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Dietologo, dietista e biologo nutrizionista: ecco quali sono le differenze…

24 Marzo 2016

Ancora oggi c’è molta confusione nell'indicare queste tre figure professionali: cerchiamo di fare un po’ di chiarezza...

Dott.ssa Floriana Farinella, Dietista

Dietologo, dietista e biologo nutrizionista: quali sono le differenze?

Ancora oggi c’è molta confusione e le differenze tra queste figure professionali sono sfuocate, per cui cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Il Dietologo ha una laurea in Medicina e Chirurgia, e una specializzazione di quattro anni in Scienze dell’Alimentazione. Si tratta quindi di un medico, dotato di responsabilità cliniche che permettono di fare diagnosi di patologie e prescrivere farmaci e diete.

Il Dietista ha una laurea in Dietistica, che fa parte delle lauree sanitarie triennali della facoltà di Medicina e Chirurgia.

L’accesso al corso di laurea è a numero chiuso, e prima della discussione della tesi è obbligatorio superare l’esame di stato che consente l’esercizio della professione.

La legge lo definisce «l’operatore sanitario competente per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione, compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all’attuazione delle politiche alimentari» (Decreto Ministeriale 14/09/1994).

In pratica, il dietista è un professionista specializzato, che si occupa di promuovere e curare l’alimentazione e la nutrizione in situazioni fisiologiche e patologiche: dall’elaborazione di piani dietetici terapeutici personalizzati (su prescrizione medica attestante la diagnosi) alla stesura di menù per gruppi di sani o malati (ristorazione collettiva per mense e comunità) fino alla progettazione e alla realizzazione di attività didattiche, educative e informative.

Non può prescrivere farmaci o fare diagnosi.

Il Biologo nutrizionista è in possesso di una laurea di cinque anni ed esercita la professione solo dopo il superamento dell’esame di stato e l’iscrizione all’Albo dei Biologi.

In condizioni patologiche del paziente non può prescrivere delle diete se prima non ha ricevuto la diagnosi dal medico, per il resto può lavorare in completa autonomia così come il dietista.

Non può prescrivere farmaci o fare diagnosi.

Il campo della nutrizione è molto complesso, e il percorso di dimagrimento va ben oltre la necessità di prescrizione del medico, il calcolo delle calorie o il numero di fette biscottate a colazione.

La professionalità si basa sull’esperienza e la passione per il proprio lavoro e per il benessere del paziente, sull’aggiornamento costante, sulla capacità empatica e comunicativa, sull’intuizione dello stato psicologico di chi si trova in difficoltà, sull’abilità a motivare il percorso intrapreso dal paziente, sull’onestà, mettendo al centro la persona che cerca l’aiuto di un professionista e non il proprio titolo.

Il bravo professionista deve essere in grado di instaurare un buon rapporto con il paziente, ascoltare le sue richieste, svolgere un’accurata analisi delle vostre abitudini alimentari, valutare la composizione corporea ed educare a una corretta alimentazione, fornendo al paziente la capacità e gli strumenti per gestirsi in maniera autonoma.

Sono competenze che, indipendentemente dalla laurea, possono essere di ognuno di questi professionisti.

Pertanto è importante affidarsi a un laureato del settore, accertatevi sempre del percorso formativo di coloro ai quali vi rivolgete e verificate che siano abilitati all’esercizio della professione.

Meglio diffidare da chi promette risultati facili e veloci, diete “miracolose”, o vi obbliga ad acquistare integratori (anche se naturali) e medicinali.

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