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Oncologia

Ecoendoscopia, al via intesa tra Ismett e Fondazione Giglio

Il campo di collaborazione riguarderà le patologie oncologiche addominali e toraciche e l'obiettivo è ottimizzare l'efficacia delle prestazioni rese da entrambi.

Tempo di lettura: 2 minuti

PALEEMO. È stato sottoscritto un accordo quadro tra la Fondazione Giglio di Cefalù, l’Ismett di Palermo e UPMC, il partner americano dell’Istituto Mediterraneo, per sviluppare percorsi di cura e diagnostico-terapeutici virtuosi per “ottimizzare l’efficacia delle prestazioni rese da entrambi”.
Il campo di collaborazione riguarderà le patologie oncologiche addominali e toraciche. La prima iniziativa ad essere avviata è un percorso formativo con il trasferimento di Know how dall’Ismett al Giglio sulla metodica di endoscopia denominata ecoendoscopia.

Responsabile del programma è il dottor Mario Traina che dirige l’Unità di endoscopia e gastroenterologia dell’Ismett, unitamente al dottor Dario Raimondo, responsabile dell’unità operativa di endoscopia e gastroenterologia del Giglio.

«Una tecnica- ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano– che mancava nella nostra offerta sanitaria e che grazie alla collaborazione e sinergia che si svilupperà con Ismett potremo offrire ai nostri pazienti. Un obiettivo importante per un ospedale a vocazione oncologica ed una sfida che ci siamo posti avviando significativi investimenti in nuove tecnologie».

Ad illustrare le tappe formative sono stati, durante la presentazione l’endoscopista Dario Raimondo («un percorso a tappe: dall’osservazione, alle procedure in affiancamento sino al trattamento come primo operatore e in autonomia dei pazienti») e Ilaria Tarantino, ecoendoscopista di Ismett e referente del progetto. Presenti, all’incontro di avvio del percorso formativo, il direttore sanitario Salvatore Vizzi e il direttore amministrativo Gianluca Galati.

L’ecoendoscopia è una tecnica che tiene insieme due metodiche: l’endoscopia tradizionale e l’ecografia ad alta risoluzione sia della parte del lume gastroenterico e sia di tutte le strutture e organi adiacenti al tubo digerente. «Non solo- ha spiegato Ilaria Tarantino- questa metodica ci consente lo studio delle pareti gastroenteriche, così come siamo abituati con l’ecografia tradizionale, ma anche di studiare tutte le patologie correlate a lesioni che si possono evidenziale adiacenti al lume gastrointestinale: mediastino, addome e pelvi”.

È una metodica che ha doppia valenza sia diagnostica che terapeutica. «Nell’ultimo decennio- ha aggiunto Tarantino- si è ampliato quest’ultimo interesse che si estrinseca in più interventi che vanno dal trattamento delle raccolte pari-pancreatiche, ai drenaggi biliari per via ecoendoscopica nei pazienti in cui non è possibile eseguire la procedura Ercp, ai drenaggi con colecistiti acute sino a vere e proprie anastomosi gastroenteriche che erano, sino a pochissimo tempo fa, di appannaggio chirurgico”.

La prima procedura ecoendoscopica sarà effettuata mercoledì prossimo, al Giglio di Cefalù, con il supporto della dottoressa Tarantino di Ismett.

Nella foto, da sinistra: Salvatore Vizzi, Giovanni Albano, Dario Raimondo e Ilaria Tarantino

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