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Dal palazzo

Il governatore: «No ai diktat dal Ministero»

E Crocetta bocciò la rete ospedaliera siciliana annunciata dal suo assessore: «Non si devono depotenziare i territori»

Il governatore: «Le linee che vengono fuori da indiscrezioni di stampa, rappresentano proiezioni delle conseguenze di scelte del Ministero della Salute. In tale contesto, bisogna aprire un confronto chiaro e onesto col governo nazionale».

Tempo di lettura: 3 minuti

PALERMO. «Ho sentito lungamente l’assessore Gucciardi, con il quale  condivido le linee per cercare di porre un argine al tentativo troppo facile di  razionalizzare la sanità, attraverso processi di depotenziamento di realtà  locali che, molto spesso, hanno già subito profondi attacchi e che si vedono  privati di servizi essenziali».

Lo dice in una nota il presidente della Regione  siciliana, Rosario Crocetta (nella foto): «Da Roma ci deve rendere conto che quello della regione siciliana è un  territorio in gran parte montuoso, con una rete ferroviaria inesistente nella  maggior parte del territorio e con una rete autostradale circoscritta  prevalentemente alle tre città metropolitane. Il progetto, dunque, di razionalizzazione deve tenere conto delle distanze reali tra le strutture e  soprattutto, non può concentrare soltanto nei tre capoluoghi delle città  metropolitane, la maggior parte dei servizi. Ciò porterebbe a un  congestionamento delle strutture, creando ulteriori difficoltà all’utenza delle aree metropolitane e disagi notevoli al resto del territorio dell’Isola”.

«Voglio  dire con chiarezza- continua il presidente- che l’assessore Gucciardi non ha  presentato alcun progetto a Roma, ma che le linee che vengono fuori in questo  momento da indiscrezioni di stampa, rappresentano proiezioni delle conseguenze  di scelte del Ministero della Salute. In tale contesto, bisogna aprire un  confronto chiaro e onesto col governo nazionale, non vogliamo sconti, ma  riteniamo inaccettabili le critiche di alcuni esponenti siciliani del governo  centrale, che invece di intervenire nei confronti dell’esecutivo nazionale e  persino verso esponenti del proprio partito, scaricano sull’assessorato  regionale alla Sanità, responsabilità di scelte che non ha fatto».

«La presidenza della Regione e l’assessorato alla Salute- aggiunge Crocetta- intendono aprire un confronto con tutti gli assessori, con la coalizione, con  il Ministero della Salute e soprattutto con i territori, con i sindaci e con i  manager, perché le linee di azione della sanità non possono essere delle scelte  meramente tecnicistiche, ma devono essere il frutto della consultazione  democratica».

«Ci siamo battuti e continuiamo a batterci, in questi anni, contro  gli sprechi. Sia i dati degli utili prodotti dalla sanità negli ultimi anni sia  la qualità dei livelli essenziali di assistenza, dimostrano che facciamo sul  serio. Non possiamo consentire che la razionalizzazione si traduca in tagli di  servizi per i cittadini o depotenziamento dei territori. Un esempio per tutti,  Cefalù o città come Mistretta e Nicosia che in  questi anni hanno subito dallo Stato il taglio di Tribunali e carceri e non  possiamo consentire che si taglino anche gli ospedali».

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