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sanità siciliana

ASP e Ospedali

L'annuncio dell'assessore Gucciardi

Dipendenze patologiche, l’Asp di Trapani individuata come Centro regionale di riferimento

L'annuncio dell'assessore Gucciardi nel corso della “due giorni” organizzata sul tema a Santa Ninfa ed Alcamo. La soddisfazione del direttore generale Fabrizio De Nicola.

Tempo di lettura: 3 minuti

TRAPANI. L’Azienda sanitaria provinciale di Trapani è stata individuata come “Centro regionale di riferimento per le dipendenze patologiche”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi (nella foto) nel corso della “due giorni” organizzata sul tema dall’ASP, a Santa Ninfa ieri pomeriggio e ad Alcamo questa mattina.

Nell’aula consiliare del comune belicino, oltre all’assessore Gucciardi, erano presenti il prefetto di Trapani Giuseppe Priolo, il sindaco Giuseppe Lombardino, il direttore generale dell’ASP Fabrizio De Nicola e il prof. Gabriele Zanardi, neuropsicologo dell’università di Pavia, mentre i lavori sono stati coordinati dal responsabile del Servizio Dipendenze dell’azienda sanitaria Guido Faillace. Il prefetto ha presentato il tavolo tecnico interistituzionale sulla prevenzione delle dipendenze istituito dalla prefettura, coordinato dal vice prefetto Rosaria Mancuso.

«Un riconoscimento importante per la nostra azienda- ha detto De Nicola- che svolge da tempo un’opera attiva nella prevenzione delle dipendenze patologiche, sia da sostanze, come alcool, droghe, che da comportamenti, come il gioco d’azzardo patologico o la dipendenza da internet. Cerchiamo di intervenire già nella popolazione adolescenziale, target ad alto rischio di stili comportamentali che possono condurre a dipendenze patologiche. Ma nell’ambito della prevenzione operiamo anche in tutti quegli aspetti sanitari che riguardano la violenza sulle donne, il cyberbullismo, la salute mentale dei migranti, i disturbi del comportamento alimentare, i bambini con deficit di attenzione e iperattività, fino all’autismo”.

Ad Alcamo, presente anche il primo cittadino Domenico Surdi, è stata presentata una indagine campionaria, realizzata dal Ser.T. in collaborazione con I’Università degli Studi di Pavia, e approvata dal Comitato etico aziendale, su “Valutazione dei livelli di fragilità comportamentale adolescenziale attraverso uno studio epidemiologico nelle scuole del Distretto sanitario di Alcamo”. L’indagine è stata effettuata presso le seguenti scuole: Istituto di istruzione secondaria superiore “G. Ferro”; Liceo statale “V. F. Allmayer, Istituto tecnico economico e tecnologico “G. Caruso” e Istituto di istruzione secondaria superiore “P. Mattarella – D. Dolci.

ll numero totale di soggetti appartenenti agli istituti del Distretto sanitario di Alcamo, presi in esame nella fase iniziale dello studio (pretest), sono pari a 2.882 e suddivisi in 151 classi. Di questi, dopo l’intervento psico-educativo, sono stati scartati i soggetti a cui non e stato possibile somministrare i re-test. Ne risulta, pertanto, un campione totale di 2103 studenti.

«Lo studio epidemiologico di coorte- ha spiegato Faillace- ha voluto esplorare in maniera estesa gli stili di vita e relazionali di un gruppo di adolescenti, nel tentativo di individuare e descrivere la presenza di comportamenti ritenuti a rischio. Rilevare la percezione di ciò che viene considerato più o meno interessante e attrattivo (utilizzo di alcol, sigarette, sostanze stupefacenti, etc.), comprendere il significato pratico e simbolico di alcune azioni (relazioni sociali, social network, atteggiamenti di gruppo), conoscere le valutazioni in merito ad alcuni aspetti socio relazionali (chi viene percepito come influente, la relazione con il denaro, comportamenti di coping) potrebbe suggerire indici di fragilità nei confronti delle dipendenze, in particolare quelle cosiddette withoutdrugs».

In tal senso nella ricerca è stata inserita una valutazione standardizzala della presenza di gambling (gioco d’azzardo), per osservare sia la portata del fenomeno che eventuali correlazioni con i comportamenti e le attitudini del campione. «Si è voluto inoltre analizzare- ha concluso Faillace la possibile modificazione dei profili ottenuti attraverso l’offerta di un programma psicoeducativo che potesse formare ed informare circa gli automatismi e le correlazioni dei comportamenti a rischio».

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