Legge di Bilancio, Decreto Milleproroghe), ma pur sempre qualcosa da poter utilizzare anche e soprattutto nell’attuale emergenza».

«Nell’attuale situazione, non è possibile procedere con le solite pastoie burocratiche che attanagliano, spesso paralizzandola, una sanità siciliana frammentata in 17 Aziende Sanitarie che avanzano in ordine sparso, ognuna per conto loro. Come sta accadendo a livello nazionale, occorre una cabina di regia regionale che coordini e dia tutti gli input indispensabili per realizzare tutto quello di cui c’è bisogno, a cominciare dal personale mancante».

«Esperti e virologi ci dicono che è soltanto questione di tempo e che il virus prima o poi arriverà anche da noi che finora abbiamo registrato soltanto pochi casi di “importazione”. Qualora dovesse accadere, speriamo non con la stessa drammaticità che stiamo osservando oggi in Veneto e Lombardia, ma non lo possiamo escludere, così come non possiamo rischiare di farci trovare del tutto impreparati».

Il sindacato dei medici sottolinea: «I posti letto di Rianimazione mancano già in tempo di pace, figuriamoci in una situazione emergenziale come quella attuale. Rischiamo, nella malaugurata ipotesi di un’estensione del contagio nella nostra Regione, di non avere la benché minima possibilità di dare le adeguate risposte di salute ai cittadini che ne potrebbero avere bisogno. Ma un posto letto di Rianimazione non si improvvisa, non nasce dall’oggi al domani. È una postazione di degenza altamente tecnologica e che necessita peraltro di personale qualificato sia medico che infermieristico. Lo sforzo da compiere è pertanto terribilmente oneroso ma va fatto comunque e senza indugi ulteriori».

Dal CIMO chiedono al Governo siciliano «di agire immediatamente, procedendo nella direzione della riorganizzazione tempestiva dei percorsi assistenziali e provvedendo fin da subito alle assunzioni del personale mancante, accelerando innanzitutto il processo di stabilizzazione dei precari, messo in atto finora soltanto da tre Aziende siciliane (mentre per le altre si attende non si sa bene cosa) e non fermandosi a questo ma assumendo ex novo tutte le risorse umane necessarie».

«Nelle situazioni di emergenza bisogna rispondere con misure straordinarie. Ribadiamo quindi la necessità di completare subito l’iter per le assunzioni dei precari senza ulteriori tentennamenti e procedere in tempi brevissimi, se del caso con procedure speciali, all’immissione in servizio di nuova linfa vitale per i nostri ospedali. Mancano medici, infermieri, tecnici e sociosanitari, tutte figure indispensabili a gestire le attività ordinarie e ora più che mai a fronteggiare l’attuale grave emergenza».

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