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Dal palazzo

Coronavirus

Dall’EMA nuovi dubbi su AstraZeneca: «Difficile escludere un nesso con le trombosi»

«I casi sono estremamente rari e il rapporto rischi-benefici è sempre a favore dei vaccini. Ma ora- spiega Cavaleri- è sempre più difficile affermare che non vi sia un rapporto di causa ed effetto con AstraZeneca».

Tempo di lettura: 3 minuti

«Secondo me ormai possiamo dirlo, è chiaro che c’è un’associazione con il vaccino. Cosa causi questa reazione, però, ancora non lo sappiamo». Ad affermarlo, in una intervista rilasciata oggi al quotidiano romano Il Messaggero è Marco Cavaleri, responsabile della strategia sui vaccini di Ema, l’agenzia europea dei farmaci: «I casi sono estremamente rari e il rapporto rischi-benefici è sempre a favore dei vaccini. Ma ora è sempre più difficile affermare che non vi sia un rapporto di causa ed effetto fra la vaccinazione con AstraZeneca e casi molto rari di coaguli di sangue insoliti associati a un basso numero di piastrine».

«In questa fase- rassicura Cavaleri- il percorso di valutazione dell’autorità è ben lontano dall’essere concluso e nel corso della settimana verranno fornite “definizioni preliminari”, ma «difficilmente arriveremo a indicare dei limiti di età come hanno fatto alcuni Paesi». Già oggi i tecnici dell’Autorità europea del farmaco si riuniranno per decidere come stilare una “raccomandazione aggiornata” sul vaccino AstraZeneca.

Intanto in Europa ciascun paese continua ad affrontare a modo suo il rapporto con il farmaco: AsraZeneca è sospeso per tutti in Olanda, fino al 15 aprile in Norvegia e Danimarca, limitato agli over60 in Germania e agli over 55 in Francia. I rari casi riguardano soprattutto le donne sotto i 50 anni, «anche se ci sono stati casi anche tra i 50 e i 60 e ci sono anche uomini, circa il 20 per cento. Età media attorno ai 45-47 anni». «In molti- conclude Cavaleri nella stessa intervista- si aspettano che Ema risolva la questione per tutti, ma non è così semplice»… «Sicuramente le informazioni del prodotto verranno aggiornate, affermando che gli eventi avversi sono legati al vaccino. Sarà dichiarato in modo chiaro».

Sul Corriere è l’immunologo Alberto Mantovani a parlare del vaccino AstraZeneca. «Capisco l’esitazione di fronte a messaggi contraddittori, che generano incertezza. Bene che si analizzino tutti i dati disponibili su possibili eventi avversi in giovani donne, a protezione della salute pubblica». dice il direttore scientifico dell’Humanitas di Milano. «I casi gravi di trombosi osservati in relazione al vaccino potrebbero essere forse causati, secondo una recente pubblicazione, dalla formazione di autoanticorpi, come succede, in rarissimi casi, durante trattamenti con eparina: una condizione definita Vipt (Vaccine induced prothrombotic immune thrombocytopenia). Se confermata, l’osservazione potrebbe guidare la diagnosi e la terapia di questi, pur molto rari, eventi avversi. Per ora l’analisi condotta da Ema sul vaccino Oxford AstraZeneca ha rassicurato sul fatto che non causi un aumento della frequenza di tromboembolia, aspettiamo ulteriori analisi.

In Gran Bretagna non si è osservato un eccesso di eventi tromboembolici nei 20 milioni di persone vaccinate con Oxford AstraZeneca rispetto ai vaccinati con BioNTech Pfizer e rispetto a quanto normalmente atteso. In Humanitas abbiamo vaccinato oltre 22 mila persone senza problemi inattesi. Aspettiamo altri dati, ma tre giovani donne della mia famiglia si sono vaccinate con Oxford AstraZeneca e io sono tranquillo».

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