tecnici riabilitazione psichiatrica

Dall’intrattenimento alla rieducazione, com’è cresciuto il ruolo dei Tecnici della riabilitazione psichiatrica

29 Ottobre 2020

Intervista alla dottoressa Martina Trapolino, giovane componente della Commissione d'Albo di tecnici della riabilitazione psichiatrica di Palermo

 

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Chi sono e cosa fanno i Tecnici della riabilitazione psichiatrica? Si tratta di una figura professionale che sta assumendo un’importanza sempre maggiore all’interno del sistema sanitario nazionale. Per rispondere a queste ed altre domande ci siamo affidati alla dottoressa Martina Trapolino, la più giovane delle componenti della Commissione d’Albo dei Tecnici della riabilitazione psichiatrica istituita all’interno dell’Ordine dei TSRM e PSTRP di Palermo.  Continua così il nostro percorso alla scoperta delle professioni sanitarie, con un nuovo approfondimento che segue le interviste già pubblicate ai presidenti delle Commissioni d’Albo dei Dietisti (leggi qui) , dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (leggi qui) e dei logopedisti (leggi qui). “Riuscire a far comprendere bene a tutti i cittadini l’articolato patrimonio di professioni che sta dentro al nostro ordine professionale è stata fin da subito una delle missioni che ci siamo posti come Consiglio – afferma il presidente dell’Ordine dei TSRM e PSTRP Gandolfo Marco Macaluso – A tal fine uno strumento sicuramente utile è quello che abbiamo deciso di affidare ai presidenti delle Commissioni d’Albo che, grazie alla particolare attenzione del vostro giornale sui temi della sanità, hanno la possibilità di fra comprendere meglio, ad una vasta platea, l’importanza di ciascuna professione all’interno del sistema sanitario nazionale che spesso viene identificato esclusivamente solo con le professioni di medico e infermiere ed invece reggersi in piedi ha il costante ed inderogabile bisogno di fare ricorso a tantissime altri professionisti che abbiamo l’onore e l’onere di rappresentare”.

Dottoressa Trapolino, qual è il compito del tecnico di riabilitazione psichiatrica all’interno del sistema sanitario nazionale?

Il tecnico della riabilitazione psichiatrica (Te.R.P.) è il professionista sanitario la cui attività professionale consiste nel fornire servizi di riabilitazione e rieducazione per gli individui affetti da disabilità psichica, quale parte di un progetto terapeutico elaborato in sinergia con l’équipe multidisciplinare, al fine di sviluppare al massimo il livello di autonomia personale e di migliorare la qualità di vita. Collabora, pertanto, con psichiatri, psicologi, assistenti sociali e altre figure professionali. Lavorando in ambito curativo/riabilitativo, il Te.R.P. partecipa all’individuazione e alla valutazione della disabilità psichica, identificando le potenzialità, analizzando i bisogni e le istanze evolutive del soggetto, rilevando le risorse del contesto familiare e socio-ambientale di riferimento. Il Te.R.P., inoltre, opera nel contesto della prevenzione primaria sul territorio, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle relazioni di rete, per favorire l’accoglienza e la gestione delle situazioni a rischio e delle patologie manifestate. Il tecnico della riabilitazione psichiatrica lavora in ambito ospedaliero, domiciliare e in tutte le strutture territoriali per il disagio psichico come centri di salute mentale, centri diurni, comunità terapeutiche riabilitative, R.E.M.S., laboratori protetti.

Le principali differenze con altre figure professionali come quella dello psicologo e lo psichiatra?

La riabilitazione psichiatrica è una materia che, negli ultimi anni, ha compiuto diversi passi avanti: è passata da semplici tecniche di intrattenimento alla riabilitazione strutturata con un suo corpus teorico e metodologico di attività che spaziano dal campo cognitivo a quello comportamentale. Il tecnico della riabilitazione psichiatrica è un professionista sanitario che esercita la sua attività al fine di ridurre gli effetti della cronicizzazione del disagio psichiatrico e di promuovere attivamente il reinserimento dell’individuo nel contesto sociale e lavorativo di riferimento. Il lavoro del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica, rispetto alle altre due figure professionali, risulta essere “dinamico”: noi entriamo di fatto nella vita del paziente lavorando “davanti la scrivania” o all’esterno; il nostro intervento mira alla presa in carico globale, prestando cura a tutte le attività di vita, al fine di creare una routine adeguata ed appagante per la persona; a partire dalla “cura di sé”, quindi dalla cura ed dall’igiene personale e del proprio ambiente, all’inserimento in contesti socio-relazionali per instaurare delle relazioni amicali con altre persone, l’affiancamento allo “studio” per quelli ancora in età scolare o che frequentano contesti universitari, fino alla ricerca operativa di attività lavorative adeguate anche in “ambiente protetto” in base alle caratteristiche ed alle risorse del soggetto.

Qual è il percorso di studi per poter fare questo lavoro?

Nell’ambito delle Professioni sanitarie della riabilitazione (classe di laurea L-SNT/2), questo corso di laurea triennale, la cui prova finale ha valore di esame di Stato abilitante all’esercizio della professione, prevede, oltre al superamento degli esami previsti dall’ordinamento didattico, un tirocinio formativo obbligatorio volto alla maturazione di specifiche abilità professionali da effettuarsi presso strutture pubbliche e/o private. Come tutti i corsi di laurea delle professioni sanitarie, il corso di laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica è a numero programmato a livello nazionale e la frequenza è obbligatoria. Conseguita la laurea di primo livello, è possibile immatricolarsi al corso di Laurea Magistrale, o di secondo livello, in Scienze riabilitative delle Professioni Sanitarie (LM-SNT/02) o frequentare Master di primo livello di specializzazione. Anche il tecnico della riabilitazione psichiatrica, come le altre figure specifiche delle professioni sanitarie, è inserito nel programma di Formazione Continua in Medicina che prevede l’obbligo di aggiornamento professionale post lauream.

I servizi territoriali, quali quelli destinati dalle ASP alla riabilitazione anche psichiatrica, in diverse parti d’Italia, inclusa la Sicilia, hanno subito un brusco stop a causa dell’epidemia da Covid 19. Com’è stato affrontato il periodo dell’emergenza e com’è adesso la situazione?

Circa il 40% dei servizi ha continuato a funzionare a regime anche durante il lockdown. Contestualmente, nonostante lo strumento tecnologico non potrà mai sostituire la persona, AITeRP, che è l’associazione di categoria di riferimento per i tecnici della riabilitazione psichiatrica, ha pubblicato delle linee di indirizzo per l’utilizzo e l’implementazione della Teleriabilitazione nella pratica clinica, nei vari ambiti: libero professionale, pubblico e del privato accreditato. Questa modalità di intervento rappresenta uno strumento aggiuntivo da utilizzare nei vari servizi, in supporto all’attuale situazione di emergenza sanitaria, nel rispetto dell’utenza a cui è rivolta e al raggiungimento degli obiettivi individuati nel Progetto Terapeutico Riabilitativo Personalizzato. Attualmente la Teleriabilitazione si inserisce nel più ampio ambito delle classificazioni dei servizi di Telemedicina, in cui la prestazione non si pone come alternativa a quella tradizionale in presenza, ma la integra per migliorare potenzialmente l’efficacia, l’efficienza e l’appropriatezza.

E’ cambiato qualcosa per voi in questo particolare periodo? C’è ora una percezione diversa della importanza del vostro lavoro?

La quotidianità ha subito delle profonde modificazioni, sia sul piano relazione che pratico. L’adozione di misure di sicurezza prescritte, quali distanziamento sociale e dispositivi di protezione individuale hanno in qualche modo inficiato il piano relazionale stabilitosi con ogni singolo utente. Venendo a mancare gesti quali la stretta di mano, la pacca sulla spalla o la percezione della mimica facciale, si è corso il rischio di incrementare quel senso di solitudine sopra citato. Per colmare questo vuoto, è stato necessario dedicare molto spazio alla parola ed al dialogo cercando di trasmettere sicurezza, rinforzando quel concetto di legame, che va aldilà del gesto e che se ben organizzato in ognuno di noi, svolge una funzione di protezione e sostegno. Sono stati attivati dei laboratori psicoeducativi, finalizzati a far acquisire agli utenti, nuove modalità comportamentali ed altresì, responsabilizzarli sulle conseguenze di ogni singola azione non in linea con le prescrizioni date. In questi giorni è ricorso l’anniversario della giornata Mondiale della Salute Mentale che ha come tema principale quello dell’accessibilità ai servizi, con l’obiettivo di accendere i riflettori sull’importanza di questa politica sanitaria a livello mondiale. A maggior ragione nell’attuale periodo caratterizzato dalla presenza del Covid-19, è aumentata la sofferenza psichica della popolazione; per tale motivo sembra necessario incrementare il numero degli operatori competenti in grado di alleviare tale sofferenza. Il tecnico della riabilitazione psichiatrica si pone in prima linea per fronteggiare il bisogno di cura delle persone. A parte alcune isolate ed illuminate realtà, ad oggi non si registra una adeguata considerazione della figura del TeRP nelle piante organiche dei servizi di Salute Mentale. Per tale motivo crediamo, e speriamo, che la percezione dell’importanza del nostro lavoro e della nostra professionalità sia sempre in aumento.

Quali sono gli obiettivi principali che state perseguendo come commissione d’albo?

I compiti delle Commissioni d’Albo sono essenzialmente di autogoverno, di rappresentanza, di esercizio del potere disciplinare. In primis la tutela della categoria professionale: da una parte ci si occupa dell’area amministrativa con la valutazione dei titoli per proporre al Consiglio direttivo dell’Ordine l’iscrizione all’albo del professionista, dall’altra vigila sull’abusivismo professionale che purtroppo è molto presente nella nostra realtà lavorativa.  Nello specifico la C.d.A. ha il compito di assumere, nel rispetto dell’integrità funzionale dell’Ordine, la rappresentanza della professione, ovvero: designa i rappresentanti dell’Ordine presso commissioni, enti e organizzazioni di carattere provinciale o comunale; promuove e favorisce tutte le iniziative intese a facilitare il progresso culturale degli iscritti, anche in riferimento alla formazione universitaria finalizzata all’accesso alla professione; si interpone, se richiesto, nelle controversie fra gli iscritti, o fra un iscritto e persona o ente a favore dei quali questi abbia prestato o presti la propria opera professionale, per ragioni di spese, di onorari e per altre questioni inerenti all’esercizio professionale, procurando la conciliazione della vertenza e, in caso di mancata conciliazione, dando il suo parere sulle controversie stesse. Adotta e dà esecuzione ai provvedimenti disciplinari nei confronti di tutti gli iscritti all’albo e a tutte le altre disposizioni di Ordine disciplinare e sanzionatorio contenute nelle leggi e nei regolamenti in vigore; esercita le funzioni gestionali comprese nell’ambito delle competenze proprie, come individuate dalla legge e dallo statuto; dà il proprio concorso alle autorità locali nello studio e nell’attuazione dei provvedimenti che comunque possano interessare la professione.

 

 

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