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La deputata: «Chiederò l'accesso agli atti»

Declassamento di Villa Sofia- Cervello, Di Vita: «Motivazioni incomprensibili e rischi pure per i pazienti»

La deputata nazionale: «Chiederò l'accesso agli atti»

Tempo di lettura: 2 minuti

ROMA. «Il declassamento di Villa Sofia- Cervello, al momento pure senza direttore sanitario, è una difficoltà seria per l’assistenza ai casi di emergenza-urgenza». Lo afferma la deputata nazionale Giulia Di Vita (nella foto), intervenendo sulla protesta che stamattina è sfociata pure in un’assemblea pubblica convocata dai sindacati (leggi qui) contro quanto previsto dalla nuova rete ospedaliera siciliana.

«Gli ospedali di primo livello non possono trattare patologie come infarto, ictus, politrauma- aggiunge la deputata- Ciò comporta che i pazienti corrano seri rischi durante il trasferimento in ambulanza verso un altro ospedale, nonostante Villa Sofia sia ben attrezzata e punto di riferimento per Palermo e provincia».

Da qui la sua presentazione di una richiesta di accesso agli atti per individuare il documento che impone il declassamento degli ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello: «Sembra che l’azienda ospedaliera venga declassata perché un provvedimento impedisce agli Ospedali riuniti di essere a distanze maggiori di 500 metri- spiega Di Vita- Eppure non c’è nessun documento da cui si evince questo. Quindi chiederò nei prossimi giorni di avere questo atto che non è pubblico».

Inoltre la deputata ha presentato anche un’interrogazione al ministro per la Salute, Beatrice Lorenzin, sulla vicenda della doppia versione del documento della rete ospedaliera, basandosi sul fatto che il testo approvato in Commissione Sanità dall’Ars sarebbe diverso da quello presentato al ministero. «L’assessore Gucciardi sostiene che non vengano chiusi 90 reparti ma 90 unità operative senza causare riduzioni del personale ma dei posti letto, che invece vengono aumenti per i privati», aggiunge Di Vita che solleva un altro problema: «Come si fa a gestire gli esuberi che derivano dalla chiusura di 90 reparti e allo stesso tempo assicurare nuove assunzioni?».

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