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L'intervista

Dalle terapie in presenza alla teleriabilitazione, il salto in avanti della fisioterapia

Siamo andati al centro Spazio Vitale di Pioppo per vedere com'è cambiato il lavoro del fisioterapista al tempo del Covid-19

Tempo di lettura: 3 minuti

Nell’ambito delle prestazioni previste dal sistema sanitario nazionale uno dei settori che ha sofferto di più l’impatto con le limitazioni imposte per contrastare la pandemia da Covdi 19 è senza dubbio quello della fisioterapia. Per un periodo di tempo abbastanza lungo, fatta eccezione per alcune particolari categorie di soggetti, ricoverati presso strutture ospedaliere o in trattamento presso centri accreditati e specializzati, molti pazienti hanno dovuto fare a meno dei trattamenti di fisioterapia. Un problema che è stata affrontato ed il larga parte risolto attraverso la teleriabilitazione.

“Noi fisioterapisti – afferma la dottoressa Manuela Artino, fisioterapista presso il centro Spazio Vitale di Pioppo, frazione di Monreale – ci occupiamo di prevenzione, cura e riabilitazione delle disfunzioni delle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali conseguenti ad eventi patologici o traumatici. Nella nostra professione è fondamentale il contatto diretto con il paziente, per cui, specie nei primi tempi, le restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19 hanno creato diversi problemi, legati alle terapie a distanza che, per quanto possa essere fatta nel modo più scrupoloso possibile, non sono paragonabile ad una terapia fatta in presenza”.

In considerazione del protrarsi dello stato di crisi determinato dal Covid-19 diversi centri di fisioterapia si sono dotati di strumenti di ultima generazione al fine di ridurre quanto più possibile il gap tra i trattamenti in presenze e la terapia da remoto. “Da subito anche qui abbiamo attivato una piattaforma di teleriabilitazione che ha garantito a tutti i nostri assistiti la continuità terapeutica che durante le prime settimana della pandemia era stata sospesa – continua Manuela Artino – un investimento importante ma che ci consente di seguire molto bene tutti i nostri pazienti, inclusi coloro che per condizioni di salute o per prevenire eventuali contagi preferiscono non spostarsi da casa”.

In pratica attraverso queste tecnologie i pazienti possono seguire a distanza, nella propria abitazione, la propria terapia, dotati di sensori ed in genere anche di uno schermo in cui seguire le “mosse”. Il fisioterapista da remoto segue la seduta mentre il sistema raccoglie dati ed elabora dei feedback che il professionista utilizzerà per valutare i progressi e ricalibrare la terapia.

Ma la teleriabilitazione è solo un aspetto della riabilitazione digitale che comprende anche la robotica, la realtà virtuale, e tutti gli strumenti utili per la raccolta a distanza di informazioni sul paziente, come la qualità del movimento, i parametri fisiologici o addirittura il monitoraggio delle attività muscolari e cerebrali. Insomma, non c’è dubbio che la pandemia in atto ha dato una straordinaria accelerata alla c.d. robotica riabilitativa che comprende tutti quegli interventi, nell’ambito della fisioterapia (e non solo) possono essere automatizzati attraverso delle macchine.

“Questo comunque è un argomento delicato – conclude la dottoressa Artino – perché rimane fondamentale, nell’ambito di una qualsiasi buona fisioterapia, la relazione tra il fisioterapista ed il paziente. La ricerca su questi aspetti è in rapida crescita nel cercare proprio di capire cosa la digitalizzazione aggiunge e cosa toglie all’approccio in presenza, credo che la strada migliore per offrire una risposta moderna ed efficace al paziente sia quella che abbiamo deciso di adottare qui al centro Spazio Vitale, e cioè quella di non privilegiare a tutti i costi l’uno o l’alto aspetto, ma di cogliere il meglio dalle opportunità offerte dalle nuove tecnologie senza mai abbandonare l’aspetto relazionare ed umanistico che è alla base di ogni trattamento sanitario”

 

 

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