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dalla peste al covid-19

Salute e benessere

L'uomo contro il virus

Dalla peste al Covid-19, il libro che racconta l’eterna lotta dell’uomo contro virus e batteri

Requirez: "La storia ci insegne che bisogna ripensare alla prevenzione primaria. Paradossalmente il problema dell’assistenza ospedaliera diventa secondario"

Tempo di lettura: 4 minuti

Paura, confusione, senso di impotenza. Sono i sentimenti che accomunano chiunque in questo momento e chi ha affrontato una qualsiasi epidemia mondiale in passato. Quella da coronavirus, come ben sappiamo, non è la prima pandemia che scienza e tecnologia si trovano a dover contrastare. E proprio da questa e su questa riflessione si sviluppa “I Messaggeri dell’apocalisse”, volume di oltre cinquecento pagine edito da Nuova Ipsa che, attraverso i contributi di dodici professionisti ognuno nel proprio ambito dalla medicina alla storia, dall’arte all’economia e alla psicologia, analizza il violento impatto che una problematica sanitaria di portata globale può avere su ogni aspetto della vita quotidiana.

Un’analisi attenta nata “grazie all’intuito di un editore medico, che già nella primavera scorsa ha colto il segnale di un ubiquitario stato di confusione generale e internazionale nel fronteggiare l’epidemia non solo in termini sanitari – spiega Salvatore Requirez, direttore sanitario dell’Ospedale Civico di Palermo – adottando approcci a volte diametralmente opposti. Non un’idea, però, di dar vita a linee guida di comportamento su larga scala ma, piuttosto, a una serie di riflessioni ad ampio raggio sulla tematica, studiando a 360° i comportamenti che hanno interessato l’umanità nei secoli scorsi”.

Ciò infatti che lega la lotta alla peste, alla lebbra, al colera, al tifo, alla sifilide e alla tubercolosi, e in tempi più recenti, all’AIDS, la SARS, la MERS e il contrasto al Covid-19 è “Il timore di dover combattere all’improvviso un nemico nascosto e inaspettato, tanto insidioso e pericoloso da destabilizzare l’equilibrio psichico di popolazioni intere – aggiunge Requirez -. L’impressionante quadro dei morti che giravano sul carro dei monatti al tempo della peste manzoniana non ha un impatto suggestivo molto diverso dalle lunghe file di camion colmi di bare di morti per Covid 19 allineate all’ingresso dei cimiteri dei giorni nostri”.

Corsi e ricorsi storici di cui si possono ridurre gli effetti attraverso una corretta informazione ma anche un’adeguata prevenzione che, come spiega Salvatore Requirez in circa sessanta pagine, “è assolutamente centrale. È soprattutto in quest’ambito che si sta conducendo la battaglia corrente e futura contro il Covid-19. È da quest’ambito che originano le maggiori problematiche in ordine alla gestione della pandemia a livello planetario. Ripensare alla prevenzione primaria (promozione della salute attraverso corretti comportamenti, utilizzo dei dispositivi di protezione e gestione efficace dei programmi vaccinali) sulla base delle evidenze scientifiche costituisce la vera frontiera di difesa – sottolinea – e resistenza alle minacce pandemiche. Paradossalmente il problema dell’assistenza ospedaliera a tutti i livelli di complessità (Terapie intensive, UTIR, degenze in reparti speciali e di malattie infettive), che ha messo in ginocchio i sistemi sanitari di ogni Paese, diventa secondario a questo perché se funziona la prevenzione (interruzione delle catene di contagio dell’infezione) il risultato è rappresentato da un minor numero di malati. Su questa semplicissima evidenza dovrebbero strutturarsi le azioni di programma sanitario e sociale di chi ha il potere costituito di decidere”, conclude.

Un lavoro quindi a più voci che “attacca” il coronavirus su diversi fronti delineando un excursus storico completo e “che potrebbe essere utilizzato anche nelle scuole per comprendere meglio quanto accaduto e dare un’immagine che potrebbe anche ripresentarsi in futuro”, aggiunge il professore Francesco Vitale dell’Università di Palermo che, insieme al dott. Emanuele Amodio ha approfondito le basi biologiche ed epidemiologiche del Covid-19.

Quali sono i microrganismi all’origine di un’epidemia e perché si sviluppano, sono i temi al centro dell’analisi. “Ripercorrendo le tappe biologiche di un microrganismo – spiega Vitale -, ne abbiamo considerato la nascita a partire da un ecosistema diverso come quello animale, la sua evoluzione e il suo sviluppo all’interno del corpo umano come ‘ospite’. Abbiamo dunque sottolineato il perché un’epidemia si sviluppa con cadenza annuale, come nel caso dell’influenza, o nel corso dei secoli allargandosi a tutta la popolazione mondiale. Come qualsiasi microrganismo, anche il coronavirus manifesta l’ ‘esigenza’ di riprodursi anche a scapito di altre specie”.

Il progetto, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, dell’Università di Ferrara, dell’Università di Palermo, dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Mantova e di Palermo, è stato realizzato anche e soprattutto per uno scopo benefico, dedicato ai medici e agli operatori sanitari caduti nella lotta contro il Covid-19 e i cui diritti d’autore verranno devoluti alla Protezione Civile.

“Un’opera fatta come atto di generosità nei confronti di tutti gli operatori impegnati in quasi undici mesi nella lotta al Covid. E sono tanti. Tutti uomini – dicono Requirez e Vitale – che hanno onorato la loro professione. Loro oggi sono andati oltre. Hanno messo a repentaglio la loro vita e, non arretrando di un passo, l’hanno sacrificata”.

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