Decreto Balduzzi, l’appello del presidente nazionale dell’Aiop: «Così è troppo rigido, sia modificato»

27 Maggio 2017

L'intervento di Gabriele Pelissero durante l'assemblea generale a Palermo.

 

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PALERMO. «Aiop  auspica che il decreto Balduzzi possa essere revisionato, al fine di renderlo più elastico nella sua implementazione e dare la possibilità a ciascuna Regione di tenere conto delle peculiarità locali e della importante componente privata».

Parola del presidente nazionale dell’Aiop, Gabriele Pelissero (nella foto), intervenuto a Palermo durante l’assemblea generale. «Nell’intenzione del legislatore il D.M. 70/15 avrebbe dovuto rendere prioritarie la definizione sull’intera rete nazionale di standard qualitativi sicuri e una riorganizzazione tesa ad un uso appropriato delle risorse disponibili- ha aggiunto- Tuttavia, la sua applicazione, nel vivo delle realtà sanitarie italiane, ne ha mostrato alcune importanti criticità, prima fra tutte l’estrema rigidità del criterio che vincola la programmazione ospedaliera regionale nel rapporto con gli erogatori privati per i quali, alcuni indicatori, non sono idonei a verificarne la effettiva qualità».

Inoltre Pelissero ha sottolineato: «La componente privata rappresenta una risorsa che non va dispersa, in quanto  promotore di efficienza e servizi in tutto il Paese nell’interesse dei cittadini. Ritengo che, di fatto, quanto avvenuto in Sicilia rappresenti la dimostrazione concreta che con il dialogo, con il buon senso e con un po’ di flessibilità il Dm 70 possa essere implementato senza troppi traumi».

Secondo l’Aiop, il decreto Balduzzi «non appare orientato a favorire il pluralismo degli erogatori ed attua una visione particolarmente penalizzante per le piccole strutture ospedaliere, limitatamente a quelle di diritto privato. Inoltre, non assicura una gradualità del processo di riorganizzazione secondo il modello hub and spoke e non considera le numerose realtà sanitarie intermedie frutto anche di investimenti sostanziosi».

Sempre in occasione dell’Assemblea Aiop a Palermo, ecco la replica di Davide Faraone e l’intervento di Barbara Cittadini.

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