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Covid-19

Efficacia ed effetti collaterali del vaccino, risponde l’infettivologo Giovanni Mazzola

Intervista al primario infettivologo all’ospedale sant’Elia di Caltanissetta

Tempo di lettura: 4 minuti

In questa fase iniziale di quella che sarà una poderosa campagna vaccinale di portata storica, emergono da più parti disparati quesiti provenienti da tutti gli strati culturali della popolazione. Abbiamo chiesto a Giovanni Mazzola, primario infettivologo all’ospedale sant’Elia di Caltanissetta, di rispondere alle domande più frequenti:

L’attuale vaccino che viene somministrato è efficace per quanto tempo e da quando?

Il vaccino ad RNA attualmente disponibile è un frammento di genoma virale per cui non può avvenire una replicazione del Sars-cov2  come invece avviene nel caso dei vaccini di virus vivi-attenuati (esempio morbillo) . Questo implica che la durata dell’immunoprotezione dalla Covid, in atto non ancora nota, sarà verosimilmente più simile a quella del vaccino anti influenzale (anch’esso inattivato) . I vaccini vivi-attenuati, al contrario, spesso conferiscono agli individui  un’ immunità anche pluridecennale. Lo scenario di una vaccinazione annuale del coronavirus insieme al vaccino antinfluenzale è quindi probabile e realistico . Riguardo alla domanda “da quando inizia l’immunoprotezione?”: dallo studio registrativo del vaccino Pfizer-bcth , si evice una netta flessione della curva dei contagi nella popolazione vaccinata (rispetto ai controlli non vaccinati )  a partire dal 12° giorno dalla prima somministrazione.  Questo non vuol dire che bisogna ridurre l’uso dei dispositivi di protezione perché l’immunità completa avverrà soltanto a distanza di una  settimana dalla seconda dose di richiamo.

Quali sono gli effetti collaterali più frequenti ?

Dallo studio pubblicato su New England Journal of Medicine risultano più frequenti dolenzìa nella sede di inoculo,  febbricola , stanchezza, mal di testa e brividi in una percentuale di pazienti che va dal 10 al 51 % (maggiormente dopo la seconda dose e a distanza di 24-48 ore dalla somministrazione). Raramente questi disturbi necessitano di terapia sintomatica per esempio con paracetamolo .

Il vaccino può essere somministrato alle gravide e ai pazienti immunodepressi (per esempio in trattamento con farmaci biologici per tumori o altre malattie autoimmuni)?

Per quanto riguarda le gravide non ci sono dati certi in quanto questa popolazione di persone non è stata investigata negli studi clinici . Tuttavia esiste un “position paper” della società italiana di ginecologia che non esclude la possibilità di vaccinare trattandosi di vaccini ad RNA già sperimentati in altri casi . Tuttavia acquisire il consenso informato da parte della gravida è mandatorio e bisogna anche dire che in caso di malattia da COVID 19 non sembrano esserci particolari rischi aggiuntivi per la madre o per il feto alla nascita . Per quanto riguarda gli immunodepressi la discussione è analoga per cui bisogna valutare il rischio/beneficio che sicuramente in questo momento, considerata la probabilità di malattia grave da coronavirus , è a vantaggio del beneficio del vaccino in questa popolazione selezionata .

Sarebbe meglio attendere i vaccini tradizionali anziché rischiare con vaccini nuovi mai utilizzati prima?

Non esiste nessuna ragione per pensare che i vaccini tradizionali siano più sicuri , infatti le agenzie regolatorie hanno dispensato rapidamente i nuovi vaccini in relazione a percentuali di efficacia notevoli (probabilmente superiori -seppure di poco-rispetto ai  vaccini tradizionali ) . Gli effetti collaterali riportati negli studi sono analoghi e sembrano confermati anche nella pratica clinica che riguarda già milioni di persone nel mondo

I pazienti che hanno già avuto il covid devono essere vaccinati ?

Si anche se potrebbero essere sottoposti al vaccino 3 mesi dopo l’infezione infatti i casi di re- infezione da altri ceppi sono rari e comunque la immunoprotezione per alcuni mesi può essere garantita naturalmente dagli anticorpi neutralizzanti l’ anti proteina spike del coronavirus .

Effettuare il tampone prima del vaccino e misurare il titolo anticorpale a vaccinazione avvenuta?

In questo momento non è previsto al di fuori di studi clinici di Real life

Prevede che sarà necessario rendere il vaccino obbligatorio in futuro ?

Spero davvero di no! E’ fin troppo palese per tutti il danno in termini di mortalità, di morbidità, di stress del sistema sanitario e di disastro delle economie che questo virus sta provocando. Immagino che tutte le resistenze attuali si vadano estinguendo nel tempo; ho sentito tanti colleghi e operatori sanitari all’inizio perplessi …. Se vi capiterà di visitare gli ambulatori vaccinali vedrete la folla di persone che vogliono immunizzarsi . E comunque la Sicilia è tra le prime regioni italiane in termini di numerosità di dosi somministrate .

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