Dal palazzo

L'esclusiva di Insanitas

Direttori generali della Sanità siciliana, al via i primi ricorsi degli esclusi

Già sarebbero una decina, tra quelli non compresi nell'elenco dei maggiormente idonei. Ecco le motivazioni e la spada di Damocle che incombe insieme al giudizio dell'Ars.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Da un lato la spada di Damocle costituita dall’Ars, dall’altro il via ai primi ricorsi al Tar degli esclusi: si addensano nubi tempestose sulle nomine dei nuovi vertici della Sanità siciliana, che potrebbero ritardare ulteriormente il passaggio dallo status provvisorio di commissario straordinario a quello di direttore generale e causare perfino l’annullamento dell’intera procedura di selezione e nomina.

I RICORSI

Insanitas, infatti, ha avuto notizia di ricorsi già avviati da parte di una decina- almeno finora- di aspiranti manager esclusi dall’elenco dei 49 “maggiormente idonei” stilato dalla commissione giudicatrice: si tratta, cioè, di coloro che sono stati compresi in un secondo elenco, in quanto valutati sì idonei ma in pratica non abbastanza da potere concorrere alla nomina di dg.

Secondo quanto appreso da Insanitas sotto accusa c’è anzitutto proprio questa esclusione. Una contestazione mossa facendo riferimento all’avviso pubblico di selezione dove, si sostiene tra le motivazioni di alcuni ricorsi, «c’è anche un passaggio apparentemente poco chiaro in cui si legge: “L’indizione del presente avviso dà luogo ad una procedura selettiva a carattere non comparativo, volta ad individuare i soggetti maggiormente idonei al conferimento dell’incarico di Direttore Generale che l’Assessore regionale della salute propone alla Giunta regionale per la nomina …”.

Ebbene, secondo i ricorsi «la scelta dei “soggetti maggiormente idonei” è riferita all’assessore non alla Commissione. Cioè, al termine della selezione “non comparativa”  e dunque senza liste A e B operata dalla Commissione, sarà l’assessore a proporre alla giunta quelli che riterrà maggiormente idonei. Questo significa questa frase. Il soggetto infatti è l’assessore. Anche qui dunque si è ingenerato un grosso equivoco. Ma la testa al toro la taglia la successiva precisazione, in cui lo stesso Avviso precisa che la rosa finale di idonei va fatta dalla Commissione “senza dare luogo alla formazione di graduatoria”. È questo il chiarimento inequivocabile che sgombra il campo da ogni dubbio interpretativo».

Non c’è solo il tema dei maggiormente idonei: alcuni ricorsi fanno leva anche sulla composizione della commissione di valutazione, che sarebbe  «male assortita», poichè composta  «da tre medici e tutti di area medica», lasciando fuori  «le necessarie competenze di ordine giuridico/amministrativo e finanziario importantissime nella gestione di aziende sanitarie». Secondo i ricorrenti, «questi temi durante i colloqui non sono stati trattati».

Si tratta, lo precisiamo bene a scanso di equivoci, di considerazioni di parte e che quindi dovranno essere verificate e appurate nell’esame dei ricorsi accogliendole o meno. Così come dovrà avvenire per altri contestazioni: ad esempio,  la procedura selettiva sarebbe «gravemente viziata dalla mancata identificazione dei singoli candidati attraverso documento di identità in corso di validità».

Ed ancora: «La durata media di ogni colloquio era compresa tra i dieci e i venti minuti, assolutamente insufficienti per rispondere al mandato selettivo» e  «i temi trattati nei colloqui ricadevano in un ambito molto ristretto: quello relativo all’esperienza lavorativa dei commissari che veniva agganciata alle note curriculari. Di fatto si è parlato in assoluta prevalenza solo di DM70, DM 77, di Emergenza e 118. E tutto il resto dell’universo mondo sanitario sotto il profilo manageriale?».

La distinzione in due gruppi, come detto, secondo i ricorrenti  «è arbitraria e non è sostenuta da motivazioni plausibili supportate dai giudizi di sintesi». Ci sarebbe pure il caso di candidati che hanno ricevuto complimenti durante la propria prova “per poi ritrovarsi relegati in fascia B”.

La spada di Damocle dell’Ars

Come detto, insieme ai ricorsi è in corso pure l’esame all’Ars. La Commissione “Affari Istituzionali” dopo la seduta del 21 febbraio ha riassunto in una delibera- visionata da Insanitas- la richiesta di “integrazione documentazione” all’assessorato regionale alla Salute. L’obiettivo dei deputati dell’Ars è “la realizzazione di una compiuta fase istruttoria” per poi esprimere il proprio parere sulle nomine dei nuovi dg.

Ecco le richieste della Prima Commissione:

1) eventuali valutazioni effettuate dall’Agenas  in ordine ai candidati designati.

2) eventuali valutazioni effettuate dall’assessorato regionale della Salute in merito al raggiungimento degli obiettivi annuali negli ultimi tre anni da parte dei candidati designati.

3) i verbali della commissione regionale per la selezione dei candidati idonei al conferimento degli incarichi di direttore generale presso le aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale.

4) gli elenchi dei soggetti idonei dai quali sono stati individuati i candidati designati.

5) le relazioni di fine mandato degli ultimi  direttori delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale.

 

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