Disfunzione erettile per abuso di alcol, in aumento i casi tra i giovani

8 Febbraio 2020

L'approfondimento di Insanitas con un'endocrinologa e un’urologa dell’ospedale La Maddalena di Palermo.

 

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L’abuso di alcol è tra le dipendenze più diffuse tra i giovani e i giovanissimi, alla base non solo di malattie a carico del fegato o di tipo cardiovascolare, ma anche di patologie spesso insospettabili che vanno a determinare anche un forte peggioramento della qualità di vita.

Tra questi, come fanno notare l’endocrinologa e l’urologa dell’ospedale La Maddalena di Palermo, Simona Merlino e Angela Catanese, anche la disfunzione erettile in età giovanile compresa tra i 25 e i 40 anni.

Secondo infatti gli ultimi dati a disposizione raccolti dall’Osservatorio nazionale a maggio 2019, aumentano in Italia i fenomeni di abuso di alcol e sono soprattutto gli uomini, anche in Sicilia, a distinguersi per questo tipo dipendenza.

Si calcola che sono nel complesso 8,6 milioni gli italiani considerati bevitori a rischio, gruppo nel quale si inseriscono i bevitori binge e coloro che consumano molto alcol fuori dai pasti.

Tra i fenomeni in netto aumento c’è infatti quello del binge drinking soprattutto tra i giovanissimi, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, che consumano molti superalcolici (fino ad oltre 45 unità alcoliche) in un lasso di tempo molto breve al solo scopo di ubriacarsi: sono infatti circa 700 mila i minori a rischio.

I dati Istat 2018 registrano tra l’altro un incremento del consumo di alcol dagli 11 anni in poi, dei quali il 66,8% ha ammesso di fare un forte consumo di alcol.

Il consumatore cronico di alcol, per definizione, è colui che consuma 20-21 unità alcoliche (che corrispondono a 12 grammi di alcol) a settimana. E sono molto pochi coloro che hanno consapevolezza delle ricadute che l’alcol può avere sulla sfera sessuale, spesso utilizzato al contrario come disinibitore.

«Il consumo cronico di alcol- spiega l’endocrinologa Simona Merlino- modifica completamente la sua metabolizzazione a livello del fegato. Accade che le cellule epatiche, affaticate dal dover ripulire il fegato dall’eccesso di alcol, presentano un accumulo di acidi grassi che si manifesta con la steatosi epatica, in parole povere l’ingrossamento del fegato».

Un aspetto da non sottovalutare perché alla steatosi si associa l’incremento della resistenza all’insulina e un accumulo di grasso sull’addome. Ed è proprio qui il focus in quanto “nel grasso viscerale agisce l’aromatasi, un enzima che, sia negli uomini che nelle donne, converte due ormoni androgeni (l’androstenedione e il testosterone) in estrone ed estradiolo, ormoni sessuali femminili.

«Ecco perché- prosegue Merlino- spesso, per esempio, nei consumatori abituali di alcol si verificano episodi di ginecomastia, ossia l’ipertrofia delle ghiandole mammarie».

La riduzione della produzione di testosterone si verifica sia a livello dell’ipofisi ma anche a livello proprio dei testicoli. “Qui i metaboliti dell’alcol aggrediscono e alterano la membrana delle cellule deputate alla produzione di testosterone e quelle deputate alla spermatogenesi. Il risultato è un decremento della potenzialità erettile ma anche della fertilità».

Da sottolineare che il danno a livello testicolare si può sviluppare in situazioni non solo croniche ma in seguito anche a fenomeni da binge drinking, di cui sopra, a causa dell’assunzione prematura di alcol. Prima dei 15 anni infatti il fegato non è ancora capace di sintetizzare l’etanolo.

La riduzione di testosterone per abuso di alcol influenza le tre componenti principali che determinano una buona erezione «in quanto incide sulla fertilità, influenza la quantità e la qualità dello sperma ma agisce anche sul desiderio», spiega l’urologa Angela Catanese.

A conferma di ciò uno studio del 2017 pubblicato sul Rebrod Biomed On line, eseguito su 16395 pazienti e dal quale è emerso che, ad un aumento del consumo di alcol, soprattutto nei bevitori cronici, si riduce il volume e la qualità del seme.

Intervenire fin da giovani e giovanissimi è possibile a partire da un cambiamento dello stile di vita. È fondamentale quindi «dopo un ampio counseling– sottolinea Catanese- Far capire soprattutto ai ragazzi tra i 15 e i 20 che l’alcol è un vero e proprio nemico dell’attività sessuale. Diverso il caso degli uomini tra i 30 e i 40 anni  a cui è possibile somministrare una terapia farmacologica e solo dopo un’adeguata valutazione del quadro clinico».

Non tutti i casi di disfunzione erettile sono determinati da un abuso di alcol ed è proprio il consulto con lo specialista, coadiuvato talvolta anche dalla presenza del partner, a permettere una corretta diagnosi. «È forte infatti l’impatto psicologico della visita sia nel parlare della problematica in sé sia nella confessione di un consumo cronico di alcol ed è quindi necessaria- conclude l’urologa- una serie di sedute per poter infine eviscerare il problema».

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