Due soccorritori della Seus aggrediti a Porto Empedocle: la solidarietà del presidente Montalbano

27 Dicembre 2016

L'episodio durante la notte di Natale ad opera di parenti o conoscenti di tre giovani feriti in un incidente stradale.

 

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PALERMO. «Sono profondamente addolorato. A Carmelo Buscaglia e Daniele Scozzari, i nostri due soccorritori aggrediti a Porto Empedocle durante l’adempimento del proprio dovere, va la solidarietà mia personale e di tutta la Seus».

Lo afferma Gaetano Montalbano (nella foto), presidente del Consiglio di gestione dell’azienda consortile cogestore del servizio 118 di emergenza- urgenza in Sicilia, commentando quanto accaduto nella notte tra il 24 e il 25 dicembre durante un soccorso nel Comune in provincia di Agrigento.

In seguito ad un incidente stradale con conseguente ferimento di tre giovani a bordo di un’automobile schiantatasi contro un muretto, erano giunte sul posto due ambulanze del 118 con i relativi equipaggi. Tuttavia, l’imprevisto: alcuni parenti o conoscenti dei ragazzi sono saliti in massa a bordo di un’ambulanza (codice Alfa 2, proveniente da San Leone), disturbando quindi il regolare e corretto svolgimento del soccorso, e successivamente hanno reagito violentemente all’invito a scendere dall’automezzo. «Ci hanno aggrediti con pugni, schiaffi e calci», racconta uno dei due operatori del 118, successivamente medicati in ospedale.

«Nonostante l’aggressione, i nostri soccorritori hanno ugualmente portato a termine con successo l’intervento, dimostrando per l’ennesima volta la grande professionalità di tutti gli operatori dell’ermergenza- urgenza siciliana», sottolinea il presidente Montalbano, aggiungendo: «Purtroppo non è la prima volta che gli autisti- soccorritori della Seus sono impunemente presi come bersaglio e feriti, fisicamente e moralmente, da soggetti, spesso gli stessi parenti degli infortunati, del tutto privi della conoscenza e del rispetto delle regole del vivere civile. Siamo pronti a costituirci parte civile contro gli autori di questa vile aggressione ed a difendere in ogni sede i nostri operatori».

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