maria rosa paterniti logopedisti

Dalla prevenzione alla cura e riabilitazione delle aree del linguaggio, ecco il ruolo dei logopedisti

14 Ottobre 2020

Intervista alla dottoressa Maria Rosa Paterniti, presidente della Commissione d'Albo dei Logopedisti della provincia di Palermo

 

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Continua il percorso di insanitas alla scoperta delle professioni sanitarie, dopo le interviste ai presidenti delle Commissioni d’Albo dei Dietisti (leggi qui) e dei Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (leggi qui)adesso è la volta dei logopedisti. “Riuscire a far comprendere bene a tutti i cittadini l’articolato patrimonio di professioni che sta dentro al nostro ordine professionale è stata fin da subito una delle missioni che ci siamo posti come Consiglio – afferma il presidente dell’Ordine dei TSRM e PSTRP Gandolfo Marco Macaluso – A tal fine uno strumento sicuramente utile è quello che abbiamo deciso di affidare ai presidenti delle Commissioni d’Albo che, grazie alla particolare attenzione del vostro giornale sui temi della sanità, hanno la possibilità di fra comprendere meglio, ad una vasta platea, l’importanza di ciascuna professione all’interno del sistema sanitario nazionale che spesso viene identificato esclusivamente solo con le professioni di medico e infermiere ed invece reggersi in piedi ha il costante ed inderogabile bisogno di fare ricorso a tantissime altri professionisti che abbiamo l’onore e l’onere di rappresentare”. 

Fra le figure professionali che rientrano nell’Ordine dei Tsrm e Pstrp ci sono anche i logopedisti, rappresentati a Palermo dalla presidente della Commissione d’Albo Maria Rosa Paterniti.

Presidente, facciamo un po’ di chiarezza. Qual è il compito dei logopedisti all’interno del sistema sanitario nazionale?

Il logopedista svolge la sua funzione con titolarità in via autonoma o in collaborazione con altre figure sanitarie; svolge gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree del linguaggio e della comunicazione conseguenti a eventi patologici di varia eziologia, congenita od acquisita in età evolutiva, adulta e geriatrica. Elabora, anche in équipe multidisciplinare, il bilancio logopedico e la definizione del programma riabilitativo, volto all’individuazione ed al superamento del bisogno di salute del cittadino che ne fa richiesta; praticando autonomamente attività di prevenzione, cura, abilitazione e riabilitazione per l’intervento sulle funzioni orali, deglutitorie, vocali, comunicative, linguistiche, cognitive utilizzando trattamenti logopedici; propone l’adozione di protesi ed ausili, ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia; verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale di competenze associate alla funzione. Svolge attività di studio, didattica e consulenza professionale, nei servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le sue competenze professionali.

Qual è il percorso di studi per poter fare questo lavoro?

Per svolgere la professione è necessario acquisire la Laurea di primo livello in Logopedia, con percorso formativo triennale ed esame finale abilitante,  presso le Università pubbliche , a cui si accede dopo aver acquisito un titolo di Scuola superiore quinquennale e mediante i test di ingresso per le professioni sanitarie.  Essa è condizione indispensabile per l’iscrizione all’albo della professioni sanitaria di logopedista, che completa l’obbligo per esercizio della professione  e che si  realizza attraverso  l’iscrizione all’Ordine di appartenenza territoriale. Successivamente la formazione potrà essere completata con l’acquisizione della Laurea Magistrale in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie , che apre a sbocchi occupazionali dirigenziali in ambito assistenziale e didattico. Ed , inoltre, dopo  la laurea abilitante si potrà implementare la formazione clinica con dei Master di 1° livello, mentre quelli di 2° livello saranno accessibili a chi ha conseguito la Laurea Magistrale. La formazione in  aggiornamento permanente è garantita dall’obbligo di frequenza  nei percorsi di Educazione Continua in Medicina, che devono essere maturati costantemente dal professionista attivo.

I servizi territoriali, quali quelli destinati dalle ASP alla riabilitazione logopedica , in diverse parti d’Italia, inclusa la Sicilia, hanno subito un brusco stop a causa dell’epidemia da Covid 19. Com’è stato affrontato il periodo dell’emergenza e com’è adesso la situazione?

 Purtroppo, tutti i servizi che includono il logopedista sia in ambito pubblico, privato convenzionato e libero professionale hanno avuto un brusco arresto, legato soprattutto alla difficoltà di distanziamento sociale, poiché il nostro lavoro è prevalentemente a stretto contatto con la persona , i familiari e i caregiver. I nostri organismi rappresentativi hanno immediatamente predisposto delle indicazioni che allineate alle disposizioni governative, hanno saputo contenere la ricaduta negativa di questo stato di emergenza che certamente è stato sofferto creando criticità a più livelli. Inoltre , l’immediato confronto attivato a distanza con realtà nazionali ed internazionali ci ha permesso di avviare l’alternativa alla condizione di lavoro in presenza avviando la tele riabilitazione a distanza. Anche per quest’ultima sono state esitate delle indicazioni nazionali che hanno permesso di avviare delle prassi comuni e di fare conoscere alle istituzioni, aziende e a tutti coloro che ruotavano nel sistema di governante dei processi di gestione della riabilitazione logopedica. I risultati sono stati ottimali e hanno ridotto il disagio che era prevedibile nel contesto di emergenza. Attualmente si prosegue con un sistema misto che prevede la possibilità di mantenere delle attività a distanza e organizzare in presenza le prestazioni essenziali.

Qual è il rapporto del logopedista con le istituzioni scolastiche?

 Il logopedista ha un rapporto di collaborazione per molti dei pazienti scolarizzati, che hanno un percorso logopedico attivo ,che necessita di un costante  raccordo con gli operatori scolastici. Inoltre, sono attivi percorsi di formazione rivolti alle insegnanti da parte di logopedisti impegnati nella didattica e che operano per favorire una inclusione scolastica completa. Sarebbe opportuno ampliare i termini di questa collaborazione con progetti specifici volti a popolazioni studentesche di fasce di età a rischio di disturbi di linguaggio o di apprendimento, attraverso screening o altre tipologie di intervento per ridurre tali rischi.

E’ cambiato qualcosa per voi in questo particolare periodo? C’è ora una percezione diversa della importanza del vostro lavoro?

 Si, abbiamo acquisito nuove competenze : informatiche che ci saranno utili anche per il futuro. Abbiamo apprezzato molto di più la capacità di essere resilienti , creando le condizioni di appoggio e sostegno per le fasce più deboli. Siamo stati tempestivi e immediati nel generare risorse reattive al nuovo bisogno di cure. Abbiamo appreso nuove modalità che potremo in futuro utilizzare per migliorare il nostro timing operativo ed essere più efficienti nell’organizzazione del management professionale. E se prima eravamo consapevoli dell’importanza della nostra professione, oggi ancora di più questa consapevolezza è presente, poiché è stata condivisa fortemente con colleghi da varie parti del mondo e dalle famiglie che con i loro bambini hanno potuto continuare il loro percorso senza sentirsi soli e abbandonati, come anche dagli adulti che hanno potuto continuare il loro percorso riabilitativo. Inoltre, in molte realtà cliniche il lavoro è proseguito con i dispositivi di sicurezza previsti e anche in prima linea i logopedisti hanno operato i loro interventi rischiando la loro vita come gli altri professionisti sanitari coinvolti nei processi di cura nei reparti Covid.

 Quali sono gli obiettivi principali che state perseguendo come commissione d’albo? 

 Gli obiettivi sono veramente tanti , ne citiamo alcuni, anche se siamo in fase di nuova pianificazione avendo da poco completato le elezioni della Commissione di Albo Nazionale, ultimo tassello alla complessa architettura del sistema ordini stico in cui siamo inseriti insieme alle altre professioni sanitarie. Uno dei primi obiettivi è stato la costruzione di una condivisione e dialogo con tutte le professioni dell’Ordine che ci portasse a identificare percorsi comuni e specifici. E’ stato importante creare una coalizione con le altre CdA  di Logopedia degli altri Ordini e strutturare un movimento coordinato per realizzare prassi comuni. E’ stata garantita la presenza dei rappresentanti nelle Commissioni per gli esami finali delle Lauree in Logopedia. Si è operato a tutela della professione e del professionista, anche nella lotta all’abusivismo, in diverse situazioni provinciali e regionali, condividendo percorsi con le Commissioni  di Albo degli altri Ordini in regione, portando avanti gruppi di lavoro specifici e segnalazioni di bandi di concorso relativi alla nostra professione non conformi a quanto previsto dalla legge. Come commissione d’albo siamo stati vicini ai nostri iscritti durante questo anno lungo e difficile, garantendo loro la massima trasparenza e informazione sul nostro operato e realizzando una rete di comunicazione con gli iscritti efficace per garantire una uniformità di notizie. Abbiamo richiesto la collaborazione dei nostri iscritti per la compilazione di questionari relativi a temi specifici riguardanti la nostra professione (questionario sullo stato occupazionale, questionario smart working, studio su conoscenza e utilizzo della cartella riabilitativa, etc.). Abbiamo promosso la figura professionale del logopedista nei confronti dell’utenza e delle Istituzioni nelle sedi opportune. Tanti altri saranno gli obiettivi che  si profilano a breve e a lungo termine, ma siamo sicuri di aver costruito delle relazioni significative, in questo complesso sistema Ordinistico, che ci sapranno sostenere nelle nuove sfide  che ci attendono .

 

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