depenalizzazione della responsabilità medica sentenza

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Diritto e salute

Depenalizzazione della responsabilità medica, approvata alla Camera uno norma che prevede soluzioni stragiudiziali

La mozione di maggioranza impegna l’esecutivo a modificare il codice penale in materia di responsabilità medica. L'opinione di Toti Amato

Tempo di lettura: 3 minuti

di Marta Cianciolo

Nel corso della seduta del 9 gennaio scorso, la Camera ha approvato una mozione di maggioranza che pone paletti precisi alla responsabilità penale dei medici. Con 252 voti a favore e 35 contrari, infatti, la mozione di maggioranza impegna l’esecutivo a modificare il codice penale in materia di responsabilità medica, prevedendo la ricerca di soluzioni alternative e stragiudiziali alla composizione delle controversie che vedono coinvolti i professionisti sanitari.

Con tale mozione il Governo si impegna, in particolare, come si legge nel testo della proposta: “Ad adottare ogni iniziativa, anche a carattere normativo, volta a bilanciare l’esigenza di salvaguardare gli operatori sanitari da iniziative giudiziarie arbitrarie e ingiuste con la necessità di tutelare i diritti dei pazienti che si ritengano danneggiati da episodi di negligenza medica, prevedendo la non punibilità del personale esercente le professioni sanitarie per le condotte colpose e rafforzando le disposizioni e  le procedure relative all’accertamento delle eventuali responsabilità civili e amministrative del personale sanitario e delle strutture ospedaliere”.

Si tratta, in buona misura, della previsione di limitare la responsabilità penale dei medici predisponendo modifiche al codice penale. L’obiettivo è anche quello di introdurre, accanto al ricorso alla via giudiziaria, un sistema di risoluzione alternativo delle controversie, anche valutando l’opportunità di istituire presso ogni centro regionale una commissione indipendente e imparziale per comporre in via stragiudiziale le controversie tra i pazienti che hanno usufruito di prestazioni sanitarie e il soggetto che le ha erogate.

La mozione, inoltre, impegna il Governo anche sul fronte di un aperto confronto con le organizzazioni sindacali e le associazioni che rappresentano le categorie interessate, per valutare l’opportunità di introdurre un trattamento economico differenziato per alcuni specializzandi o altre modalità utili a sopperire alla carenza di infermieri e di medici specializzati in alcuni ambiti.

Tale intervento è teso a trovare risposte concrete alle preoccupazioni della categoria, le quali sono state accolte in premessa al testo della mozione. Si legge, infatti, come la relazione medico-paziente negli ultimi anni si sia deteriorata, portando alla diffusione della pratica denominata “medicina difensiva”, che consiste in una serie di azioni con finalità elusive e di astensione da parte del personale sanitario, contribuendo, altresì, alla riduzione dell’interesse verso specialità considerate rischiose o incarichi rischiosi, come quelli in pronto soccorso, con conseguente riduzione del personale sanitario in alcuni ambiti considerati meno appetibili. Ciò comporta inevitabilmente l’aumento di situazioni di stress per chi vi opera, dovuto a turni massacranti, sia il rischio di errore, che a sua volta alimentano la perdita di fiducia dei pazienti, ritenendo necessario un intervento normativo in tal senso.

“E’ un passaggio voluto dalla Federazione nazionale medici – affermato il Presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo Toti Amato – di tale proposta si era anche discusso nel corso di un incontro tenutosi a Palermo. L’Italia, insieme alla Polonia e al Messico, è il Paese in cui bisogna passare nell’ambito giudiziario penale per richiedere un risarcimento medico, per poi avere giustizia dopo una decina di anni. Questa opzione approvata dalla Camera è anche importante dal punto di vista del dato umano, sia per il cittadino ma anche per chi subisce indagini e iter giudiziario. Altro aspetto importante – ha aggiunto il Presidente – è che per evitare il penale i medici adottano la medicina difensiva, ad esempio i ginecologi che preferiscono effettuare un parto cesareo per evitare di incorrere in controversie giudiziarie, e questo comporta indubbiamente dei costi notevoli. Questi due punti sono molto importanti e dobbiamo credere che sia un risultato positivo al quale non pensavamo si arrivasse in tempi così brevi”.

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