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Dal palazzo

I dettagli

Dalle Usca alle Uca: infuria la polemica tra Fimmg, commissario Covid e Asp Palermo

Scoppia il caso sui criteri territoriali adottati per riorganizzare il servizio e sulle modalità di assegnazione degli incarichi ai medici.

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PALERMO. La Fimmg contesta l’operato del commissario Covid di Palermo, quest’ultimo chiama in causa l’Asp che a sua volta contro-replica. Oggetto del contendere, le modalità del passaggio dalle Usca alle Uca con nuovi criteri territoriali e relative assegnazione degli incarichi ai medici.

Il 30 settembre, infatti, si è proceduto in Sicilia a chiudere le Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) che hanno avuto il compito di assistere i pazienti positivi al Covid 19 unitamente ai medici di famiglia. La Fimmg ha più volte chiesto un tavolo di concertazione con l’assessorato per un nuovo accordo integrativo regionale che definisse le nuove unità di continuità assistenziali (UCA).  «Senza una organica risposta e alla fine ogni azienda ha emanato i propri bandi utilizzando criteri talvolta discutibili– affermano dalla Fimmg- In assenza di un accordo integrativo a Palermo, rispettando le indicazioni assessoriali, si è proceduto al reclutamento del personale richiamando l’art.44 dell’Acn».

«In fase di assegnazione degli incarichi si sono implementate procedure non chiare- denuncia il segretario generale FIMMG Sicilia, Luigi Galvano (nella foto di Insanitas)– La definizione di dove verranno istituite le nuove Uca dovrebbe spettare alla direzione sanitaria e non di certo al Commissario ad Acta a cui compete, sino a scadenza di contratto, la sola gestione del personale, forse non è chiaro che il periodo emergenziale si è concluso il 31 marzo».

Le UCA, secondo quanto stabilito dal D.M. 77 , sono delle unità distrettuali che nascono proprio al fine di potenziare le cure domiciliari affinchè la casa possa diventare il luogo privilegiato dell’assistenza in una stretta collaborazione con MMG e PLS e che in questa fase temporanea serviranno a garantire l’assistenza domiciliare ai pazienti covid positivi.

«Ma ad essere ancor più grave- continua Galvano- è il fatto che nella assegnazione dei medici nelle varie unità non si sia tenuto conto di quanto prevede l’Acn. La scelta non è avvenuta rispettando la posizione dei medici in graduatoria, ma a seconda degli umori del commissario– Ricordo che la nota assessoriale stessa e il bando di reclutamento del personale richiama l’ACN che ne stabilisce quindi i criteri di assegnazione».

«Se si è scelto di utilizzare i medici convenzionati per garantire il servizio UCA- dichiara Luigi Tramonte, segretario regionale Fimmg- bisogna rispettare quanto previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale. Sarebbe stato corretto procedere con un nuovo accordo integrativo regionale, ma l’assessorato alla Salute si è rifiutato nel farlo».

Contattato da Insanitas per una replica, il commissario Covid di Palermo, Renato Costa, sottolinea: «Non ho ancora ricevuto l’elenco dei medici con contratto Uca nè la relativa graduatoria. Quindi la Fimmg deve rivolgersi alla direzione generale dell’Asp di Palermo…».

Sempre contattata da Insanitas, a sua volta la direzione generale dell’Asp afferma: «Le attività sono state espletate dall’UOC Cure Primarie, in esecuzione alle indicazioni fornite in tal senso dall’Assessorato regionale alla Salute. Sabato 1 ottobre, alle ore 12.25 è stata inviata una mail dall’UOC Cure Primarie dell’Asp alla struttura commissariale con l’elenco stilato secondo fasce- che stabiliscono la sequenza di priorità dei candidati- rispettandoscrupolosamente l’assegnazione in fascia A, fascia B e fascia B2. È compito del Commissario l’organizzazione delle UCA e l’applicazione consequenziale della graduatoria».

Dall’Asp aggiungono: «Nel momento in cui sono state segnalate criticità da parte di alcuni interessati nell’assegnazione della postazione UCA, è stato immediatamente richiesto, sia all’UOC Cure Primarie di questa Asp sia alla struttura commissariale- ognuno per la propria competenza- di effettuare le necessarie verifiche e controlli. Resta anche la contestazione da parte di alcuni interessati che il principio di prossimità che imponeva l’insediamento di un’UCA ogni 100 mila abitanti non sia stato rispettato dall’attuale organizzazione che ha previsto, invece, di distribuire le stesse UCA in 4 grandi Poli (Palermo, Ovest, Est e Sud), oltre a quelle di Lampedusa ed Ustica. Anche per quest’ultima contestazione si è ritenuto di dovere richiamare l’attenzione del Commissario».

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