ASP e Ospedali

Emodinamica

Disturbi del cuore, il pacemaker senza fili (Micra) impiantato anche a Caltanissetta

Utilizzato per la prima volta dall'équipe di Emodinamica dell'ospedale Sant'Elia grazie a una sinergia con l'Asp ragusana.

Tempo di lettura: 3 minuti

CALTANISSETTA. I sistemi di stimolazione transcatetere miniaturizzati (Micra) introdotti per via percutanea con un approccio minimamente invasivo senza l’uso di elettrocateteri sono stati utilizzati a Caltanissetta per la prima volta dall’équipe di Emodinamica dell’ospedale Sant’Elia. Ad usufruire della procedura, con il supporto e la supervisione di alcuni cardiologi esterni, è stata un’ottantenna con bradiaritmia (cioè bassa frequenza cardiaca).

La procedura è durata meno di un’ora e ha visto l’accesso vascolare femorale destro del pacemaker con il rilascio di un device che non ha connessioni con cateteri. La paziente, in dimissioni dopo 24 ore di osservazione, è stata la prima ad essere operata al nosocomio nisseno. Coloro che necessitavano di tale intervento, prima, erano trasportati a Ragusa.

«Il nuovo pacemaker ‘senza fili’ contiene il processore, la batteria e gli elettrodi e viene introdotto con una tecnica innovativa: non più esternamente al cuore previa incisura, tasca sottocutanea e collegamento a cateteri, bensì direttamente attraverso il sistema venoso con l’ utilizzo di particolari cateteri introduttori e fissato direttamente nel cuore a livello del setto interventricolare destro», spiega Giovanni Longo, direttore della Unità operativa di Emodinamica del S. Elia.

L’utilizzo della nuova tecnica di intervento ha benefici per il paziente: nessuna cicatrice o escrescenza toracica e minori limitazioni all’attività fisica post impianto, minore rischio di infezioni, di ematomi ed erosione che possono scaturire dalla tasca eliminata da questo nuovo approccio. Ancora, eliminate le complicanze correlate all’elettrocatetere.

«Abbiamo effettuato il primo intervento su una donna sulla quale era impossibile applicare un pacemaker tradizionale- continua Giovanni Longo-  Abbiamo posizionato l’apparecchiatura in via endocavitaria, tramite cateteri. Il pacemaker è stato posizionato nel ventricolo destro da accesso femorale destro e non ha connessioni con il sottocute in quanto la batteria è all’interno della capsula che misura appena 2 centimetri e mezzo».

Un intervento che, appunto, dà il via all’utilizzo a Caltanissetta del nuovo approccio. «È stato fortemente voluto dalla direzione strategica che si è spesa affinchè questa prima procedura si potesse realizzare a Caltanissetta. Si inquadra nell’azione di potenziamento dell’offerta sanitaria che l’ospedale offrirà ai pazienti- continua il dottore Longo- Per questo ringrazio il commissario straordinario Alessandro Caltagirone, il direttore sanitario Luciano Fiorella e il direttore di presidio Benedetto Trobia che hanno fatto sì che questa procedura diventi, da oggi, un nostro standard».

L’intervento, che è stato realizzato dai dottori Giovanni Longo e Alberto Chisari per l’Unità operativa di Emodinamica dell’ospedale di Caltanissetta, da Carmelo Tonelli, direttore della Cardiologia di Gela e Rosario Russo, referente della Elettrofisiologia per l’Unità operativa di Cardiologia di Caltanissetta con la presenza degli infermieri di sala operatoria Rosario Carò e Alessio Zaffuto, si è svolto con la supervisione dell’esperto nazionale nella esecuzione della procedura Antonino Nicosia, direttore della Uoc di Cardiologia dell’Asp di Ragusa.

«Un ringraziamento va anche al direttore sanitario aziendale dell’Asp di Ragusa, Raffaele Elia, che ha supportato la collaborazione tra le due Asp e anche a tutto il personale sanitario medico, infermieristico, oss e osa che opera nell’Unità. Non li nomino uno per uno va ma detto che tutti sono preziosi per la riuscita e il buon svolgimento giornaliero della nostre attività», sottolinea Giovanni Longo.

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