Dal palazzo

L'intervista di Insanitas

Covid-19, Cascio: «Niente allarmismi sulla nuova variante Eris»

L'infettivologo: «Anche se è più contagiosa non comporta maggiori pericoli delle altre. Vaccinazioni prioritarie per anziani e fragili. Purtroppo alcuni medici prescrivono cure sbagliate».

Tempo di lettura: 5 minuti

PALERMO. «Eris e le altre varianti del Covid-19 che circolano non sono più pericolose di quelle che circolavano prima, sono però più contagiose e soprattutto rispondono meno alla risposta immunitaria». Lo afferma l’infettivologo Antonio Cascio (nella foto di Insanitas) a cui abbiamo chiesto sintomi, cure e precauzioni da seguire.

I casi di Covid-19 sono in aumento secondo il bollettino settimanale del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di sanità. Da settimane circola EG.5, chiamata “Eris”, caratterizzata da un notevole incremento di casi, tanto da renderla Variante di Interesse (VOI) maggiormente rilevata in Europa, Stati Uniti ed Asia, con una prevalenza a livello globale pari al 26,1%. La proporzione di sequenziamenti attribuibili alla variante EG.5, nell’ultima settimana di campionamento consolidata (dal 14 al 20 agosto 2023), è risultata del 24,2% (EG.5.1, 8,7%; EG.5.1.1, 15,5%).

La nuova circolare del Ministero della Salute, “esaminato l’attuale andamento clinico-epidemiologico” prevede: “Niente tamponi Covid per gli asintomatici che arrivano al Pronto soccorso, mentre per i sintomatici scattano i test, anche per la ricerca di altri virus (influenzali A e B, VRS, Adenovirus, Bocavirus, Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, Metapneumovirus, virus Parainfluenzali, Rhinovirus, Enterovirus)”. Previsto il tampone nei trasferimenti da una struttura all’altra e nelle Rsa. In caso di sintomi si indica di evitare l’ingresso nelle strutture sanitarie.

Professore Cascio, EG.5 (Eris) è risultata in crescita in Italia. Quali caratteristiche presenta?
«Sicuramente i casi di COVID-19 sono in aumento, anche se il dato è leggermente falsato dal fatto che è aumentato il numero dei tamponi analizzati. Eris e le altre varianti che circolano non sono più pericolose di quelle che circolavano prima, sono però più contagiose e soprattutto rispondono meno alla risposta immunitaria elicitata dalle pregresse vaccinazioni e dalle pregresse infezioni sia sintomatiche che asintomatiche. Non c’è nessuna evidenza che sia più aggressiva o pericolosa delle altre, però sfugge alle vaccinazioni».

Quali sono i sintomi?
«Sempre gli stessi- cioè febbre, mal di gola, naso che cola, dolore muscolare e mal di testa- e riguardano le vie respiratorie superiori. Purtroppo ci sono persone che hanno altre patologie e in questi soggetti possono confondersi con i sintomi di base e l’infezione se non riconosciuta in tempo può aggravarsi».

Qual è la terapia da seguire?
«Ci sono indicazioni ben precise per la cura, purtroppo alcuni medici consigliano la terapia sbagliata a base di antibiotico che non è efficace sul virus e può avere effetti pesanti su alcuni soggetti. Gli antibiotici (inclusa l’azitromicina) non sono utili per curare il Covid, possono essere utili per curare eventuali “infezioni opportunistiche” nelle fasi avanzate della malattia. La migliore terapia che al momento può essere prescritta per i casi di Covid da non ospedalizzare è il Paxlovid (compresse da assumere al proprio domicilio) e, nei casi in cui tale farmaco non può essere prescritto a causa delle interazioni farmacologiche, il sotrovimab cioè un anticorpo monoclonale da somministrare con una fleboclisi in ambiente ospedaliero. Mentre i farmaci steroidei (cortisonici) dovrebbero utilizzati nei pazienti più severi che richiedono il ricovero ospedaliero quindi non nei pazienti domiciliari».

Scuole e contagi, qual è il suo suggerimento?
«Fortunatamente nei giovani è quasi asintomatica e non è pericolosa. Nessuna preoccupazione, nessun allarme per i giovani che frequentano le scuole e le università. Facciamo andare i ragazzi e le ragazze serenamente a scuola ovviamente è giusto che se una persona sta male resti a casa, quindi basta seguire le norme di buon senso. L’attenzione deve essere riservata alle persone anziane e fragili per le quali è altamente raccomandata la dose di richiamo del vaccino aggiornato contro il COVID-19 che potrà essere effettuata contestualmente a quella contro l’influenza ma nell’altro braccio. Le persone con più di 80 anni e quelle che vivono nelle case di riposo devono essere vaccinate con la massima priorità. Inoltre devono cercare di evitare i luoghi affollati, stare lontano dalle persone con sintomi influenzali ed è opportuno che indossino la mascherina FFP2 nei mezzi pubblici».

Quali sono i vaccini disponibili? Sono efficaci per la nuova variante?
«Il vaccino che arriverà (Comirnaty Omicron XBB.1.5) sarà aggiornato alla variante XBB.1.5. I dati preclinici mostrano che il vaccino COVID-19 aggiornato genera risposte anticorpali neutralizzanti migliorate contro molteplici sottolineaggi circolanti correlati a Omicron, tra cui XBB.1.5, BA.2.86 (Pirola) ed EG.5.1 (Eris), attualmente la variante maggiormente circolante. Il 15 settembre sarà approvato da EMA il vaccino Moderna monovalente XBB.1.5 e un preprint appena apparso su medRxiv dimostrerebbe che i sieri dei vaccinati con tale vaccino neutralizzano anche contro EG.5.1(Eris) e anche BA.2.86 (Pirola) nonostante le 30 mutazioni di quest’ultima».

Quando sarà possibile vaccinarsi?
«Il 2 ottobre al Policlinico di Palermo si apriranno le prenotazioni per la vaccinazione stagionale antinfluenzale e Covid 19, a cui sarà possibile sottoporsi a partire dal 16 ottobre, il referente è il prof. Claudio Costantino. Per fissare un appuntamento si potrà contattare il numero Verde 800949848, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18. L’ambulatorio vaccinale dell’Azienda ospedaliera universitaria dal 16 ottobre sarà aperto ai dipendenti aziendali e alla popolazione con i consueti orari: lunedì, mercoledì e giovedì dalle 13 alle 18 (ultima prenotazione alle 17:30), martedì e venerdì dalle 9 alle 14 (ultima prenotazione alle 13:30)».

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