Dal palazzo

L'intervista

DASOE, Requirez: «Ecco gli obiettivi raggiunti e quelli in programma»

Il dirigente generale del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico illustra anche il nuovo strumento di valutazione delle performance del personale sanitario.

Tempo di lettura: 11 minuti

PALERMO. Formazione sanitaria, prevenzione, medicina veterinaria, osservatorio epidemilogioco, qualità e rischio clinico: sono solo alcuni degli ambiti di intervento del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’assessorato regionale alla Salute, guidato da Salvatore Requirez (nella foto di Insanitas), che nel 2023 ha pure avviato un nuovo strumento di valutazione delle performance del personale sanitario.

Che anno è stato il 2023 per il Dasoe?
«È stato difficile perché si è trattato di rimettere in moto una macchina che negli ultimi anni aveva sofferto di una guida discontinua e travagliata. È servita un’attenta opera di coordinamento che guardasse sinotticamente alla complessità delle competenze dipartimentali e, al contempo, ai relativi obiettivi assessoriali. Ci siamo riusciti- in un periodo in cui assolvevo anche il compito di dirigere ad interim il Dipartimento di Pianificazione Strategica- grazie all’impegno e alla professionalità dei capi area e dei capi servizi del Dipartimento unitamente a tutti i loro collaboratori, tenuto conto anche della ristrettezza di organico corrente. A loro va la maggior parte del merito. Poi siamo passati alla fase di introduzione di funzioni innovative e di nuove operatività in linea con il disegno di riallineamento della Sicilia ai migliori livelli del panorama nazionale rispetto alle competenze del livello regionale».

Quali sono i risultati ottenuti nella formazione sanitaria?
«L’avvento della dott.sa Furnari ha consentito, in primis, una generale revisione del sistema di regole inerente alle numerose attività connesse. Nasce così l’adeguamento normativo 2023 dei corsi OSS (D.A. 193 e 195/2023). Si è passati poi a una nuova convenzione per la Scuola di Formazione specialistica Medicina Generale per il triennio 2022/25 e alla gestione dei relativi concorsi in collaborazione con l’Ordine dei medici e Odontoiatri di Palermo. Sono state condotte a termine tutte le procedure che riguardano il PNRR e i relativi fondi: borse di studio scuole di specializzazione universitarie, borse di studio per i Medici di Medicina Generale, la grande convezione con il CEFPAS per il Piano Formativo Infezioni Ospedaliere (7 mln di euro) rivolto a tutto il personale del SSR, probabilmente il più grosso programma mai condotto dalla Regione in questo settore. Sempre con il CEFPAS ha preso corpo il nuovo Corso di Formazione Manageriale. Senza dimenticare che nel frattempo sono stati accreditati oltre 100 Enti per corsi OSS e sono stati determinati i fabbisogni universitari per le professioni sanitarie (30 specialità)».

Novità ci sono state anche sull’Igiene Pubblica…
«Anzitutto l’edizione del nuovo Calendario Vaccinale in armonia con il Piano vaccinale regionale. In questo ambito si cala anche l’accordo per le attività di vaccinazione con i MMG e i Farmacisti. A latere la sempre insidiosa gestione degli inconvenienti igienico-sanitari registrati nel SSR, i provvedimenti in materia di Covid 19, di balneazione per la stagione 2023, di applicazione del mega progetto ministeriale denominato PanFlu».

Per quanto riguarda la prevenzione primaria?
«Importanti la creazione della Rete delle scuole per la promozione di salute e il nuovo Protocollo d’Intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale. Penso anche al nuovo accordo con il CONI per la medicina sportiva rifondando la commissione di appello regionale. Ci sono pure la ricostituzione dell’Osservatorio regionale Tossicodipendenze e la riformulazione dei tavoli tecnici regionali inerenti alle: Dipendenze patologiche, GAP, SVIMED (alimentazione e stili di vita), incidenti stradali, prevenzione del disagio psichico giovanile, malformazioni odontoiatriche e patologie del cavo orale. A latere è stata condotta la trimestrale valutazione di progetti di educazione alla salute e relativa erogazione di contributi regionali nonché la gestione dei progetti di Piano Sanitario Nazionale competenti».

C’è anche il tema della prevenzione secondaria…
«Con il monitoraggio degli screening oncologici principali e degli screening neonatali. Fattore importante: l’introduzione di nuovi screening e cioè quelli relativi all’HCV (Epatite C), al Carcinoma del Polmone, alla SMA (atrofia muscolare spinale). Da sottolineare con particolare soddisfazione che nel 2023 il DASOE ha ottenuto già in prima battuta la Certificazione Ministeriale per i Livelli Essenziali di Assistenza per la Prevenzione. Il Centro Regionale Sangue ha prodotto il complesso D.A. Regionale sulla istituzione dei requisiti minimi dei Centri Trasfusionali che operano in Sicilia secondo logiche in linea con il Piano Sangue Regionale. Ha curato altresì il sistema informativo regionale delle attività trasfusionali, le attività di emo-vigilanza e il monitoraggio e verifica dell’utilizzo appropriato degli emocomponenti e dei farmaci plasma derivati, nonché il coordinamento della rete regionale di talassemia».

Sul settore relativo alla Medicina veterinaria e Sanità alimentare?
«Sono state prodotte direttive sulla prevenzione e il controllo della Brucellosi e della tubercolosi negli allevamenti. È stato monitorato il fenomeno del randagismo. Ha assicurato la vigilanza sugli stabilimenti che utilizzano sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano e curato gli aspetti di vigilanza sull’igiene della produzione, trasformazione, conservazione, commercializzazione e trasporto degli alimenti ivi comprese le bevande e sulle acque destinate al consumo umano e acque minerali».

Quali risultati sono stati conseguiti dall’Organismo Tecnicamente Accreditante?
«Ha portato a compimento la complicata vicenda sulla revisione sistema delle tariffe e ha prodotto un tempestivo aggiornamento dei processi autorizzativi (D.A. 714/2023) per le strutture sanitarie. Ha inoltre definito le modalità di selezione dei valutatori, il loro reclutamento e le modalità di relativa formazione. Garantita pure l’organizzazione e la realizzazione dei corsi e la costituzione ed aggiornamento dell’elenco regionale dei valutatori per l’accreditamento».

Gli obiettivi raggiunti dalla Ricerca e Internazionalizzazione e dalle ispezioni e vigilanze?
«Nel primo caso il servizio ha stipulato diverse convenzioni per studi e ricerca con prestigiosi istituti nazionali ed esteri. Ha inoltre prodotto il D.A. che istituisce la Commissione Tecnica Ricerca Sanitaria ex l.r. n.7/2014 nonché il D.A. che nomina la Rete dei Referenti per la Telemedicina. Per quanto riguarda ispezioni e verifiche, ne sono state condotte decine di 1° livello sia a carattere sanitario che tecnico-amministrativo, in ordine alle attività espletate dalle Aziende ed Enti sanitari sottoposti a vigilanza dell’Assessorato Regionale della Salute».

Molto attivo anche l’Osservatorio Epidemiologico Regionale…
«Da tempo conta su un gruppo operativo di grande efficienza e su una rete di collaborazione molto bene organizzata presso le aziende. A latere delle funzioni documentative e di registro storicamente competenti ha prodotto l‘istituzione del tavolo tecnico permanente sulla Promozione della salute materno-infantile e riproduttiva nei primi 1000 giorni nonché il D.A. sulla Istituzione del Sistema regionale di protezione della salute dai rischi ambientali e climatici (GURS 20 ottobre 2023). Inoltre ha ripreso la pubblicazione del Bollettino Epidemiologico Regionale. Da anni tiene sotto controllo lo stato di salute e analisi dei bisogni e delle priorità di intervento a livello regionale. Ha curato, inoltre, la stima del carico di malattia e analisi della domanda nonché la sorveglianza sugli indicatori e sui determinanti di salute».

Quali innovazioni sono state introdotte nel sistema regionale?
«In particolare il Servizio 8 Qualità e rischio clinico ha prodotto in pochi mesi l’apertura di nuovi Tavoli Tecnici che riguardano: la Medicina di Genere, l’approccio terapeutico e assistenziale alla Psoriasi, la Nutrizione nel paziente oncologico, il Piano nazionale di Contrasto all’Antibiotico Resistenza, il PDTA per le patologie a carico delle valvole cardiache e quello relativo agli Heart Valve center e, novità assoluta anche in campo nazionale, il nuovo sistema di valutazione delle performance espresse dalla dirigenza sanitaria medica che opera nel Servizio Sanitario Regionale. Oltre ai nuovi screening il Servizio 1 ha prodotto una circolare regionale sui colpi di calore, ha curato la vigilanza sul piano di prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro e ha redatto il Piano Regionale REACH. Con questo acronimo (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) ci si riferisce al regolamento concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche. Inoltre è stato varato il Piano regionale sulla prevenzione degli episodi di violenza a carico degli operatori del servizio sanitario pubblico, argomento di pressante attualità in modo da rendere omogenee le buone pratiche su tutto il territorio regionale».

Quali gli impegni per il 2024?
«Per le liste di attesa bisognerà valutare con attività di registro se gli accorgimenti adottati con sforzo e sacrificio dal governo regionale produrranno gli effetti sperati e soprattutto mantenerli perché la attività di prenotazione sono un continuum costante da contenere nell’ambito dell’appropriatezza di setting. Per quanto riguarda la rete ospedaliera, bisogna finalmente programmare su base rigorosamente tecnica. In questo l’apporto della valutazione delle attività sanitarie espresse- e di quelle non espresse- recita un ruolo non solo importante ma decisivo. Impossibile pensare ad una rete ospedaliera efficiente che non tenga delle storiche sofferenze di offerta del nostro sistema: affollamento dei pronto soccorso, bacini di fuga provinciali per prestazioni di media complessità, ricognizione analitica della mobilità sanitaria fuori regione per prestazioni normalmente erogate in Sicilia, ingorgo degli ambulatori dei presidi ospedalieri, corretta gestione dei follow up, liste di attesa per interventi di elezione distinte per provincia, necessità della rete per l’emergenza, offerta in linea con gli indici demografici per patologie cronico degenerative (tumori compresi) etc. In poche parole: una serena analisi del bisogno di salute presente nella regione. Per questo lavoreremo in sinergia con il DPS».

Fondamentale anche la comunicazione sanitaria…
«Proprio così, interverremo con impegno e senso di collaborazione con le strutture aziendali specifiche e con gli stakeholder. Il ricco patrimonio di servizi offerti dal SSR, dalle attività correnti alle best practice, deve essere promosso, divulgato e condiviso a tutti i livelli».

Quali ostacoli per una programmazione basata su questi indicatori che, per la verità, si possono utilizzare da tempo?
«Uno tra tanti: la difficoltà a superare le logiche di tutela della posizione rispetto alla rigorosa analisi del bisogno sanitario vero. Mi spiego: non parlo di presidi ospedalieri né di ambulatori ma di strutture complesse e dipartimentali. Vanno riviste in funzione delle reali necessità perché vanno costruite per rispondere al bisogno espresso e non intorno ai titolari interessati. Tale resistenza non è ancora superata ma il riequilibrio di sistema che guardi con coscienza alle zone carenti è la condizione affinché uno dei capisaldi della prima riforma sanitaria (la legge n.833/1978) cioè la equa accessibilità alle discipline essenziali non rimanga un puro miraggio. Per questo vaglieremo con grande attenzione anche gli atti aziendali che verranno redatti all’insediamento dei nuovi Direttori Generali delle aziende sanitarie».

Altri programmi del DASOE?
«Tanta carne al fuoco. Incrementare le percentuali di adesione al calendario vaccinale e la partecipazione della popolazione agli screening, puntare sulla prevenzione primaria anche negli ambienti di lavoro. E poi filtrare e dare supporto concreto ai Piani aziendali della Formazione che devono promuovere, finalmente, la vera crescita degli operatori, ed aumentare la qualità e il livello di complessità delle performance. Il contenimento della migrazione sanitaria passa anche da questo, dalla diffusione sempre più ampia di prestazioni di livello. Sono fiducioso: penso di poter contare sulla qualificata collaborazione di prestigiosi enti come il CEFPAS e l’Ordine dei medici».

C’è purtroppo la “fuga dei medici” dal servizio sanitario pubblico…
«Argomento di estrema delicatezza. Sono convinto che il disagio a più livelli espresso dai colleghi del settore pubblico sia una delle prove che le prerogative aziendali di gestione delle risorse umane non siano state utilizzate appieno, e non mi riferisco solo alle logiche di premialità. Non è solo un fatto di trattamento economico di base. I medici sono per lo più insoddisfatti dalle dinamiche di valutazione del loro lavoro, dell’apprezzamento del loro impegno. L’appiattimento dei giudizi espressi, per contratto, solo in chiave generale senza guardare al cuore delle performance prodotte dai singoli crea malcontento. Bisogna saper riconoscere il merito di chi si distingue per livelli di complessità operativa e per i risultati che porta. Bisogna saperlo coinvolgere nelle azioni di programma orientate ad obiettivi comuni. Esattamente quel che fa il settore privato che, guarda caso, apre le porte ai migliori».

Il DASOE ha avviato un nuovo strumento di valutazione delle performance del personale sanitario
«La fase sperimentale avviata nel 2023- che sarà allargata nel 2024- prevede l’analisi sotto il profilo professionale, gestionale, tecnico- scientifico e comportamentale. Sono strumenti da contestualizzare, al contrario di quel che avviene oggi, nelle diverse aree operative: medica, chirurgica, territoriale, dei servizi, di emergenza/urgenza e di staff. Serviranno a fare chiarezza e ad orientare con equilibrio le indennità di risultato. Se nessuno si sorprende, oggi, che da anni, ci sono operatori che producono prestazioni eccellenti nelle aziende e contribuiscono a raggiungere pienamente obiettivi aziendali legati a particolari funzioni o a registrare fatturati in misura tre o quattro volte superiore rispetto ad altri colleghi, perché ci dovremmo sorprendere davanti al riconoscimento, finalmente, di premialità economiche che considerino analoghe proporzioni? Un sistema di questo tenore, che applichi veramente logiche manageriali di merito, forse fugherebbe molti dubbi negli operatori tentati dal salto verso le sponde del privato».

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