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Cure palliative, concluso il percorso di alta formazione per gli infermieri della Samot

17 Agosto 2020

Concluso il percorso formativo teorico-pratico degli infermieri per l’impianto del midline al domicilio

 

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Samot Onlus fornisce nuove procedure infermieristiche domiciliari

Concluso il percorso formativo teorico-pratico per l’impianto del midline al domicilio per gli infermieri di Samot Onlus. Così Anche a Caltanissetta, come già nelle province di Palermo, Trapani, Agrigento, Ragusa, la Samot Onlus, che eroga Cure palliative domiciliari in convenzione con le rispettive ASP provinciali, potrà garantire l’impianto del midline agli assistiti. I due professionisti formati, Salvatore Drogo e Davide Virga, completano il team di impiantatori con gli infermieri Sonia Ricciardi di Palermo e Roberto Stabile di Trapani.

Le cure palliative spostano l’obiettivo dalla cura della malattia alla cura della persona nella malattia. Anche quando la malattia diventa inguaribile, la persona che ne è affetta sarà sempre curabile: questa è la filosofia delle cure palliative che trova applicazione negli interventi dell’èquipe multidisciplinare domiciliare Samot Onlus, il cui indicatore da perseguire è il miglior livello di qualità di vita possibile per ogni assistito.

“Sfatiamo subito l’immagine riduttiva secondo la quale gli elementi caratterizzanti l’infermiere di cure palliative sarebbero prevalentemente buona volontà, disponibilità ed una spiccata sensibilità nei confronti del paziente – afferma il coordinatore regionale degli infermieri Samot Giuseppe Intravaia – tali caratteristiche sono trasversali a tutti i professionisti che si occupano di relazione d’aiuto, compresi, quindi, gli infermieri palliativisti. L’infermieristica palliativa si fonda su evidenze scientifiche e le pratiche assistenziali devono rispondere a criteri di efficacia ed efficienza così come ogni altra pratica clinica. Ciò si traduce nella continua ricerca del miglioramento della qualità dei servizi e del raggiungimento-mantenimento di elevati standard assistenziali, siano essi di natura tecnica, relazionale o educativa. L’elemento caratterizzante l’infermieristica è la continua ricerca della personalizzazione delle cure nel rispetto delle Buone Pratiche assistenziali.  In questa ottica l’impianto del midline, che è una procedura che richiede competenze avanzate, è finalizzato a garantire e rendere più sicuri i trattamenti terapeutici, ridurre la sofferenza fisica del paziente che altrimenti sarebbe causata da ripetute venipunture, oltre che contenere l’ansia dei familiari che potrebbe essere acuita dalla precarietà di un ago cannula periferico maggiormente suscettibile di mal funzionamento”.

Il midline è un catetere venoso periferico, che viene inserito nell’arto superiore; la sua estremità prossimale si posiziona a livello della vena ascellare o della vena succlavia. La tecnica di impianto avviene mediante venipuntura ecoguidata di vene profonde (vena basilica o vene brachiali) al 3° medio del braccio.  Tale tecnica consente di ottenere i seguenti vantaggi:

  1. a) il posizionamento del catetere anche in mancanza di accessi venosi periferici visibili a causa di pregressi trattamenti endovenosi;
  2. b) di allontanare la sede di inserzione dalla piega del gomito, eliminando il traumatismo diretto sul catetere legato al piegamento dell’avambraccio e di non limitare i movimenti del paziente.

È utilizzabile per terapie farmacologiche e nutrizionali compatibili con gli accessi venosi periferici, prelievi ematici ed è concepito per essere utilizzato per un periodo di tempo compreso tra una settimana e tre mesi, anche in ambiente domiciliare, con bassissimo rischio di complicanze infettive o meccaniche, laddove la durata media di un ago cannula venoso tradizionale è di 2-3 giorni.

L’impianto del midline al domicilio, oltre ai vantaggi clinici in precedenza spiegati, evita faticosi e stressanti spostamenti del paziente in ospedale per l’esecuzione della procedura. Il bisogno di impiantare il midline è individuato dall’infermiere d’èquipe, a fronte di una prescrizione terapeutica medica. Il medico informa il paziente rispetto all’opportunità di impiantare il dispositivo vascolare perché l’infermiere possa garantire la corretta applicazione della prescrizione terapeutica. Acquisito il consenso del paziente, sarà cura dell’infermiere impiantatore verificare l’appropriatezza dell’indicazione all’impianto e spiegare la tecnica del posizionamento.

Così come l’impianto, la gestione del midline richiede competenze infermieristiche avanzate che impediscano il dislocamento del catetere e contengano il rischio infettivo. A tal proposito tutti gli infermieri di Samot Onlus vengono sottoposti a periodici retraining teorico-pratici sulla gestione dei dispositivi vascolari centrali e periferici al fine di mantenere le competenze acquisite oppure aggiornare quelle già esistenti.

Il Sistema Qualità di Samot Onlus prevede il monitoraggio continuo degli esiti relativi all’impianto ed alla gestione del dispositivo con l’obiettivo di misurare l’efficacia e l’efficienza del servizio. Ciò è reso possibile da un sistema altamente strutturato di tracciabilità che consente una sistematica raccolta dati. A gennaio 2020, con la collaborazione dell’infermiere Adriano De Rosalia, è stata condotta un’indagine retrospettiva su 109 impianti di midline effettuati a domicilio nelle province di Palermo e Trapani. I risultati hanno dimostrato come nell’80% dei casi il dispositivo abbia contribuito a  rendere più sicuri i trattamenti terapeutici, evitando interruzioni anche se temporanee di terapia, ulteriori venipunture ed accessi domiciliari infermieristici oltre quelli già programmati.

Nella foto (Dario De lisi, Coordinatore di Sede Samot Onlus Caltanissetta; Giuseppe Intravaia, Coordinatore infermieristico regionale Samot Onlus; Salvatore Drogo, Infermiere Samot Onlus Caltanissetta; Davide Virga, Infermiere Samot Onlus Caltanissetta)

 

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