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Ospedale "Umberto I"

Dolore neuropatico cronico, a Enna arriva una tecnica innovativa

L’impianto di uno stimolatore gangliare della radice dorsale offre la possibilità di trattare dolori localizzati in aree specifiche.

Tempo di lettura: 3 minuti

Si fa un ulteriore passo avanti rispetto alla neuro-stimolazione midollare, già ampiamente praticata all’Umberto I, per sconfiggere il dolore cronico insorto dopo una lesione ma non solo. L’impianto di uno stimolatore gangliare della radice dorsale offre la possibilità di trattare dolori localizzati in aree specifiche, fino ad oggi difficilmente trattabili, con le altre tecniche convenzionali.

«Siamo contenti di praticare una tecnica- ha spiegato Emilia Lo Giudice, responsabile dell’Unità operativa semplice di “Terapia del Dolore”, appartenente all’ Unità complessa di Anestesia e Rianimazione diretta da Ezio De Rose- che rappresenta una delle più recenti ed innovative possibilità terapeutiche a nostra disposizione, per combattere diversi tipi di dolore resistenti alle terapie utilizzate comunemente».

Le indicazioni all’utilizzo di questa tecnica sono le sindromi dolorose croniche causate o non da lesioni del sistema nervoso periferico, che interessano diverse parti del corpo.

Al paziente viene posizionato, sotto guida radiografica- in anestesia locale- un elettrocatetere all’interno del midollo spinale, in corrispondenza del ganglio della radice dorsale della colonna vertebrale, nei pressi dell’area anatomica colpita dal dolore.

Il ganglio è la sede delle cellule dei nervi. Successivamente questo viene collegato ad un generatore di impulsi elettrici totalmente impiantabile, facile per il paziente da regolare con un apposito telecomando.

«Nello specifico il paziente trattato nel nosocomio ennese- spiega la Lo Giudice- ha una nevralgia post -erpetica. Ovvero un dolore che, sparita la manifestazione cutanea, si manifesta in seguito all’infezione da Herpes Zoster”.

A chi è rivolto l’intervento?

I pazienti possono avere qualunque età. Quella trattata negli scorsi giorni all’Umberto I è una donna cinquantenne che soffre di questa patologia da diverso tempo. «Dopo una serie di trattamenti farmacologici e successivi interventi mini-invasivi che non hanno sortito effetto si è stabilito di effettuare il posizionamento dell’elettrocatetere nel ganglio della radice dorsale, che va a coprire il dolore proprio in quel distretto corporeo».

Nel caso specifico la paziente aveva un dolore sull’emitorace; la signora, che stava già bene subito dopo l’intervento, se otterrà i benefici sperati farà un impianto definitivo.

«Questa metodica- continua la dottoressa Lo Giudice- si può utilizzare in molti tipi di dolore, settorializzato ovvero in tanti punti del corpo ad esempio l’emitorace, il ginocchio, l’anca, la mano, il piede e in zone prima difficili da raggiungere”

Nella foto l’equipe di terapia del Dolore e gli Specialisti del dispositivo i medici: Lo Giudice, De Rose, Arena, Caramma, l’ingegnere Francesco Faro e le infermiere Balistreri Carmela, Linda Di Salvo e Valentina Campana.

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