Diagnosi dei tumori, allo Iemest di Palermo inaugurato un nuovo ambulatorio di Citoistopatologia aperto agli utenti

23 Settembre 2017

Supervisione scientifica del dott. Paolo Pirrotta. Tutti gli utili derivanti dalle prestazioni saranno reinvestiti nella ricerca scientifica.

 

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PALERMO. L’Istituto Euro-Mediterraneo di Scienza e Tecnologia (IEMEST) ha avviato le attività del Laboratorio di Citoistopatologia, una struttura moderna e funzionale dove vengono studiati i meccanismi di insorgenza delle neoplasie ed effettuate diagnosi attraverso strumentazioni all’avanguardia.

Ente di ricerca d’eccellenza senza fini di lucro ed attivo fin dal 2009, l’Istituto autofinanzia le proprie attività attraverso i fondi ottenuti per la ricerca fondamentale e industriale su vari campi, tra cui quelli più avanzati della biomedicina, delle biotecnologie e delle neuroscienze.

Presso l’Istituto L’Istituto che ha sede in via Michele Miraglia 20 (prima traversa di via Mariano Stabile salendo dal mare) opera adesso anche un gruppo di professionisti che, sotto la supervisione scientifica del Dott. Paolo Pirrotta, conduce ricerche ed effettua indagini diagnostiche sulle malattie infiammatorie croniche e sulle neoplasie. Un laboratorio quindi in grado di coniugare l’esperienza dei ricercatori con quella di medici di varie branche tra cui la gastroenterologia e l’anatomia patologica.

«Ci è parso doveroso- dichiara il Dott. Pirrotta- fornire ai pazienti un patrimonio di risorse umane e tecnologiche per effettuare un esame citologico o istologico. Progetto altrettanto ambizioso è quello di mettere il nostro servizio a disposizione di professionisti oltre che di aziende sanitarie pubbliche e private che sentano la necessità di arricchire i propri processi aziendali con una nuova attività capace di dare sicuro valore aggiunto quelle esistenti».

Tra gli studi condotti, di particolare importanza sono quelli sulle neoplasie del tratto gastroenterico. Molte di queste insorgono su lesioni preneoplastiche che interessano i cosiddetti “polipi”. «Oggi è davvero importante fare una corretta prevenzione delle neoplasie del colon-retto- dichiara il Dott. Pirrotta- attraverso le campagne di screening regionali, ma è altrettanto vero che la prevenzione passa attraverso un adeguato esame endoscopico del colon (“colonscopia di qualità”) e un’adeguata diagnosi istologica delle lesioni eventualmente asportate. Analoga attenzione merita la valutazione istologica delle lesioni dell’esofago e dello stomaco, alcune delle quali sono da considerare predisponenti a neoplasie maligne. La qualità di vita di questi pazienti passa attraverso un’adeguata valutazione endoscopica ma soprattutto una corretta diagnosi e stadiazione istologica che diventa guida insostituibile per lo specialista al fine di impostare un corretto follow up o una terapia chirurgica adeguata».

Oltre a esami diagnostici di biopsie e polipi del canale alimentare, il laboratorio può effettuare numerose altre prestazioni tra cui esami di neoformazioni della cute, dell’apparato riproduttivo maschile e femminile, delle vie urinarie, della mammella, dei tessuti emolinfopoietici e altro ancora.

«Questo laboratorio si propone di interagire con altre realtà sanitarie del territorio al fine di estendere la possibilità di effettuare studi e ricerche cliniche in condivisione con queste strutture, impiegando la professionalità dei medici che vi operano e le competenze dei nostri ricercatori- aggiunge Pirrotta- Infatti, stiamo vivendo un momento storico in cui sempre più la formazione dei medici si sposterà nelle strutture di eccellenza presenti nel territorio ed è necessario coniugare la professionalità di chi ha sempre operato nel campo della ricerca con quella di chi si è speso nell’ambito della salute pubblica per essere meglio preparati ad affrontare questa sfida. Infine ci piace sottolineare che tutti gli utili derivanti dalle prestazioni offerte dal laboratorio ai cittadini saranno reinvestiti nella ricerca scientifica. Puntare quindi sul laboratorio di Citoistopatologia dello IEMEST significa anche contribuire direttamente a sostenere la ricerca portata avanti da giovani ricercatori siciliani».

 

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