razza e pogliese

Dal palazzo

Coronavirus e ospedali misti

Covid hospital a Catania, c’è l’ipotesi San Marco. Razza: “Impossibile un unico centro per tutta la provincia”

La nota dei sindacati dopo il vertice di ieri "soddisfatti per l'esito dell'incontro"

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L’ipotesi di un unico ospedale Covid per l’intera provincia di Catania è “molto ideologica” secondo l’assessore Ruggero Razza che, a margine dell’incontro avuto con i sindaci dei comuni della provincia di Catania ha di fatto bocciato l’idea. “La nostra regione deve comunque orientarsi su un piano che riguarda alcune migliaia di posti letto Covid – ha detto l’assessore – l’ipotesi di ospedali dedicati solo al covid è francamente impossibile”. Bocciata anche l’idea di destinare come covid hospital il presidio catanese Vittorio Emanuele mentre, come confermato da una nota congiunta dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl si fa strada l’ipotesi destinare parte del nuovo ospedale San Marco di Librino per accogliere i pazienti Covid.

I sindacati confederali, presenti all’incontro svoltosi ieri  nel centro direzionale della Città metropolitana con l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza, il Sindaco della Città metropolitana Salvo Pogliese e gli altri sindaci della provincia si sono detti soddisfati per l’esito dell’incontro. Giacomo Rota (Cgil), Maurizio Attanasio (Cisl), Enza Meli (Uil) e Giovanni Musumeci (Ugl) hanno esordito esprimendo solidarietà all’assessore Razza per le minacce di cui è stato fatto oggetto e ringraziato il sindaco Pogliese per aver accolto la loro richiesta di istituire un piano provinciale per la salute per contribuire ad affrontare l’emergenza in corso e, soprattutto, rispondere alle fragilità sociali emerse.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito all’assessore Razza la necessità di recepire l’articolo 8 del DPCM del 26 aprile 2020, per rendere concrete le disposizioni a favore delle persone disabili che, a causa del confinamento dovuto all’emergenza, sono state spesso lasciate a se stesse e a interrompere i percorsi di riabilitazione. «Per tale motivo, risulta necessario che, attraverso un confronto tra le organizzazioni sindacali e l’Asp, rappresentata dal direttore generale Maurizio Lanza, si appronti un piano territoriale per riattivare attraverso i centri semiresidenziali e le altre strutture destinate a erogare prestazioni socio-assistenziali, socio-educative, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario alle persone disabili, con la necessaria adozione un piano per la salute che contenga i protocolli sanitari per limitare la eventuale diffusione dell’epidemia»

Le organizzazioni sindacali provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl accolgono con favore l’identificazione nel nuovo ospedale San Marco di Librino per un potenziale ospedale Covid-19, adeguato sia funzionalmente che logisticamente a servire tutto il territorio metropolitano e al potenziamento degli ospedali del territorio, ciò per poter aumentare i posti di terapia intensiva e liberare alcune strutture come il Garibaldi che è centro di eccellenza polifunzionale. A tal proposito, «ribadiscono la centralità della sanità pubblica nell’affrontare l’emergenza pandemica e che, per poter meglio contrastare eventuali riacutizzazioni dei contagi, occorre impegnare le risorse per potenziarne la capacità di risposta pubblica, di rafforzare la medicina del territorio, e di garantire la sicurezza per Cittadini e Lavoratori, a partire da Rsa, case di riposo, luoghi di lavoro. A tal proposito, ritengono necessario assicurare anche agli operai forestali le necessarie visite mediche che, per evitare rischiosi assembramenti, andrebbero fornite distribuendole nelle varie zone».

 

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