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Dopo tante promesse, tutto tace: che fine ha fatto la nascita di un Centro di riabilitazione a Scicli?

23 Marzo 2016

Il progetto di riconversione del Busacca in satellite del Centro neurolesi Bonino Pulejo di Messina (che ha già acquistato la robotica necessaria...) sembra a un punto morto. Dopo la rinuncia di Emergency a gestire l'ospedale di Comiso, sarebbe l'ennesima occasione sprecata per la sanità ragusana.

 

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RAGUSA. Dopo la rinuncia di Emergency a gestire l’ospedale di Comisoun’altra occasione sfumata si profila per la sanità ragusana.

L’altro ospedale a poco a poco dismesso e che ha perduto davvero la sua identità è il vecchio presidio Busacca di Scicli. Anche in questo caso si era pensato ad una riconversione, nello specifico creare un satellite dell’Irccs Bonino Pulejo di Messina e, dunque, trasformare il Busacca in un centro di riabilitazione che potesse dare risposta alle esigenze di settore più complesse.

Ma dalla visita al Busacca dei direttori generali del Centro Neurolesi e dell’Asp 7 con la rappresentanza politica iblea, in estate, niente apparentemente si è mosso.

Dove le procedure per creare il satellite dell’Irccs si sono impantanate? Il Bonino Pulejo ha già acquistato la robotica da portare nel padiglione della riabilitazione del Busacca che dovrebbe ospitare il satellite; i locali necessitavano di una manutenzione non particolarmente complicata né onerosa, che non si sa se sia stata fatta.

Il nodo sul personale che sarà impegnato nella riconversione del Busacca sembrerebbe essere stato sciolto: ci sono già i medici e gli infermieri in organico all’Azienda sanitaria iblea che devono essere formati, formazione che avverrà con i tecnici dell’Irccs; e poi lo stesso istituto integrerà il personale mancante attingendo dalla sua graduatoria e facendo partire finalmente un progetto di ricerca sperimentale, pagando gli stipendi con fondi per la ricerca per non gravare sul tetto di spesa imposto dagli uffici assessoriali.

La Regione nel frattempo ha posto la questione al ministero della Salute, che ha dato parere positivo e dunque ha risolto anche questo aspetto.

Un altro ostacolo, però, sembrerebbe essersi frapposto: l’Irccs di Messina può creare satelliti? Perché no, se in Sicilia esistono satelliti di altri Irccs, sia pubblici che privati? (a Bagheria ce n’è uno del Rizzoli, pubblico; a Mistretta, Sciacca e Ribera sono della fondazione Maugeri, privati).

Insomma il rischio è che il progetto vada per le lunghe e sfumi anche questa occasione di salvare un ospedale dal futuro incerto.

Come sempre ad andarci di mezzo i servizi sanitari per i cittadini. Sono tre i codici del sistema sanitario nazionale per la riabilitazione: il 56, effettuato da tutti i reparti di riabilitazione; il 28, per le lesioni spinali che in Sicilia effettua solo l’IRCCS e il Cannizzaro di Catania e il 75 che a livello pubblico effettua solo il Bonino Pulejo e riguarda la riabilitazione a seguito di patologie più gravi e spesso invalidanti (post ictus o aneurisma).

È facile intuire quanto importante sarebbe per la comunità iblea avere un satellite di un centro con un’offerta riabilitativa all’avanguardia.

Ma ancora una volta nulla è certo in questa terra, se non il fatto che se la riabilitazione è necessaria, bisogna partire o rassegnarsi e rinunciare.

L’onorevole Orazio Ragusa ha già annunciato di voler presentare un’interrogazione o, meglio, chiedere un’audizione in VI commissione Ars per capire cosa sia successo, ma è probabile aspettarsi che la soluzione possa essere un ennesimo quanto inutile “tavolo tecnico”.

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