Dopo l’infarto si deve essere «amici del cuore»: ecco come ridurre il rischio di ricadute

12 Aprile 2016

Il 16 aprile Open day informativo in 14 città italiane, tra cui Catania. Sono consigliate una dieta equilibrata e l’attività fisica regolare, evitando il fumo di tabacco e, soprattutto, controllando il colesterolo.

 

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CATANIA. Ogni anno in Italia si registrano più di 135.000 eventi coronarici acuti, dei quali un terzo fatali. Nei primi due anni successivi all’infarto la probabilità di essere nuovamente ricoverati è superiore al 60% dei casi e il 30% di questi è dovuto ad una nuova sindrome coronarica acuta.

L’impatto delle recidive da infarto si può ridurre con una dieta equilibrata, l’attività fisica regolare, evitando il fumo di tabacco e, soprattutto, controllando i fattori di rischio, in particolare il colesterolo: mantenere stabilmente il colesterolo LDL al di sotto di 70 mg/dL diminuisce di circa il 25% il rischio di un secondo evento.

A chi ha avuto un infarto è dedicato il progetto educazionale «Amico del cuore- Dopo l’infarto il colesterolo conta», promosso dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, ANMCO, dalla Fondazione “per il Tuo cuore” e da Conacuore onlus, con il supporto non condizionante di MSD.

Un grande evento di formazione e informazione è in programma sabato 16 aprile in contemporanea in 14 città italiane collegate via satellite: l’appuntamento per i cittadini di Catania è allo Sheraton Catania Hotel & Conference Center di Aci Castello (via Antonello da Messina 35) alle 11.30, con la tavola rotonda “La vita dopo l’infarto: cosa è importante sapere”.

Oltre all’open day, anche il sito web www.amicodelcuore.it, un video e materiali educazionali distribuiti attraverso le UTIC e le cardiologie italiane informeranno i pazienti sull’importanza di cambiare il proprio stile di vita, controllare i valori del colesterolo, assumere con costanza le terapie prescritte e, se non si riescono a raggiungere i target terapeutici, rivolgersi al medico che valuterà terapie alternative.

«I veri amici del cuore siamo noi stessi, dobbiamo prendercene cura, seguendo la dieta mediterranea e tenendo sotto controllo il colesterolo in modo particolare dopo un infarto», afferma Michele Massimo Gulizia, Presidente ANMCO, Direttore U.O.C. di Cardiologia, Ospedale Garibaldi-Nesima Azienda Rilievo Nazionale e Alta Specializzazione “Garibaldi” di Catania., aggiungendo: «In questo progetto il numero chiave è 70: non superare questo limite di colesterolo LDL riduce in maniera significativa il rischio di un secondo infarto».

«Nonostante la prognosi di questa patologia sia notevolmente migliorata, l’infarto impatta ancora fortemente sia sotto il profilo sanitario sia sotto il profilo sociale», dichiara Maurizio Giuseppe Abrignani, dirigente Medico dell’UOC Cardiologia-UTIC, Ospedale Civile S. Antonio Abate di Erice.

«Nel primo anno dopo l’evento coronarico acuto la mortalità extraospedaliera raggiunge il 12%, e di questa il 10% è dovuta a recidiva di infarto miocardico- spiega Giacomo Chiarandà, Direttore UOC Cardiologia-UTIC, P.O. Gravina e Santo Pietro di Caltagirone- Riducendo di 39 mg/dL in 5 anni il colesterolo LDL è possibile abbassare del 23% il numero di nuovi eventi coronarici maggiori».

Tutte le risorse del progetto educazionale “Amico del Cuore” e le informazioni sull’Open Day sono disponibili sul sito www.amicodelcuore.it.

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