ortottisti benedetto galeazzo

Dalla prevenzione alla riabilitazione: gli ortottisti ci aiutano a vedere (ed a vivere) meglio

6 Dicembre 2020

La nostra intervista a Benedetto Galeazzo, presidente della Commissione d'Albo degli Ortottisti di Palermo

 

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Settimo appuntamento con le professioni sanitarie. Dopo gli approfondimenti dedicati ai dietisti, ai fisioterapisti, ai tecnici sanitari di laboratorio biomedico, ai logopedisti , ai tecnici della riabilitazione psichiatrica ed ai  Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, insanitas affronta un tema fondamentale per la qualità della vita di ciascuno di noi, quello della qualità della vista. “Credo che con la pubblicazione di queste interviste l’Ordine dei TRSM e PSTRP di Palermo stia offrendo un contributo importante per l’adeguata conoscenza delle professioni sanitarie che assolvo a funzioni fra di loro molto diverse ma che meritano di essere valorizzate e supportate” afferma il presidente dell’Ordine Gandolfo Marco Macaluso. Per conoscere meglio il lavoro degli ortottisti e l’attività svolta in seno all’ordine professionale abbiamo intervista il presidente della Commissione d’Albo Benedetto Galeazzo.

Presidente, non tutti sanno cos’è l’ortottica, vogliamo spiegarlo brevemente?

Ortottica significa occhio dritto, l’ortottista è quindi quella professione sanitaria della riabilitazione che si occupa della qualità della visione binoculare attraverso la prevenzione, valutazione e riabilitazione visiva e l’esecuzione di esami di oculistica

Quali sono i compiti specifici di un ortottista?

Screening ortottici in età neonatale, prescolare e adulta (per esempio da uso dei videorminali, oggi troppo diffusi). Valutazione ortottica nei casi di strabismo, paralisi oculari, nistagmo, cefalea, disturbi specifici di apprendimento, autismo, ecc.

Quali sono i disturbi visivi più comuni nei bambini in età scolare (o prescolare) e come possono essere individuati dai genitori?

I disturbi visivi più comuni nei bambini sono certamente i difetti refrattivi, in particolare l’ipermetropia molto diffusa in età prescolare e la miopia che interessa più frequentemente i bambini più grandi, chiamata infatti “miopia scolastica”, anche se per l’eccessivo uso dei dispositivi digitale sembra avere un ruolo rilevante, si stima che nel 2050 circa metà della popolazione mondiale sarà miope. I difetti refrattivi comportano, specialmente se elevati o carico di un solo occhio, la cosiddetta ambliopia funzionale o “occhio pigro”. Si tratta di una riduzione dell’acuità visiva che, se non opportunamente corretta con occhiali e/o trattata con la riabilitazione ortottica tempestivamente, rischia di diventare irreversibile. La stessa condizione di ambliopia può essere la conseguenza di uno strabismo, cioè quando gli occhi non sono allineati, e l’occhio deviato viene escluso dalla visione e subisce un arresto nel suo normale sviluppo sensoriale. L’osservazione da parte dei genitori è preziosa. Riguarda indubbiamente i casi di strabismo che, a parte quello congenito, può insorgere più tardivamente verso i 2-3 anni di età. Il bambino può strizzare gli occhi o avere delle scosse irregolari inizialmente. Altri comportamenti possono essere sospetti come l’inclinazione o la rotazione della testa, oppure avvicinarsi eccessivamente alla TV o al foglio mentre disegna o fa i compiti. Altrettanto importanti sono i sintomi e i segni: mal di testa, fastidio alla luce, lacrimazione, bruciore e prurito.

I disturbi possono essere corretti anche in età adulta?

Dipende, un occhio pigro (ambliopia) assolutamente no, per trattarlo è necessario intervenire entro il 4° anno di età. Le insufficienze di convergenza (fondamentale nella visione per vicino), le astenopie da uso dei videorminali, la diplopia assolutamente sì. Si possono trattare a qualsiasi età disfunzioni di tipo visuo-posturali e visus-percettive essendo l’occhio il principale organo sensoriale del sistema afferente del STP (Sistema Tonico Posturale), molto spesso i problemi agli occhi causano una postura scorretta e viceversa.

 Qual è il percorso di studi che si deve seguire per diventare ortottisti?

L’ortottista è la professione sanitaria che ha un percorso universitario dal 1955 (è nata nell’Università di Milano), oggi sempre attraverso l’accesso  a numero programmato al corso di laurea in ortottica assistenza oftalmologica, previsto anche dall’Università di Palermo

 E’ cambiato qualcosa per voi in questo periodo? Come lavorate per rispettare le norme anti contagio?

Assolutamente sì, le lacrime sono una delle fonti di contagio da Covid 19 ed uno dei primi medici morti a Wuhan era un oculista. Noi ortottisti seguiamo le Buone pratiche curate dalla nostra associazione tecnico scientifica di riferimento AIOrAo https://aiorao.it/aiorao/index.php/2020/05/04/buone-pratiche-sulla-sicurezza-delle-attivita-dellortottista-assistente-di-oftalmologia-buone-pratiche-sulla-sicurezza-delle-attivita-dellortottista-assistente-di-oftalmologia-a-cura/ e tutte le disposizione normative nazionali, regionali e aziendali. Il nostro lavoro è difficile perchè non possiamo fare una valutazione “distanti” ma a 33 cm che è la misura del lavoro per vicino

 Come commissione d’albo quali sono gli obiettivi principali ai quali state lavorando?

Intanto non siamo soli abbiamo una rete regionale e nazionale con tutte le commissioni degli altri ordini, in questo momento oltra alla valorizzazione della professione nell’interesse delle persone, vi è quello di preparare a livello regionale  e nazionale “il fabbisogno degli operatori da formare” (per questo vi è il numero chiuso) e inoltre quali competenze mettiamo in campo per far sentire meno sole le persone con disabilità visiva, distanti quindi fisicamente ma vicini e in ascolto per ridurre ogni disagio

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