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Gucciardi: "Vogliamo renderla Pubblica"

Corte dei Conti all’attacco della Fondazione Giglio: «È un centro di spesa fuori controllo»

Lo ha sostenuto il procuratore generale durante il giudizio di parifica. La replica dell'assessore Gucciardi e dell'ospedale.

Tempo di lettura: 4 minuti

“Nebulosa”, così è stata definita la gestione e la condizione giuridica della Fondazione Giglio dal Procuratore generale Pino Zingale nel corso del giudizio di parifica della Corte dei Conti. Parole che pesano come macigni   sulla gestione della Fondazione che, secondo quanto affermato dallo stesso Zingale “nemmeno la Regione conoscerebbe a fondo”.

In base alla requisitoria del Procuratore, la Fondazione ha smesso nel 2013 di fare sperimentazione, cioè il motivo per cui è stata costituita. Inoltre, nonostante i soci siano pubblici e i locali appartenenti all’Asp di Palermo, il Giglio ha costi aggiuntivi dovuti al consiglio di amministrazione e al collegio dei revisori, ha un dg nominato dal Cda  e trattamenti economici ivi applicati i cui parametri non sarebbero chiari. 

Secondo Zingale “né l’Asp di Palermo né l’Assessorato alla salute esercitano una effettiva vigilanza e controllo sulla gestione del “Giglio”, che sarebbe quindi “un centro di costo, fuori dal perimetro normativo e privo di effettivi controlli”. 

La nota dell’assessore alla Salute Baldo Gucciardi

“Dal giorno del mio insediamento ho tentato di intensificare i controlli sulla Fondazione nonostante gli strumenti a disposizione del assessorato, per la vigilanza delle Fondazioni private, siano davvero scarsi- afferma Gucciardi- Per questo ho presentato una norma all’Assemblea Regionale, da poco approvata in VI commissione, che prevede la trasformazione della Fondazione ‘Giglio’ da privata a pubblica. È una norma agganciata al cosiddetto ‘collegato’ che potrà essere esaminata e votata dall’Assemblea regionale».

Replica della Fondazione Giglio 

«La Regione Siciliana e l’Asp di Palermo esercitano pieno controllo e vigilanza sulla gestione della Fondazione Giglio sia attraverso la nomina del componenti del consiglio di amministrazione, organo di indirizzo e di controllo, sia, per la Regione, attraverso la nomina dei tre componenti del collegio sindacale designati rispettivamenteÈ dalla presidenza della Regione e dagli assessorati regionali al bilancio e alla sanità. Inoltre, il bilancio viene certificato da società di revisione». Lo afferma il presidente della Fondazione Giglio di Cefalù, Giovanni Albano, sottolineando «una gestione ispirata a criteri di trasparenza, economicità ed efficienza».

«La Fondazione- prosegue Albano- lavora su un budget assegnato dalla Regione Siciliana. Le risorse vengono trasferite alla Fondazione periodicamente a fronte delle sole prestazioni effettuate. Prestazioni sottoposte, fra l’altro, al controllo dell’Asp di Palermo».

Il presidente inoltre, precisa che «i conti della Fondazione Giglio sono in ordine. Negli ultimi esercii il bilancio è stato chiuso in attivo ed è stato approvato dagli organi di amministrazione e controllo (Consiglio e Revisori) della Fondazione».

«Il personale della Fondazione medico, infermieristico e amministrativo è assunto con contratto di diritto privato. La trasformazione in contratto di diritto pubblico implementerebbe la spesa, per la Regione, di 9 milioni di euro. Tutti gli acquisti, inoltre, avvengono secondo il criterio del pubblico».

«Non voglio – sottolinea Albano – entrare nella qualità delle prestazioni erogate che è di altissimo livello lo dimostra il numero di utenti che ripongono quotidianamente la loro fiducia sul Giglio di Cefalù. Struttura che eroga prestazioni di alta complessità tanto è vero, come si evince dai dati regionali, risulta un peso medio superiore, per disciplina, alla media regionale. Perorare, invece, la tesi, come qualcuno sta facendo in queste ore, di trasformare la Fondazione  da diritto privato a fondazione diritto pubblico potrebbe portare sulla strada ben 750 famiglie.  Oltre a tutto l’indotto che ruota intorno alla Fondazione di Cefalù. È questa per noi una grande preoccupazione. Se per dare continuità al progetto originario occorre un nuovo ingresso di un socio privato ben venga, ma vanificare 15 anni di investimenti e di buona sanità sarebbe una sconfitta per la Sicilia».

«Su quanto emerso in queste ore – conclude il presidente della Fondazione Giglio – chiederò un’audizione al Presidente della Corte dei Conti e alla Commissione Regionale alla Sanità e Bilancio per poter chiarire tutto con serenità».

 

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