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Dopo dieci anni firmato il nuovo contratto dei medici: 200 euro di aumento medio al mese

24 Luglio 2019

La pre-intesa è stata sottoscritta all'Aran da tutti i sindacati tranne che la federazione Cimo-Anpo-Fesmed.

 

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Firmato all’Aran il rinnovo del contratto dei medici e dirigenti del servizio sanitario nazionale, atteso da ben 10 anni. L’intesa coinvolge in tutto circa 130 mila professionisti della sanità, è relativa al triennio 2016-18 e prevede un aumento medio pro capite di 200 euro al mese.

L’ipotesi di rinnovo è stata firmata da tutti i sindacati medici, tranne la federazione Cimo-Anpo-Fesmed.

Cimo insieme a Anpo e Fesmed rappresenta in particolare i primari, e può contare su una percentuale di circa il 22 per cento sul tavolo della contrattazione. Già nelle scorse settimane il sindacato aveva manifestato forti perplessità su alcuni contenuti dell’accordo (clicca qui e qui).

Su twitter il commento del ministro Giulia Grillo: “È fatta! Dopo 10 lunghi anni è stato firmato il rinnovo del contratto nazionale dei #medici ospedalieri. Ringrazio i sindacati, Funzione Pubblica e ARAN per l’impegno. Ora avanti insieme per un futuro migliore per il nostro Ssn”.

“Dopo 10 anni si firma il Contratto per la Dirigenza medica e sanitaria. È un fatto positivo che ci consente di riconoscere pienamente il valore di tutta la Dirigenza medico-veterinaria, la Dirigenza Sanitaria e la Dirigenza delle Professioni sanitarie che, per la prima volta, trova un assetto di regole e principi organizzativi unici”, afferma il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini.

I contenuti dell’accordo firmato a Roma sono stati anticipata dalla Cgil Medici con un proprio volantino:

“I medici e dirigenti con più di 5 anni di anzianità avranno la certezza di avere un incarico. Chiarito l’obbligo delle aziende di dare un incarico retribuito a tutti, anche a coloro che hanno lavorato a tempo determinato, con o senza soluzione di continuità. Una svolta storica che finalmente riconosce l’intera anzianità a tutti”.

“La maggior parte dei medici con più di 5 anni di anzianità riceverà un aumento di 2.000 euro sulla retribuzione di posizione. Oltre all’aumento economico previsto per tutti i dipendenti pubblici, circa 30 mila medici passeranno da 3.600 euro a 5.500 euro di posizione”.

“Stop alle aziende che non riconoscono le carriere. Aumenta la parte fissa di tutte le posizioni gestionali e professionali, storicizziamo i fondi e le posizioni e aumentiamo la quota pensionabile. Il riconoscimento professionale non è più una “variabile” aleatoria”.

“I giovani medici neoassunti anche sotto i 5 anni avranno una retribuzione fissa di posizione. Come mai successo prima d’ora passeranno subito da 0 a 1.500 euro annui”.

“La carriera professionale ha un grande valore, basta con l’appiattimento. Prima erano tutti fermi a 3.600 euro annui, o per i più fortunati a 4.500 euro, mentre ora si stabiliscono quattro step di posizioni fisse per gli incarichi professionali, che salgono da un minimo di 5.500 euro a 6.500 fino a un massimo 11.000 o 12.500 annui”.

“Una clausola di garanzia assicura a tutti una retribuzione di posizione certa in base all’anzianità e a prescindere dall’incarico: 5000 euro al passaggio dei 5 anni, 6000 al passaggio dei 15 anni e 7000 al passaggio dei 20 anni”.

“L’indennità di guardia notturna sale da 50 a 100 euro per notte, 120 euro per chi lavora in pronto soccorso. Dopo i 62 anni a richiesta si può essere esonerati dalle guardie”.

Secondo il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, “sono state premiate le carriere gestionali e professionali e valorizzato il lavoro dei giovani neo assunti che prenderanno una retribuzione di posizione minima di 1.500 euro annue da subito: un fatto storico mai accaduto prima. Così come lo è l’aver previsto la certezza di ottenere un incarico dopo 5 anni di servizio, con una retribuzione che sale di 2.000 euro all’anno”.

Inoltre dalla Cgil sottolineano: “Fondamentali anche i risultati ottenuti per attenuare il forte disagio che i medici vivono nelle gravi carenze di organico. Aumentate le indennità di guardia da 50 a 100 euro, addirittura 120 nei pronto soccorso e, soprattutto, finalmente chi ha più di 62 anni può chiedere di essere esonerato dalle guardie. Risultati economici e normativi che segnano un solco con anni di assenza contrattuale. Con l’istituzione di un organismo paritetico, nuovo strumento di relazioni sindacali, metteremo al centro il benessere dei lavoratori, come sulle questioni di salute e sicurezza, a partire dall’affrontare il tema dell’emergenza aggressioni al personale sanitario”.

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