reparto covid

Cura Italia, per la sanità siciliana in arrivo altri 60 milioni di euro, ecco come verranno distribuiti

25 Aprile 2020

Fondi per gli straordinari, per nuove assunzioni ma anche per migliorare i servizi territoriali con nuovi posti letto ed attrezzature

 

di

E’ arrivata dalla Camera dei Deputati, l’approvazione del Decreto Legge 17 Marzo 2020 n.18, pensato per raccogliere e mettere ordine a tutte quelle misure previste o già attuate dal Governo per affrontare la terribile ed inaspettata emergenza epidemiologica da Covid-19 che ha duramente colpito l’Italia. Lo scostamento di bilancio di circa 30 miliardi di euro per finanziare l’attuazione di questo cosiddetto Decreto Cura Italia, era stato autorizzato lo scorso 11 Marzo, prevedendo di reperire le risorse finanziarie attraverso l’emissione di titoli di Stato.

Per quel che riguarda la Sanità la cifra messa sul piatto dal Governo è di 1.410 milioni di euro. La somma  andrà ad incrementare il livello, già programmato dallo Stato, di risorse destinate al Servizio sanitario nazionale per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza per il solo 2020. Circa la metà dell’importo (660 milioni) è stata già assegnata e ripartita alle varie regioni per gli interventi di contrasto dell’emergenza Covid-19 previsti dal Decreto legge 14/2020 dello scorso 9 Marzo. Rimangono, quindi, 750 milioni per il potenziamento del Servizio Sanitario nazionale, che il Decreto Cura Italia ripartisce alle varie regioni secondo gli importi indicati nella successiva Tabella A.

cura italia

Questi finanziamenti concorrono alle spese della Regione siciliana, unica regione tra le autonomie speciali, a non finanziarie completamente i propri servizi di assistenza sanitaria sul proprio territorio. Essa, infatti, partecipa alla spesa sanitaria nella misura del 49,11%. Per la restante parte riceve i finanziamenti dallo Stato al pari delle regioni a statuto ordinario.

Andando a guardare il dettaglio dei finanziamenti previsti dal Decreto Cura Italia si scopre che l’articolo 1, ai commi 1 e 2 prevede di incrementare le risorse per la remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale sanitario; si tratta di un incremento di 250 milioni di euro destinato alla remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale sanitario (dipendente dagli enti ed aziende del Ssn) direttamente impiegato negli interventi emergenziali. In particolare la misura è diretta a due fondi: il fondo contrattuale per le condizioni di lavoro della dirigenza medica e sanitaria dell’area della sanità’ e il fondo contrattuale per le condizioni di lavoro e incarichi del personale del comparto sanità’. Naturalmente gli incrementi sono suddivisi per ciascuna regione secondo gli importi indicati nella precedente Tabella.

 

Il successivo comma 3 dello stesso articolo dispone un incremento, pari a 100 milioni di euro che può essere destinato al conferimento, da parte degli enti ed aziende del Ssn, di incarichi di lavoro autonomo (anche coordinata e continuativa) ad iscritti agli albi delle professioni sanitarie, compresi i medici, e di incarichi di lavoro autonomo a personale medico ed infermieristico collocato in quiescenza. In Sicilia sono stati destinati 28,5 milioni per gli straordinari di medici, infermieri e altri lavoratori ospedalieri e 19 milioni per nuove assunzioni a tempo determinato.

Il successivo articolo 3 prevede il potenziamento delle reti di assistenza territoriale nel caso la situazione di emergenza dovuta alla diffusione del COVID-19 richieda l’attuazione nel territorio regionale e provinciale di un  piano emergenziale (circolare del Ministero della salute prot. GAB 2627 datata 1° marzo 2020), al fine di incrementare la dotazione dei posti letto in terapia intensiva e nelle unita’ operative di pneumologia e di malattie infettive, isolati e allestiti con la dotazione necessaria per il supporto ventilatorio e la Regione sia nell’impossibilita’ di perseguire questi obiettivi di potenziamento dell’assistenza. E’ possibile, allora, stando al decreto, stipulare ulteriori contratti con strutture private per  fornire sia i posti letto con l’attrezzatura (comma 1 e 2) che il personale sanitario (comma 3). Per l’attuazione dei commi 1 e 2, il budget di spesa stanziato è di 240 milioni di euro per l’anno 2020 e per l’attuazione del comma 3, il governo ha autorizzato la spesa di 160 milioni. Anche in questo caso la ripartizione va fatta secondo le indicazioni della precedente Tabella A. In Sicilia vengono destinati 19,6 milioni per posti letto ed attrezzature e 13 milioni per il personale

Come dicevamo ad inizio articolo, il Decreto Cura Italia ha disposto il pagamento delle azioni già portate avanti e previste dal Decreto 14/2020 per un totale di 660 milioni. Di seguito elenchiamo nel dettaglio quali sono queste misure.

Art. 2-bis, comma 1, lettera a) e comma 5. Risorse destinate al reclutamento di medici in formazione specialistica; si tratta del’ ex art. 1 del decreto legge 14/2020 che consente il reclutamento di medici in formazione specialistica da parte degli enti ed aziende del Ssn. Il comma 5 dello stesso articolo fa salvi gli incarichi già conferiti dagli enti ed aziende del Ssn ai medici in formazione specialistica, per le medesime finalità, sino alla data di entrata in vigore del decreto legge 14/2020.

Articolo 2-ter. Risorse destinate al reclutamento di personale medico e sanitario; è l’articolo 2 del precedente decreto 14/2020 adesso incorporato nel Decreto Cura Italia che prevedeva, in via transitoria, il conferimento, da parte degli enti ed aziende del Ssn, di incarichi individuali a tempo determinato a personale medico e sanitario, mediante avviso pubblico e selezione per titoli e colloquio orale.

Articolo 2-sexies. Risorse destinate all’incremento del monte ore della specialistica; l’articolo 2-sexies (ex art. 5 del decreto legge 14/2020) da facoltà, alle aziende sanitarie locali e agli enti del Ssn, di procedere, per il 2020, ad incrementare, con ore aggiuntive, il monte ore della specialistica ambulatoriale convenzionata interna. L’incremento del monte ore avviene nel limite di spesa di 6 milioni di euro.

E per finire l’articolo 4-bis (ex art. 8 del decreto legge 14/2020) che destina le risorse per l’istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA), al fine di consentire al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l’attività assistenziale ordinaria. Come si sa le regioni e le province autonome sono tenute ad istituire, una unità speciale ogni 50.000 abitanti per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero. Per l’ istituzione delle unità sono stati stanziati 104 milioni di euro, a valere sul fondo sanitario nazionale.

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV