ASP e Ospedali

L'appello

Cure palliative, l’Asp di Ragusa: «Fondamentale fare rete»

Il tema è stato trattato durante l'incontro "Finché c'è vita è ...vita", organizzato in collaborazione con le Samot Ragusa e Palermo.

Tempo di lettura: 3 minuti

Creare percorsi condivisi, far rete per capire quale sia il momento migliore per la presa in carico del paziente e migliorare la qualità di vita. È questo uno degli obiettivi che si pongono i professionisti che si occupano di cure palliative, una tipologia di cure soggette, soprattutto a chi non è addetto ai lavori, a fraintendimenti.

Si pensa che le cure palliative siano passive, invece sono cure attive. «Occorre cambiare mentalità» ha dichiarato Antonella Battaglia, direttore della UOSD Cure palliative dell’ASP di Ragusa nel corso dell’incontro che si è svolto questa mattina nella sala “Armenia-Russo” sede dell’ASP. La dottoressa chiarisce come «migliorare la vita» di pazienti e familiari serva a restituire dignità ai pazienti e ci si prende cura anche del carico emotivo. «Non si deve pensare che le cure palliative non servano a nulla o peggio che siano l’ultimissimo stadio della vita di un paziente».

Le Cure palliative sono un valore e un diritto sancito dalla legge 38/2010 , previsto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Sono l’insieme di interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali rivolti sia alla persona malata, sia alla famiglia, finalizzati alla cura attiva e globale di pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da una evoluzione a prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici.

L’obiettivo è offrire la miglior qualità di vita possibile, ridurre la sofferenza inutile, la disperazione e il senso di abbandono che i pazienti vivono, nella condizione di malattie inguaribili, cercando di assicurare un fine vita dignitoso. L’obiettivo dell’incontro dal titolo “Finché c’è vita è …vita”, organizzato dall’Unità Semplice Dipartimentale delle Cure palliative dell’ASP di Ragusa, in collaborazione con le Samot Ragusa e Palermo, che si è svolto in occasione della Giornata nazionale, al fine di informare e sensibilizzare

Intervenuti nel corso dell’incontro anche il dottor Giovanni Digiacomo, segretario provinciale SIMG, Raffaele Elia direttore sanitario dell’ASP di Ragusa che ha sottolineato l’importanza di affrontare l’argomento con l’impegno di supportare le esigenze del settore e di pazienti e familiari; il dottor Vittorio Cataldo, dirigente medico responsabile dell’U.O. Hospice di Modica e componente del comitato regionale per le cure palliative, il quale ha sottolineato l’importanza di far rete e della necessità di un coordinamento.

«In provincia di Ragusa abbiamo due SAMOT e due Hospice, eppure non sfruttiamo al meglio questi strumenti perché manca un coordinamento» dice il dottor Cataldo «e soprattutto occorre capire quando è meglio effettuare la presa in carico del paziente. Anche perché, prosegue il dirigente medico «le nostre sono terapie a 360° quindi occorre investire anche nella formazione di figure specializzate. Modica l’unico caso in Italia con un solo dirigente medico in reparto».

Per sopperire alla carenza di personale medico, che affligge anche questi reparti, la recente legge 106 del 2021 ha previsto l’istituzione di scuole di specializzazione per formare professionisti nel campo, perché il lavoro in cure palliative coinvolge diverse figure professionali ognuna con il proprio ruolo e competenze.

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